Fin dagli inizi la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla ha voluto che le indicazioni dei possibili aspiranti al diaconato permanente non fossero determinate da un’autocandidatura o da una presentazione da parte del parroco, ma emergessero da un reale coinvolgimento delle rispettive comunità, attraverso l’espressione di indicazioni libere a scrutinio segreto.
Ciò comporta anzitutto che il parroco faccia richiesta al Consiglio Diaconale Diocesano (CDD) di avviare il percorso. Quindi, dopo un incontro del Consiglio Pastorale con il responsabile diocesano per il diaconato o un membro del CDD, si concorda con il parroco un calendario che preveda un tempo prolungato di sensibilizzazione e catechesi all’interno delle comunità interessate, in particolare un ciclo di 3-4 catechesi sul diaconato permanente all’interno della celebrazione domenicale, svolte da alcuni diaconi provenienti da diverse zone della Diocesi, inviati dal CDD.
In una o più domeniche successive si svolgono le indicazioni, a cui possono partecipare tutti i fedeli maggiorenni, i quali appongono su una scheda bianca – cioè senza nominativi prestampati – uno o più nomi di persone ritenute idonee ad intraprendere il cammino verso il diaconato permanente. Attenendosi alle norme CEI, le persone che si possono indicare sano maschi sposati o celibi di età matura e, di norma, di non più di 60 anni.
Lo spoglio di tali indicazioni è cura del parroco, coadiuvato da una o più persone di propria fiducia o da un delegato del CDD. I risultati non sono resi pubblici, ma sono inviati al vicario generale e al responsabile diocesano per il diaconato (e/o al vicario episcopale di competenza), insieme ad una sintetica presentazione di coloro che hanno ricevuto il maggior numero di indicazioni, con proprie considerazioni sull’idoneità di tali persone. Quindi segue una riunione del parroco – eventualmente accompagnato dagli altri presbiteri e dai diaconi delle proprie comunità – con i referenti diocesani, per vedere a chi proporre concretamente il percorso in vista del diaconato permanente o eventualmente ad altro ministero istituito. Dopo di che il parroco incontra coloro che sono stati individuati come possibili aspiranti – insieme alle loro mogli, se coniugati – e ricevuto il loro assenso ne comunica i nominativi al responsabile diocesano per il diaconato.
ITER DI INDIVIDUAZIONE DEGLI ASPIRANTI
Catechesi iniziali e indicazioni delle comunità
il parroco dell’UP contatta il delegato episcopale, proponendogli di iniziare l’iter nella propria UP
il delegato partecipa al Consiglio di UP, per presentare la figura del diacono e l’iter conseguente
un membro del Consiglio Diaconale, incaricato per questo compito, concorda con il parroco il calendario delle 4 domeniche di catechesi e individua i diaconi disponibili a questo servizio;
l’incaricato del Consiglio Diaconale fa un incontro di coordinamento con il parroco e i diaconi disponibili, supervisionando poi l’intero iter
in una delle domeniche successive alle catechesi si svolgono le indicazioni; hanno diritto di dare le proprie indicazioni i partecipanti maggiorenni – o almeno sedicenni, se si pensa che siano in grado di farlo con consapevolezza – che partecipano delle varie celebrazioni della domenica stabilita, oltre a coloro che lo desiderano, ma sono impediti dalla partecipazione fisica per anzianità o malattia; possono essere indicati come possibili aspiranti uomini dai 31 ai 60 anni, celibi o con almeno una decina di anni di vita matrimoniale
Determinazione degli aspiranti
il parroco, coadiuvato da alcune persone di sua fiducia, procede allo spoglio delle indicazioni, ma senza dare pubblicità agli esiti
il parroco invia al delegato episcopale e al vicario generale gli esiti delle indicazioni, con una breve presentazione di coloro che hanno ricevuto più indicazioni
il parroco, anche accompagnato da altri presbiteri o diaconi dell’UP, incontra il vicario generale e il delegato episcopale per procedere a un primo vaglio delle persone indicate
il parroco incontra le persone prescelte, insieme alle loro mogli, e propone loro il percorso in vista del diaconato, dando loro un tempo opportuno per riflettere prima di dare una risposta
coloro che hanno dato il loro assenso, insieme alle loro mogli, incontrano il delegato episcopale
quest’ultimo, fatto un proprio discernimento, presenta l’elenco di coloro che ritiene idonei al Vescovo
il vescovo dà il via-libera a coloro che ritiene idonei della lista del delegato episcopale e quest’ultimo comunica ai rispettivi parroci i nominativi di coloro che intraprenderanno il percorso
Protagonisti del discernimento iniziale
la comunità che indica coloro che ritiene idonei come possibili aspiranti al diaconato
il parroco che avvia il percorso, si coordina con i responsabili diocesani per le indicazioni, procede allo spoglio delle schede e fa un primo discernimento insieme al vicario generale e al delegato episcopale
il delegato episcopale, che insieme al vicario generale e al parroco, fa un primo discernimento e ha un colloquio personale con l’aspirante (e la moglie)
il vescovo che dà il suo via libera sulla base del dossier presentatogli dal delegato episcopale
Il percorso di formazione prevede anzitutto almeno due anni di discernimento, il primo più focalizzato sull'aspetto personale della vocazione e il secondo più focalizzato sull'aspetto comunitario. Allo scopo di aiutare gli aspiranti a cogliere se è davvero il Signore a chiamarli durante il primo anno di discernimento non hanno altri impegni lungo se non un incontro mensile di gruppo, mentre con l'inizio del secondo anno comincia il ciclo quadriennale di formazione teologica con la partecipazione della Scuola Teologica Diocesana.
Le figure di accompagnamento di questo periodo sono in particolare il responsabile diocesano per il diaconato, coadiuvato da un diacono permanente e da sua moglie, e il direttore spirituale, che l’aspirante nel frattempo si sarà scelto. Al parroco è chiesto di seguire con interesse il percorso dei propri aspiranti e di calibrare le proposte di impegno pastorale nei loro confronti, tenendo conto del percorso, nonché della loro situazione familiare e lavorativa.
Il discernimento si conclude con la celebrazione dell’ammissione tra i candidati al diaconato, dopo aver ottenuto il consenso della Commissione ad ordines per il diaconato e i ministeri istituiti e del Vescovo, che li incontra personalmente con le loro mogli una prima volta.
Dopo l’ammissione inizia un percorso più finalizzato all’ordinazione diaconale, con il compito di preparare i candidati al futuro ministero. Gli incontri mensili con il responsabile diocesano, il diacono permanente e la moglie incaricati per la formazione riguardano ogni anno uno dei tre ambiti del futuro ministero – Parola, Liturgia e Carità – e si concludono con il conferimento del corrispondente ministero del lettorato, dell’accolitato e del diaconato.
A partire dall’ammissione i candidati sono invitati anche a partecipare ai momenti formativi e spirituali della formazione permanente dei diaconi, in modo da iniziare a conoscere il corpo diaconale della Diocesi, e a frequentare i corsi della Scuola Teologica Diocesana, dandone i rispettivi esami. Nell’ultimo periodo si cerca di fare con loro un percorso di accompagnamento rispetto all’impegno caritativo, visto che esso è elemento centrale del futuro ministero, in modo che possano sperimentarsi anzitutto nell’esercizio della carità e poi nella sua animazione, sotto la supervisione del diacono incaricato.
In questo periodo al parroco è richiesta una particolare attenzione rispetto all’impegno pastorale dei candidati, affinché diminuisca come quantità – a fronte dell’aumentato impegno del cammino – e cambi come qualità, in modo da introdurli gradualmente ai compiti del futuro ministero.
Questo periodo si conclude con l’ordinazione diaconale, dopo aver ottenuto il consenso da parte della Commissione ad ordines per il diaconato e i ministeri istituiti e del Vescovo, che li incontra personalmente con le loro mogli una seconda volta.
PROSPETTO DELL'INTERO PERCORSO IN VISTA DELL'ORDINAZIONE
FORMAZIONE SPIRITUALE E MINISTERIALE
Primo anno aspiranti: “La chiamata di Dio: aspetto personale”
ottobre I Sette: tra designazione della comunità e chiamata personale
novembre Davide: la chiamata di Dio al di là delle apparenze
dicembre Mosé e Giona: il ruolo dell’obiezione
gennaio Geremia: a partire dal proprio carattere (ritiro)
febbraio Pietro: le tentazioni lungo il cammino
marzo Samuele ed Eli: il ruolo dell’altro che ti è accanto
aprile Abramo: la faticosa fiducia nella promessa
maggio La preghiera nella Chiesa e i Salmi (ritiro)
maggio-giugno Colloqui personali di fine anno
giugno Vocazione di Isaia: Eccomi, manda me! (condivisione conclusiva)
Secondo anno aspiranti: “La chiamata di Dio: aspetto comunitario”
settembre Vocazione di Geremia: chiamato a servire questo popolo
ottobre 1 Corinzi 1-4.12: servire una Chiesa ricca di carismi
novembre La tempesta sedata: servire una Chiesa apparentemente senza futuro
dicembre Barnaba: servire una Chiesa che vive delle novità nel suo tempo
gennaio Gesù e la tradizione: servire una Chiesa tra Tradizione e tradizionalismi
gennaio-febbraio Colloqui personali in vista dell’ammissione
febbraio Il Servo di Jhwh di Isaia: diakonìa della Chiesa e ministro servo
marzo Giovanni Battista: servire con la Parola, la Liturgia e la Carità (ritiro)
marzo Testimonianza di un candidato ammesso in precedenza
marzo-aprile Colloqui personali con il Vescovo
aprile Il rito di ammissione
aprile-maggio Ammissioni in Cattedrale
maggio Condivisione conclusiva sull’ammissione
Primo anno candidati: la Parola
settembre Introduzione sulla Parola e sui suoi vari modi di utilizzo
ottobre Lectio come base per ogni utilizzo della Parola (a cura dei formatori)
novembre Parola di Dio e catechesi (presentazione fatta dai candidati e discussione)
dicembre Ritiro insieme ai diaconi
dicembre Parola di Dio e meditazione (presentazione fatta dai candidati e discussione)
gennaio Parola di Dio e centro di ascolto (presentazione fatta dai candidati e discussione)
febbraio Parola di Dio e veglia di preghiera (presentazione fatta dai candidati e discussione)
febbraio-marzo Ritiro insieme ai diaconi
marzo Parola di Dio e Via Crucis (celebrazione preparata dai candidati)
aprile Parola di Dio e commento scritto (presentazione fatta dai candidati e discussione)
maggio Parola di Dio e omelia (presentazione fatta dai candidati e discussione)
giugno Colloqui personali di fine anno
luglio-agosto Incontro estivo di tutti i candidati dei diversi anni
settembre Esercizi insieme ai diaconi
Secondo anno candidati: la Liturgia
settembre Prologo di 1 Gv: comunicare il mistero di Cristo che si è sperimentato
ottobre La figura e i compiti del lettore istituito
ottobre-novembre Conferimento dei lettorati nelle rispettive UP
novembre Storia del diaconato dalle origini apostoliche al Vaticano II
dicembre Ritiro insieme ai diaconi
dicembre Storia del diaconato a Reggio
gennaio 1 Corinzi 11: il diacono, l’Eucarestia e gli atti liturgici che gli competono
febbraio Il diacono e la liturgia della Parola in assenza di presbitero
febbraio-marzo Ritiro insieme ai diaconi
marzo Presentazione delle celebrazioni di competenza del diacono (a cura dei formatori)
aprile Il diacono e il Battesimo (presentazione fatta dai candidati e discussione)
maggio Il diacono e il Matrimonio (presentazione fatta dai candidati e discussione)
giugno Il diacono e le Esequie (presentazione fatta dai candidati e discussione)
giugno Colloqui personali di fine anno
luglio-agosto Incontro estivo di tutti i candidati dei diversi anni
settembre Esercizi insieme ai diaconi
Terzo anno candidati: la Carità
settembre Presentazione dell’anno e del tutoraggio con un diacono
ottobre La figura e i compiti dell’accolito istituito
ottobre-novembre Conferimento degli accolitati nelle rispettive UP
novembre Il servizio specifico della carità nella vita del cristiano
dicembre Ritiro insieme ai diaconi
dicembre La carità nel matrimonio e nella famiglia (testimonianza)
gennaio La carità nel matrimonio e nella famiglia (presentazione documenti)
febbraio Lavoro e testimonianza: la carità nel mondo (testimonianza)
febbraio-marzo Ritiro insieme ai diaconi
marzo Lavoro e testimonianza: la carità nel mondo (presentazione documenti)
aprile La carità della comunione nella Chiesa (testimonianza)
maggio La carità della comunione nella Chiesa (presentazione documenti)
giugno Il diacono conformato a Cristo servo (presentazione documenti)
giugno Colloqui personali di fine anno
luglio-agosto Incontro estivo di tutti i candidati dei diversi anni
luglio-agosto Colloqui personali con il Vescovo
settembre Esercizi insieme ai diaconi (presentazione al corpo diaconale e professione di fede)
settembre Confronto sulle risposte da dare in alcuni contesti pastorali
ottobre Confronto su due articoli su ministero diaconale e matrimonio
novembre Il rito di ordinazione
novembre Ordinazioni in Cattedrale
IL DISCERNIMENTO AL MOMENTO DELL'AMMISSIONE E DELL'ORDINAZIONE
i formatori (delegato episcopale, diacono incaricato e moglie) incontrano l’aspirante/candidato e sua moglie, facendo il punto della situazione sulla loro disponibilità a proseguire e sul giudizio dei formatori circa la loro idoneità
i formatori redigono il dossier ogni aspirante/candidato e lo inviano al vescovo
il Vescovo incontra personalmente gli aspiranti/candidati e le rispettive mogli, facendosi così un’idea personale della loro idoneità
la Commissione ad ordines per il diaconato e i ministeri istituiti, composta da vescovo, vicario generale, formatori, due parroci e tre diaconi, fa discernimento sugli interessati alla luce del dossier e della valutazione del vescovo
i formatori comunicano agli aspiranti e ai rispettivi parroci la valutazione della Commissione
viene resa pubblica alle comunità e all’intera diocesi l’ammissione/ordinazione degli aspiranti/candidati risultati idonei
La Scuola Teologica Diocesana "don Pietro Lombardini" intende offrire uno sguardo complessivo sulla fede della Chiesa. È nata con l’obiettivo di proporre un percorso teologico, non accademico ma comunque serio, che desse una visione sintetica e organica del dato cristiano per i candidati al diaconato permanente e ai ministeri istituiti, per gli operatori pastorali e più in generale per qualsiasi adulto cristiano che voglia approfondire la propria fede
La STD ha iniziato l’attività nel 2014-2015, in concomitanza con la decisione di chiudere l’ISSR, e quindi è entrata a pieno regime con il suo percorso triennale nel 2016-2017; poi, a partire dal 2022-2023, ha attivato progressivamente un nuovo ordinamento quadriennale
Le lezioni della STD vengono erogate presso il Seminario Vescovile di Reggio Emilia il lunedì sera dalle 19,30 alle 22,40 da inizio ottobre a metà maggio ed ogni serata comprende 4 ore da 45 minuti, il che per 25 lunedì vuol dire 100 ore all’anno
Il triennio iniziale è stato strutturato in modo tale da avere ogni anno 5 corsi e rispettivi esami – uno di tipo introduttorio, uno biblico, uno teologico-sistematico, uno liturgico-sacramentale e uno morale e da avere ogni anno un tema unificante: la rivelazione di Dio in Cristo (I anno), la risposta dell’uomo in Cristo (II anno) e la Chiesa di Cristo (III anno)
Ad esso si è recentemente affiancato un quarto anno più di tipo pastorale, quindi con otto tra seminari e corsi laboratoriali (sempre per un totale di 100 ore annuali) e si sono fatte alcune correzioni minori sul triennio alla luce dell’esperienza di questi anni
Si è invece scelto di non avere corsi di Filosofia e Diritto canonico, di contenere al minimo indispensabile la Teologia fondamentale e di valorizzare la Storia della Chiesa non con corsi specifici, ma stando attenti allo sviluppo storico dei temi nei singoli corsi
Nelle serate iniziali si è deciso di presentare sinteticamente le quattro Costituzioni del Vaticano II, in modo da dare una visione d’insieme del magistero di questo fondamentale Concilio
Ai candidati al diaconato è chiesto di frequentare tutto il quadriennio e di sostenere i rispettivi esami, mentre ai candidati al lettorato e all’accolitato è chiesto di frequentare i corsi e sostenere i rispettivi esami di un biennio rispettivamente di tipo biblico e di tipo liturgico; ai futuri ministri straordinari della Comunione è chiesta la sola frequenza al corso sull’Eucarestia
Il ministero del diacono si esprime nei tre ambiti della Parola, della Liturgia e della Carità, fondamento ed espressione del suo servizio. Per questo è importante che la Chiesa sostenga e formi il diacono con una adeguata proposta. Il candidato al diaconato è tenuto a frequentare un ciclo di studi organizzato dalla STD e strutturato nel seguente modo
I ANNO: LA RIVELAZIONE DI DIO
Dio e Israele (30 ore)
Il Credo (24 ore)
La Liturgia (14 ore)
Bioetica (16 ore)
La Parola di Dio (12 ore)
II ANNO: LA RISPOSTA DELL'UOMO
I quattro Vangeli (30 ore)
L'uomo in Cristo (24 ore)
Iniziazione (14 ore)
Matrimonio (16 ore)
Scienza e Fede (12 ore)
III ANNO: LA CHIESA DI CRISTO
Scritti della prima Chiesa (16 ore)
La Chiesa (28 ore)
L'Eucarestia (24 ore)
Morale sociale (18 ore)
Fides et ratio (12 ore)
Penitenza (10 ore)
IV ANNO: APPLICAZIONI PASTORALI
Pastorale familiare (16 ore)
Catechetica (16 ore)
Spiritualità (20 ore)
Fede e filosofia (12 ore)
Accompagnamento (12 ore)
Laudato Sì (12 ore)
Pastorale biblica (8 ore)
Psicologia (12 ore)
La vocazione al diaconato riguarda strettamente la persona ordinata. Quando questa vocazione è suscitata ad un uomo sposato, questa si incarna all'interno del sacramento del matrimonio, arricchendo la coppia di sposi e la famiglia intera. È innegabile che le spose siano a tutti gli effetti coinvolte nel cammino del candidato al diaconato. Per questo potranno accompagnare il marito nella formazione, potendo partecipare agli incontri di discernimento e alla formazione teologica.
Alle spose la Chiesa chiede di dare ufficialmente il proprio consenso nei due momenti più alti del cammino: durante il rito dell'ammissione e durante il rito dell'ordinazione. Non è solamente un consenso formale: con il proprio sì le spose sono chiamate a sostenere e partecipare al sì del marito.