FAI CINEMA
Fare cinema è un atto di resistenza.
Non si chiede, si fa.
Con ciò che si ha, con chi c’è, con la verità che resta.
La macchina da presa è un corpo: respira, trema, sbaglia.
Ogni film nasce da un’urgenza, da una ferita, da un gesto necessario.
La finzione e la vita si mescolano, si guardano, si confondono.
L’immagine diventa un luogo in cui riconoscersi e perdersi.
Non servono permessi.
FAI CINEMA è un modo di vivere, non un marchio.
È la libertà di fare del limite una forma,
della mancanza una visione,
della crisi un linguaggio.