Sonoro
Sonoro
Anno di produzione: 2009.
Paese di produzione: Italia.
Produzione: Rai Cinema, OffSide, Celluloid Dreams, Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Formato: Color.
Durata: 128 minuti.
Genere: drammatico, biografico.
Soggetto: Marco Bellocchio.
Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Daniela Ceselli.
Periodo di ambientazione: 1910/20.
Zona di ambientazione: Milano.
Distribuzione: 20 maggio 2009
Premi ottenuti
2009, Efebo d'oro: Miglior film.
2009, Globo d'oro: Migliore attrice (Giovanna Mezzogiorno); Miglior fotografia; Gran Premio della Stampa Estera.
2009, Nastro d'argento: Miglior attrice protagonista (Giovanna Mezzogiorno); Miglior fotografia; Migliore montaggio; Miglior scenografia.
2009, Premio Gianni Di Venanzo: Miglior fotografia italiana.
2010, Bari International Film Festival: Premio Franco Cristaldi; Premio Mario Monicelli; Premio Roberto Perpignani.
2010, Ciak d'oro: Migliore fotografia; Miglior montaggio; Miglior manifesto.
2010, David di Donatello: Miglior regista; Migliore fotografia; Migliore scenografia; Migliori costumi; Miglior trucco; Migliori acconciature; Miglior montaggio; Migliori effetti speciali visivi.
2010, European Independent Film Critics Awards: Miglior montaggio.
2010, National Society of Film Critics Awards: Miglior attrice protagonista (Giovanna Mezzogiorno).
Siamo nel 1907 a Trento, dove l'ardente socialista Mussolini incontra e si lega a Ida Dalser, che si innamora perdutamente di lui.
Ida Dalser, per sostenere le idee e le iniziative di Mussolini, vende tutto ciò che possiede, inclusi il suo appartamento e il salone di bellezza, per finanziare il suo giornale, il futuro "Popolo d'Italia".
Dalla loro relazione nasce un figlio, Benito Albino, ma Mussolini, da uomo di potere sempre più vicino all'interventismo e al fascismo, inizia a rinnegare la sua esistenza e il suo legame con Ida. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Mussolini scompare dalla vita di Ida, per poi riapparire sposato con Rachele.
Ida, furiosa per il tradimento e per il rigetto, lotta con ostinazione per far valere il suo ruolo di moglie legittima e madre del primogenito, ma viene allontanata con la forza. Il regime, per cancellare ogni traccia di questo scandalo, la fa internare in un ospedale psichiatrico, dove il figlio Benito Albino viene anch'egli rinchiuso.
Il film si conclude con la morte di Ida e del figlio in manicomio, simboli di una verità scomoda e cancellata dalla storia ufficiale.