Sonoro
Sonoro
Anno di produzione: 1990.
Paese di produzione: Italia.
Produzione: Erre Produzioni, Urania Film, Istituto Luce, Rai 2.
Formato: Color.
Durata: 108 minuti.
Genere: drammatico.
Soggetto: Leonardo Sciascia (romanzo omonimo).
Sceneggiatura: Gianni Amelio, Vincenzo Cerami, Alessandro Sermoneta.
Periodo di ambientazione: Anni '30.
Zona di ambientazione: Palermo.
Distribuzione: 29 marzo 1990
Premi ottenuti
1990, European Film Awards: Miglior film (Italia); Premio speciale della giuria (Gian Maria Volonté); Prix Fassbinder (Ennio Fantastichini); Miglior fotografia.
1990, David di Donatello: Miglior film; Miglior attore protagonista (Gian Maria Volonté); Migliori costumi; Miglior sonoro.
1991, Nastro d'argento: Regista del miglior film; Migliore attore non protagonista (Ennio Fantastichini).
1990, Globo d'oro: Miglior film; Miglior attore (Gian Maria Volonté); Miglior sceneggiatura.
1991, Ciak d'oro: Miglior attore non protagonista (Ennio Fantastichini); Migliore sceneggiatura.
In una tiepida mattina di marzo del 1937, Tommaso Scalia uccide il suo ex superiore, il collega che ha preso il suo posto nell'organizzazione sindacale fascista, e infine sua moglie. Al processo, la condanna a morte sembra inevitabile, poiché l'imputato è reo confesso.
Il giudice Vito Di Francesco, contrario alla pena di morte, scava a fondo nelle indagini e nella vita dell'imputato, cercando in ogni modo di trovare attenuanti per salvarlo dalla fucilazione. Il giudice si scontra non solo con le pressioni della procura, ma anche con l'ostilità dell'imputato, che chiede ostinatamente di essere condannato a morte, e con il clima politico del fascismo, che vuole usare il processo per dimostrare l'efficacia della pena capitale.
Nonostante tutto, Di Francesco riesce a far condannare Scalia all'ergastolo, ma questo gesto gli costa un trasferimento punitivo e la rovina della sua carriera. Il film si chiude con una scritta che informa come Scalia, in appello, sarà ugualmente condannato a morte e fucilato.