Sonoro
Sonoro
Anno di produzione: 1970.
Paese di produzione: Italia, Francia, Germania Ovest.
Produzione: Mars Film, Marianne Productions, Maran Film.
Formato: Technicolor.
Durata: 112 minuti.
Genere: drammatico.
Soggetto: Alberto Moravia (romanzo omonimo).
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci.
Periodo di ambientazione: 1937/1943.
Zona di ambientazione: Savoia, Roma.
Distribuzione: 7 dicembre 1970
Premi ottenuti
1971, David di Donatello: Miglior film (ex aequo con Il giardino dei Finzi Contini e Waterloo).
1970, Festival internazionale del cinema di Berlino: Premio Interfilm; Premio speciale dei giornalisti. In concorso per l'Orso d'oro.
1970, British Film Institute Award: Sutherland Trophy.
1971, Sindacato belga della critica cinematografica: Grand Prix al miglior film.
1972, National Society of Film Critics Award: Miglior regia; Miglior fotografia.
2008, selezionato tra i 100 film italiani da salvare.
Marcello Clerici vive nel rimorso di aver ucciso, a 11 anni, un tassista che voleva abusare di lui. Questo evento lo porterà a cercare un'identità "normale" e "conformista" per sfuggire al suo passato. Nel 1938, approfitta del suo viaggio di nozze a Parigi per compiere una missione per la polizia politica fascista. Il vero obiettivo è avvicinare il professor Quadri, suo ex insegnante antifascista, e organizzarne l'assassinio.
A Parigi, Marcello, sua moglie Giulia e l'assistente del professore, Anna, entrano nell'orbita di Quadri. Anna si invaghisce di Giulia, mentre Marcello è sedotto dalla sensualità del paesaggio, dei colori e della luce della vita parigina. Dopo una gita in Savoia con i coniugi Quadri, Anna li accompagna nel viaggio e viene uccisa insieme al professore durante un agguato organizzato da Marcello e un complice.
Il 25 luglio 1943, durante la festa per la caduta del fascismo, Marcello incontra casualmente l'uomo che credeva di aver ucciso da bambino, rivelandosi un equivoco. Sconvolto e in preda a un'isterica reazione, denuncia l'uomo alla folla. In una scena finale diversa da quella del romanzo di Moravia, Marcello, dopo il crollo del fascismo, guarda fisso lo spettatore. La sua vita non ha più ideali né scopo, solo l'eterna adattabilità e il conformismo di chi non ha più valori.