Tu che Sei Granello Raro
Scrivo solo di ciò che so,
di ciò che manca,
di ciò che sento lontano.
Quello che di rado ho raggiunto
e che non ho saputo tenere in mano.
E mi sembro sempre
ad un mondo di distanza dal tuo,
come se non ci fosse segnale
che dal tuo sonno possa strapparti.
Perché ti vedo lì,
con gli occhi spalancati,
profondi come pozzi scuri
in cui non scorgi il fondo.
Ed è tutto buio,
puoi solo reggerti dal bordo.
Mi chiedo ancora perché,
perché non li lasci entrare?
Le luci, i fumi, gli attimi, i cuori
che sai vorrebbero solo
che ti lasciassi amare?
Prima di altri forse proprio da te,
che neanche il dubbio fai insinuare
che non esista granello tuo
che non sia da salvare.
Sottosopra
Cerco la breccia,
il mio tempo collassa,
qualcosa non quadra.
Sezione piatta piatta piatta.
E la mia testa gira,
non c'è sosta,
vedo l'ennesima botta.
Si ripete ancora ancora ancora.
Come una biglia in scatola,
una forza centrifuga,
la paura non è mai timida.
Tutto ruota ruota ruota.
Divento sfera,
giro su me stessa,
perdo la presa.
Centro instabile instabile instabile.
I piedi a terra,
cervello in avaria,
calo a picco.
Sento silenzio silenzio silenzio.
Luna Bianca
Assolata nella notte,
è lì che sola raccogli
le scintille dei desideri
che ancora non raggiungi.
E ti distrai
cercando di fermare il tempo,
per non pensare agli apici di felicità
che nelle tue mani senti distanti.
Cerchi riposte in colori sparsi,
pensieri accartocciati
e vuoti che non sai ricucire.
Tra turbini di umori alieni
e giornate pesanti
che diventan notti senza fine.
È cristallo fragile
il tuo respiro di sollievo.
Lo tieni dove temi di far posto
a chi pensi un giorno possa lasciarti,
in un secondo consumata,
priva di pelle e luce fino all'osso.
Ma è ad un solo cuore
che devi tener stretto il polso,
quello che nel tuo petto
vive per te e per nessun altro.
A cui sai di poter affidare
fino al tuo ultimo sogno.
Perché non c'è cassetto
che sia grande abbastanza,
per il cielo in cui splendi.
Tu che sei Luna bianca,
polvere e vera speranza.
A Spalle Coperte
In un posto tra la folla
so riconoscermi piena,
dove so che posso sentirmi sola
senza sentirmi abbandonata.
Perché con te al mio fianco,
non ho bisogno di girarmi
per sapere che ci sei.
Perché sei tu che riempi gli spazi
delle mie sconnesse mancanze,
senza sapere dov'è che vive
il vuoto che con la tua mano
sulla mia anima svanisce.
Ed è completa che mi ritrovo,
negli squarci in cui
neanche io sapevo raggiungermi.
Dove forse tu,
meglio di me sai guarirmi.
Vedo Lucifero
Di me ti lascio solo una poesia.
in fondo, non ho nulla da darti,
non un nome, un po' di calore,
una sicurezza o una garanzia.
Forse solo domande
per le tue confuse risposte
e un braccio tremolante
che fa da scudo alle tue mosse.
Ed io so di non poter essere
solida spina dorsale,
per i sogni che hai da tessere
dentro oceani che non posso solcare.
Perché sono mani insicure
quelle che ho da far stringere,
a te che non hai ombre scure
poggiate sul tuo animo bianco
da dover ridipingere.
È quindi a cuore ebbro
che abbandono ciò che rendo libero,
dal volto che nel mio specchio
giaceva riflesso accanto a Lucifero.
Solo Camminare
Tu devi camminare,
camminare, camminare...
La luce si alza,
un'altra domanda,
cosa succederà?
Devi solo camminare,
camminare, camminare...
Il telefono squilla,
è l'ora appena persa,
ne arriverà un'altra?
Basta solo camminare,
camminare, camminare...
Le pozzanghere si asciugano,
la terra invecchia,
pioverà ancora?
Solo camminare,
camminare, camminare...
Il sorriso mi taglia,
è acqua di gioia,
chissà se durerà?
Camminare, camminare,
camminare.
Bagliore Solitario
Sentirsi diadema perduto,
tra pietre di egual valore
macchiate d'ombra d'incomprensione.
Astensione scoscesa,
il dover scavare profondo
in cumuli severi di finta esaltazione.
Rimarcare inutili sottigliezze,
di visionari distanti
oscurati dalla loro stessa confusione.
percossa auto inflitta,
la mente reclusa
ad una costretta rassegnazione.
Solo Sussurri
Tu parla piano ti prego,
non so ascoltare
ciò che non mi spiego.
Tu parla piano ti prego,
non c'è sentenza
per cui non mi piego.
Tu parla piano ti prego,
non durano mai
i sorrisi che svelo.
Tu parla piano ti prego,
mi insegue sempre
ogni cosa che rinnego.
Tu parla piano ti supplico,
se devo soccombere
non voglio pubblico.
Orchestra Unica
È orchestra unica
il corpo nel suo universo,
armonia e vibrazione
nel suo allineamento complesso.
Siamo come linfa vitale,
una stella tra mille
nel buio pesto.
Sezione chirurgica irripetibile,
una lingua aliena
il cui richiamo di casa
è per tutti lo stesso.
Come il fiato del vento,
ricostruiamo lo spazio delle nuvole
tra brandelli di cielo perso.
È nei solchi dell'anima
che rinasciamo boccioli verdi,
sotto piogge che intonano
il loro ultimo verso.
Notte Stellata
Ed è notte stellata,
quella di cui tu accendi le luci,
fissando desideri
come puntine su cielo.
Sono fili rossi,
quei legami invisibili del cuore,
che tra distanza e calore
trovano perfetta connessione.
È battito di ali,
quello che ti respira dentro,
bocciolo di farfalla che nasce
e vola libera nel suo piccolo
ma inesauribile universo.
Perché è sostanza di vita,
l'emozione che risveglia i tuoi nervi,
colei che scorre in sogni irrequieti
e turbini di aspiranti speranze.
Cadute come Calamite
Il fondo di una vasca,
immagine singola che viaggia,
un bicchiere che non guasta.
Gocce stese su un vetro,
la nebbia di un umore tetro,
macchia blu su rosso acceso.
Le lenzuola contorte da sogni strani,
lividi gialli e viola sulle mani,
occhi vuoti come fossero normali.
Due piedi su un bordo,
orecchie fisse su un rumore sordo,
un pensiero in loop come nastro riavvolto.
Un’auto in corsa,
costole e fiato stretti in una morsa,
l’asfalto che chiama come l’ultima volta.
Un flacone mezzo pieno,
assenza e desiderio di un cielo sereno,
un precipizio da cui non si torna indietro.
Foglia Unica
Sarà che ti sento
foglia unica pronta a cadere
e non radice mia profonda.
Sarà che ti vedo
goccia persa su vetro
e non onda mia travolgente.
Sarà che ti lascio
fiocco sciolto sull'asfalto
e non mia coltre bianca mozzafiato.
Sarà che sembri
nuvola grigia trasparente
e non mio cielo blu sconfinato.
Sarà che vorrei fossi
raggio sferzante giallo
e non mio fulmine distruttore.