Sonja Borus, nata a Berlino il 23 febbraio 1927.
Il padre di Sonja venne arrestato durante il rastrellamento avvenuto la mattina del 13 settembre a Berlino. Lei, insieme ad altre 14 ragazze, venne sollecitata da Recha Freier, che si occupava della aliyah [immigrazione degli ebrei in Palestina] giovanile, a lasciare Berlino. La mattina del 29 gennaio 1941, le 15 ragazze si avviarono da Berlino a Vienna guidate da Tilla Nagler, la più grande. Lì si presentarono al centro di assistenza dell’aliyah giovanile presso l’Ufficio per la Palestina, che procurò loro vitto e alloggio. Furono affidate a Joseph Schleich. L’uomo portò le ragazze da una contadina, nei pressi del confine, per aspettare le guide. Salirono sulle montagne innevate camminando in fila indiana e superando la frontiera. Ad attenderle c’era un camion, ma comparve una pattuglia che le arrestò. Furono portate al commissariato di polizia di Maribor. Quando a Zagabria si seppe del loro arresto, Josef Indig si recò a Maribor per occuparsi di loro. Erano in un albergo sorvegliate dalla polizia. La loro permanenza in Jugoslavia dipendeva dal commissario di polizia Uros Zun, incaricato del loro caso; Zun si batté per non farle espellere. Le ragazze restarono due giorni a Zagabria e poi furono internate a Krško, nella Slovenia sudorientale; furono l’ultimo gruppo ad arrivare da Berlino.
Da Zagabria il gruppo passò poi a Lesno Brdo e arrivò a Villa Emma il 17 luglio del 1942. Sonja Borus risiedette lì fino all'8 settembre 1943. Il 9 settembre fu nascosta nel seminario insieme ad altri. Tuttavia, la presenza di ragazze nel seminario metteva in agitazione i sacerdoti, così furono spostate nella casa delle suore di fronte al seminario. La soffitta era abbastanza ampia da ospitare parecchie ragazze, ma non tutte. Sonja Borus, Eva Rosenbaum, Hildegard Steinhardt e Sida Levi furono quindi affidate a delle famiglie nonantolane.
Sonja ha tenuto un diario tra il 1941 e il 1946, in cui racconta soprattutto i propri stati d'animo durante la fuga e l'aliyah (Sonja Borus, Diario di Sonja, Il Mulino, Bologna 2018).