Quest'area espositiva intende valorizzare Prato Galli, luogo che ospitava due casali in rovina, come luogo per la memoria dei ragazzi ebrei salvati a Nonantola nel corso del secondo conflitto mondiale.
Il progetto prevede un itinerario artistico che toccherà i luoghi del paese e del circondario che furono teatro di precise fasi della vicenda.
L’aula didattica, collocata al termine del percorso espositivo, sarà finalizzata alla riflessione e al lavoro collettivo sui temi emersi nel corso della visita.
Importanti testimoni materiali dell'accaduto a Villa Emma sono i mattoni, recuperati da questi antichi casali, che si ritroveranno nel corridoio principale della mostra.
L’itinerario artistico sarà segnato da piccole seggiole, simbolo di ospitalità, che ricordano l’accoglienza che ha caratterizzato la vicenda di Villa Emma.
Saranno realizzate in bronzo e collocate nelle vicinanze di alcuni punti chiave della vicenda.
Sottolineano la forte relazione tra la scena memoriale principale, posta davanti al luogo che fu teatro storico della vicenda, il centro storico del paese e i suoi immediati dintorni, che a loro volta rappresentano i poli attorno ai quali si organizzarono l’accoglienza e l’amicizia tra i perseguitati e gli abitanti del luogo, e la salvezza finale del gruppo.