Sida Levi, nata a Sarajevo il 18 novembre 1932.
Arrivò a Villa Emma da Spalato, il 14 aprile 1943.
All’arrivo delle truppe tedesche a Nonantola, fu affidata ad una famiglia del paese insieme ad altre quattro ragazze più grandi, in quanto la casa delle suore, di proprietà del vescovo di Modena, non era sufficientemente grande per accogliere tutte le ragazze. Insieme a Bunika Altaras e Sarina Brodski, fu accolta dalla cestaia Emilia Sitti Piccinini nel cui laboratorio a Nord di Nonantola avevano precedentemente lavorato due ragazze del gruppo jugoslavo; Emilia ed il marito cedettero alle ragazze persino la loro camera da letto.
Partì da Nonantola il 14 ottobre 1943, con il terzo e ultimo gruppo, di cui faceva parte anche la cugina Rikica Levi. Passò il confine svizzero con Marco Schoky e fu poi portata da Agno all’asilo di Santa Maria a Bellinzona, poi in un centro profughi ad Agnuzzo.
Nella clinica Soleggio di Bellinzona compilò il suo questionario, 14 pagine che richiedevano informazioni personali; non sappiamo perché fosse ricoverata lì. In seguito, venne data ad una famiglia affidataria.