Ruth Drucker, nata a Berlino il 16 giugno 1925.
Era un'allieva della scuola ebraica femminile di Auguststrasse, nel quartiere di Berlino Mitte. Durante il rastrellamento, ovvero l’arresto di molti polacchi, eseguito a Berlino il 13 settembre del ‘39, vennero arrestati i suoi genitori. Lei, insieme ad altre 14 ragazze, venne sollecitata da Recha Freier, che si occupava della aliyah [immigrazione degli ebrei in Palestina] giovanile, a lasciare Berlino.
La mattina del 29 gennaio 1941, le 15 ragazze si avviarono da Berlino a Vienna guidate da Tilla Nagler, la più grande. Lì si presentarono al centro di assistenza dell’aliyah giovanile presso l’Ufficio per la Palestina, che procurò loro vitto e alloggio. Furono affidate a Joseph Schleich. L’uomo portò le ragazze da una contadina, nei pressi del confine, per aspettare le guide. Salirono sulle montagne innevate camminando in fila indiana e superando la frontiera. Ad attenderle c’era un camion, ma comparve una pattuglia che le arrestò. Furono portate al commissariato di polizia di Maribor. Quando a Zagabria si seppe del loro arresto, Josef Indig si recò a Maribor per occuparsi di loro. Erano in un albergo sorvegliate dalla polizia. La loro permanenza in Jugoslavia dipendeva dal commissario di polizia Uros Zun, incaricato del loro caso; Zun si batté per non farle espellere. Le ragazze restarono due giorni Zagabria e poi furono internate a Krško, nella Slovenia sudorientale; furono l’ultimo gruppo ad arrivare da Berlino. Dopo il rilascio, da Zagabria il gruppo passò poi a Lesno Brdo e arrivò a Villa Emma il 17 luglio del 1942.
Dopo aver lasciato Villa Emma, all'indomani dell'8 settembre 1943, insieme a Susanne Elster e a Georg Bories, fu ospitata a casa del falegname Erio Tosatti, vicino alla chiesa della Madonna della Rovere; dopo una visita dei soldati della Feldgendarmerie i tre si traferirono nella casa di Sante Zoboli, nel centro del paese. In seguito, partecipò alla fuga in Svizzera del gruppo.
Finita la guerra, tornò a Nonantola insieme a Marco Schoky, per organizzare una nuova achsciarà [scuola dove i giovani sionisti venivano istruiti nelle attività agricole in vista del trasferimento in Palestina], e nell’autunno del 1946 riuscì ad arrivare in Italia meridionale, dove si imbarcò per la Palestina.