Gerda Tuchner, nata a Berlino il 21 aprile 1929.
Gerda Tuchner lasciò Berlino la mattina del 29 gennaio 1941, insieme ad altre quattordici ragazze dirette a Vienna guidate da Tilla Nagler, la più grande. Lì si presentarono al centro di assistenza dell’aliyah [immigrazione degli ebrei in Palestina] giovanile presso l’Ufficio per la Palestina, che procurò loro vitto e alloggio. Furono affidate a Joseph Schleich. L’uomo portò le ragazze da una contadina, nei pressi del confine, per aspettare le guide. Salirono sulle montagne innevate camminando in fila indiana e superando la frontiera. Ad attenderle c’era un camion, ma comparve una pattuglia che le arrestò. Furono portate al commissariato di polizia di Maribor. Quando a Zagabria si seppe del loro arresto, Josef Indig si recò a Maribor per occuparsi di loro. Erano in un albergo sorvegliate dalla polizia. La loro permanenza in Jugoslavia dipendeva dal commissario di polizia Uros Zun, incaricato del loro caso; Zun si batté per non farle espellere. Le ragazze restarono due giorni Zagabria e poi furono internate a Krško, nella Slovenia sudorientale; furono l’ultimo gruppo ad arrivare da Berlino.
Si riunitono poi a Zagabria al gruppo che Indig condusse a Lesno Brdo e poi a Villa Emma.
Da Nonantola, Gerda andò una volta a far visita a Salomon Papo, arrivato a Villa Emma nell'aprile del 1943 col gruppo di Spalato, ma presto trasferito al sanatorio di Gaiato di Pavullo, perché malato di tubercolosi.
All'indomani dell'8 settembre 1943, fu ospitata dalle suore per nascondersi dalle truppe tedesche che erano arrivate a Nonantola.