Eva Rosenbaum, nata a Budapest l'8 giugno 1923.
Non si hanno notizie di come Eva, insieme a Fritz Anwin, Herbert Mohler e Leo Teplitzki, abbia attraversato la frontiera con Jugoslavia, per cercare di sfuggire alle persecuzioni dei tedeschi. Però la troviamo nel primo gruppo dei ragazzi: quelli che dopo aver soggiornato a Lesno Brdo arrivarono a Nonantola, dove trascorsero più di un anno a Villa Emma.
All'indomani dell'8 settembre, Eva Rosenbaum, come anche Sonja Borus, Hildegard Steinhardt e Sida Levi, non furono nascoste nella casa delle suore con le altre ragazze, ma furono affidate a famiglie di Nonantola e dintorni.
Quando si organizzò la fuga in Svizzera, Eva era con il primo gruppo che lasciò Nonantola accompagnato da Pacifici, di cui facevano parte anche, Alexander Licht, sua moglie Erna e la figlia Tamar, Zdenko Schmidt e Hans Sussmann. I sei non incontrarono ostacoli durante il viaggio in treno e giunsero nella zona di confine nel pomeriggio o la sera dello stesso giorno di partenza. Ma Eva e gli altri, ad eccezione dei Licht, furono respinti e tornarono a Nonantola. Quando più tardi riuscì a raggiungere la Svizzera, Eva Rosenbaum cerò di essere ammessa come apprendista sarta dalla fondazione Wilhelm Schulthess di Zurigo, ma dopo un periodo di prova non fu accettata e frequentò in seguito corsi professionali per sarte dell’ORT.
Più avanti, Eva sposò un commerciante ebreo di Zurigo e rimase per sempre in Svizzera.