Convegno internazionale e interdisciplinare - Sapienza Università di Roma - 25 e 26 giugno 2026
Convegno finanziato con un progetto di Avvio alla Terza Missione Sapienza - CATS
Il Convegno internazionale Cara amica ti scrivo pone l’attenzione sul tema delle rappresentazioni e declinazioni dei rapporti fra donne, analizzando la rilevanza della relazionalità femminile nella produzione letteraria, culturale e audiovisiva italiana, aprendo dunque il dibattito a un’ottica interdisciplinare. La tematica del convegno si pone all’interno di due filoni di ricerca principali: da una parte, il rinnovato interesse per la rappresentazione dell’esperienza amicale femminile, indagata anche nel campo dei Girlhood Studies, che coinvolgono una molteplicità di discipline, e che tuttavia sono ancora poco sviluppati nell’ambito dell’Italianistica, con poche eccezioni (Campofreda e Ceravolo 2022).Â
Dall’altra, l’analisi di network ha messo in luce come i rapporti interpersonali tra autrici e/o produttrici culturali abbiano influenzato la storia della letteratura e del cinema: per ripercorrere questo filone di ricerca è necessario attingere a materiali epistolari, preziosi documenti che attestano le complicità femminili (Viella 1999), nonché interrogarsi sugli spazi di aggregazione aperti alle donne: dal monastero all’accademia, dal circolo letterario alle riunioni militanti, essi hanno non solo permesso lo sviluppo di forme d’amicizia e cooperazione femminili, ma hanno anche fornito modelli da trasporre a livello artistico-letterario (Modesti 2022; Donato e Martin 2024).Â
La rilevanza di questo tema è stata messa in luce anche da Adriana Cavarero, che nel suo saggio Tu che mi guardi, tu che mi racconti (1997) ha esemplificato la centralità della relazionalità nella formazione di un’identità personale anche letteraria. Sulla scorta di questo filone di ricerca, il Convegno vuole dare nuova attenzione ai diversi topoi legati alla relazionalità femminile che dalle origini alla contemporaneità hanno attraversato la storia letteraria con diverse declinazioni.Â
Queste emergenti linee di ricerca, nel campo della produzione italiana, sono state oggetto di un rinnovato interesse a partire dalla crescente importanza dell’Amica geniale di Elena Ferrante (2011), tetralogia che ha riportato al centro la complessità dell’amicizia femminile (Romero Guarr, 2019; Santovetti 2016).Â
Sull’onda di un fenomeno internazionale che ha intensificato il dibattito sull’amicizia tra donne (Hollinger 1998), si è assistito al fiorire di una nuova attenzione critica verso il tema, anche nella produzione per l’infanzia (Casella 2006; Marini-Maio e Nerenberg 2018; Di Martino 2024). Tra gli esempi più significativi Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno (1991), il fumetto W.I.T.C.H. di Gnone, Barbucci e Canepa (2001), e il successo globale delle Winx di Iginio Straffi (2004).
Vista la molteplicità di argomenti e approcci sul tema, si propongono alcune suggestioni, da non considerarsi come vincolanti:Â
Genealogie e reti. Guardare ai rapporti tra donne, in quanto vere e proprie partnership creative e intellettuali, aiuta a ricostruire una geografia letteraria sotterranea e spesso ignorata. Già a partire dal Medioevo è possibile individuare esempi di aggregazioni esclusivamente femminili, come l’ordine laico delle beghine. All’interno di queste comunità , lo studio, l’esegesi e la produzione di scritti spirituali rivestivano un ruolo centrale (Parisi 2021).
Un altro caso interessante è dato dai carteggi tra donne nell’età umanistica e rinascimentale: si guardi in questo senso agli epistolari di Cassandra Fedele e Laura Cereta, databili alla seconda metà del Quattrocento, che offrono una preziosa testimonianza di legami intellettuali al femminile.Â
Reti di supporto femminile sono state create anche attorno ad altri media contemporanei: strumenti come radio e televisione hanno talvolta favorito nuovi spazi di dialogo fra donne. È questo ad esempio il caso della trasmissione radiofonica di radiodue 3131: Sala F, del 1976, format condotto da Lidia Motta e interamente costruito da donne (Perrotta 2025).Â
Geografie dell’incontro. L’accesso a luoghi di circolazione letteraria come corti, salotti e accademie ha da sempre determinato la partecipazione attiva delle donne nelle produzioni poetiche. Si pensi, ad esempio, al ruolo determinante delle donne come pubblico privilegiato nel contesto delle Accademie senesi (Bruscagli 1982; Riccò 2002).
A partire dall’età moderna la conquista di spazi sociali come scuole, circoli e redazioni ha reso l’amicizia femminile un motore di emancipazione pubblica (rappresentativa in questo è la figura di Anna Maria Mozzoni), oltre che un legame privato. Attraverso la stampa e i movimenti politici di fine Ottocento, le donne hanno tessuto reti fatte di collaborazioni e confronti intellettuali, come accadde nell’Esposizione Beatrice a Firenze (1890). L’osservazione di questi spazi d’interazione femminile ha inoltre dato luogo ad un filone cinematografico divenuto popolare nel corso degli anni Trenta, con titoli come Seconda B, Maddalena Zero in condotta, Teresa Venerdì e Un garibaldino al convento.
Poetiche delle relazioni. Parte del dibattito riguarda l’analisi di modelli rappresentativi ricorrenti, che hanno permesso di comprendere come la soggettività femminile sia stata narrata oscillando tra complicità e conflitto. Tali modelli non sono mai neutri, ma rispondono a visioni culturali dominanti, a costrutti ideologici e a orizzonti d’attesa che mutano nel tempo.Â
Spazi di crescita, confronto e resistenza simbolica iniziano ad essere al centro di alcune narrazioni ottocentesche (Mitchell 2008), come accade nelle pagine di Cuore infermo di Matilde Serao (1881).
Nel corso del Novecento, l’amicizia femminile comincia ad essere sempre più politicamente inquadrata come rapporto di solidarietà nel contesto patriarcale, come testimonia la raccolta di racconti Le donne muoiono di Anna Banti (1951). Resilienza e amicizia diventano un connubio primario anche in diverse altre narrazioni novecentesche, di cui L’università di Rebibbia di Goliarda Sapienza (1983) rappresenta il caso più celebre.Â
Infine, la letteratura per l’infanzia fornisce diversi casi studio interessanti per le riflessioni sulla costruzione dell’identità femminile attraverso i rapporti di amicizia, tra questi un caso significativo è dato dal fenomeno internazionale delle Tea Sisters creato da Elisabetta Dami (2007).Â
Passaggio dalla rappresentazione all’autorappresentazione. Questa linea d’indagine sposa una prospettiva comparatistica che metta a confronto l’approccio di voci maschili con l’autorialità femminile nella rappresentazione dello stesso fenomeno.Â
Un esempio di reazione all’egemonia maschile si rintraccia nell’opera dialogica Il merito delle donne di Moderata Fonte (1600), dove la «civil conversazione» tra sette donne sulla superiorità femminile recupera i formati comuni della prosa maschile fungendo da contraltare alla diffusa trattatistica misogina di secondo Cinquecento.
L’obiettivo di questa prospettiva di ricerca sarà quello di interrogarsi su chi detiene il potere del racconto, per capire quali visioni siano state imposte, quali cancellate e quali nuovi orizzonti stiano emergendo nella produzione culturale odierna. Emblematico è il caso del romanzo novecentesco Tra donne sole di Cesare Pavese (1949) nel quale la rappresentazione delle dinamiche di amicizia offrono lo spunto per parlare di tematiche più ampie. Lo stesso testo è stato poi successivamente adattato sullo schermo a quattro mani da Suso Cecchi D’Amico e Alba de Céspedes, che ne hanno tratto il film Le amiche di Antonioni (1955).
Il convegno si svolgerà in presenza il 25-26 giugno 2026 presso Sapienza Università di Roma.Â
Il convegno è aperto alle Scienze Umane e Sociali, con particolare riferimento ai settori scientifico-disciplinari dell' Area 10 (Scienze dell’antichità , filologico-letterarie e storico-artistiche) e dell'Area 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche). Si accettano tuttavia proposte provenienti da studiose e studiosi di aree di ricerca differenti, qualora ritenute aderenti ai temi di riflessione proposti dal convegno.
La partecipazione è aperta a dottorande e dottorandi, dottoresse e dottori di ricerca, studiose e studiosi.
I/Le proponenti potranno inviare un abstract in lingua italiana o inglese rispondendo alla call for papers entro il 16 marzo 2026 all’indirizzo e-mail: cats.organizers@gmail.com
Le proposte di intervento dovranno essere inviate in formato PDF e dovranno contenere le seguenti informazioni: nominativo, affiliazione e indirizzo e-mail del/della proponente; titolo del contributo; abstract (max. 1500 caratteri spazi inclusi); bibliografia essenziale di riferimento (da non conteggiare nel computo della battute) e una breve nota biografica del/della proponente (max. 500 caratteri spazi inclusi).Â
È prevista, inoltre, la pubblicazione di una selezione di contributi che verranno sottoposti a peer review.
L’accettazione al Convegno verrà comunicata via mail entro il 31 marzo 2026.Â
Le spese di viaggio e pernottamento sono da ritenersi a carico delle relatrici e dei relatori.Â
Elisa Gregorio, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Sara Mele, Sapienza Università di Roma
Martina Ventura, Sapienza Università di Roma
Miriam Petrini, Sapienza Università di Roma
Elisa Gregorio, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Sara Mele, Sapienza Università di Roma
Miriam Petrini, Sapienza Università di Roma
Giada Tonetto, Università Ca’ Foscari di Venezia
Aurora Sturli, Università di Cambridge
Martina Ventura, Sapienza Università di Roma
Valentina Vignotto, Università degli Studi di Padova