Il cammino inaugurale

Il cammino dell'Adriatico nella regione Abruzzo

Diario del cammino inaugurale svoltosi dal 10 al 16 giugno 2019

Da lunedì 10 giugno a domenica 16 giugno 2019, noi, gruppo di viandanti dell’associazione “Paliurus – natura, storia ed ecoturismo”, insieme con gli amici che hanno voluto e potuto accompagnarci anche per brevi tratti, abbiamo percorso il tratto abruzzese del cammino della costa adriatica, percorrendo circa 140 chilometri in sette tappe.

Tappe effettuate:

1) lunedì 10: da Martinsicuro a Giulianova, km 15,7;

2) martedì 11: da Giulianova a Pineto, km 20,8;

3) mercoledì 12: da Pineto a Pescara, km 21,5;

4) giovedì 13: da Pescara a Ortona, km 21,7;

5) venerdì 14: da Ortona a Fossacesia, km 16,5;

6) sabato 15: da Fossacesia a Casalbordino, km 11,4;

7) domenica 16: da Casalbordino a San Salvo, km 34,0.

Prima tappa, primo giorno

Il dieci giugno siamo stati accolti a Martinsicuro, presso la Torre Carlo V, dal vicesindaco Pinuccia Camaioni e dal consigliere comunale Umberto Tassoni ed abbiamo visitato il museo archeologico. Successivamente abbiamo iniziato il percorso e ci siamo fermati presso il sito naturalistico “Tronto River” e presso il “Biotopo Costiero” e infine presso lo chalet “La Rosa Blu Anffas Onlus”, struttura attrezzata con caratteristiche di altissima accessibilità, che consente una vacanza senza barriere architettoniche anche a persone con disabilità. Qui abbiamo incontrato Mario Viola Marano, che ci ha parlato dell'importanza delle piante dunali per la salvaguardia delle nostre coste.

Dopo 5 chilometri di cammino costiero, si è arrivati in prossimità del torrente Vibrata, che abbiamo attraversato su un ponte ciclopedonale, entrando nel comune di Alba Adriatica. Abbiamo quindi visitato la Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare e, proseguendo verso la marina di Tortoreto, siamo arrivati al fiume Salinello, che segna il confine con il comune di Giulianova. Un ponte ciclopedonale consente l'attraversamento e, dopo pochi chilometri, abbiamo raggiunto la zona portuale di Giulianova, concludendo così la prima tappa.

Questo primo percorso risulta agevole e sicuro, con alternanza di zone ombreggiate ed assolate ed il tratto antropizzato è dotato di punti di ristoro e pernottamento.

Seconda tappa, secondo giorno

Il giorno 11 siamo partiti da Giulianova in direzione Pineto; lungo il percorso abbiamo attraversato, su un ponte ciclopedonale, il fiume Tordino, entrando così nel territorio di Roseto degli Abruzzi. Qui abbiamo percorso il caratteristico tratto costiero della Riserva Naturale Regionale del “Borsacchio”. Dopo aver superato la zona urbanizzata, siamo giunti presso il fiume Vomano, che divide Roseto da Pineto; qui non vi è il ponte ciclopedonale, per cui, per superare il fiume, siamo dovuti rientrare sulla statale 16. Dopo aver percorso il ponte, nella frazione di Scerne abbiamo ripreso la ciclopedonale, che presenta un tratto acciottolato e ricco di flora dunale. Nel comune di Pineto si è conclusa la seconda tappa, che risulta in gran parte percorribile su pista.

Terza tappa, terzo giorno

Il giorno 12, una riproduzione a grandezza naturale di un guerriero Italico, posto davanti alla stazione di Pineto, ci ha indicato il punto di partenza della terza tappa. Dopo un breve discorso del primo cittadino Robert Verrocchio, abbiamo attraversato la pineta litoranea e siamo giunti nell'Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”, dove alcune guide ci hanno illustrato le caratteristiche del territorio, soffermandosi sull'importanza della tutela ambientale.

Poco dopo siamo entrati nel territorio del comune di Silvi Marina, dove siamo stati accolti dalla consigliera comunale e provinciale Beta Costantini. Successivamente, presso il confine sud, abbiamo incontrato il torrente Piomba, che separa Silvi dal comune di Città Sant'Angelo. Qui il nuovo ponte carrabile-ciclopedonale è completato, ma non è fruibile, per cui, per raggiungere il territorio di Marina di Città Sant'Angelo, si deve percorrere un tratto della statale 16. Dopo essere arrivati, siamo stati accolti calorosamente dal sindaco Matteo Perazzetti e dall’assessora Lucia Travaglini. Proseguendo il cammino siamo giunti in prossimità del fiume Saline, che segna il confine con il comune di Montesilvano; anche in questo caso, siamo stati costretti ad attraversare il fiume sulla statale 16, poiché non è ancora percorribile il nuovo ponte carrabile- ciclopedonale. Siamo quindi arrivati a Pescara, presso la galleria d'arte “Spazio Bianco”, dove era stata allestita una mostra sul Cammino dell'Adriatico.

Il percorso di questa tappa si presenta molto assolato con l'esclusione del territorio di Pineto e del primo tratto del comune Silvi.

Quarta tappa, quarto giorno

Il giorno 13 abbiamo attraversato il fiume Pescara sul ponte ciclopedonale (Ponte del Mare) e siamo giunti nel territorio di Francavilla, dove siamo stati accolti dal sindaco Antonio Luciani e dall’assessora Luisa Russo. Dopo i discorsi e le foto di rito, ci siamo diretti verso sud e, superato il fiume Foro, siamo giunti nel territorio di Ortona, percorrendo un tratto sulla spiaggia e poi su strada provinciale siamo giunti fino alla basilica cattedrale di San Tommaso Apostolo, dove abbiamo incontrato i promotori del cammino di San Tommaso. Successivamente siamo stati ricevuti dalla presidente del consiglio comunale Simona Rabottini e dall’assessora Cristiana Canose.

La tappa è poco ombreggiata ed inoltre, per l'assenza di tracciati ciclopedonali, si devono percorrere lunghi tratti su una strada provinciale trafficata. Di particolare interesse risultano le dune della località Foro di Ortona, dove si trova una significativa presenza di macchia di giglio di mare (Pancratium maritimum).

Quinta tappa, quinto giorno

Il giorno 14, dopo aver ammirato dalle terrazze di Ortona il bellissimo panorama sul mare, siamo ripartiti verso Fossacesia Marina. Il consigliere comunale Antonio Sorgetti ci ha accompagnati alla Riserva Naturale Regionale “Punta dell'Acquabella” ed al cimitero di guerra canadese, di particolare interesse storico. In questo luogo si può apprezzare una bella veduta sulla Costa dei Trabocchi. Da questo punto ha inizio il nuovo tratto ciclopedonale, situato sul vecchio tracciato ferroviario, che conduce nel territorio di San Vito, dove siamo stati ricevuti dal consigliere comunale Tito Maria Tosti e da uno storico locale. Successivamente abbiamo proseguito fino alla località di Fossacesia Marina, destinazione di arrivo della giornata.

Questa tappa risulta particolarmente panoramica ed è interamente percorribile sulla pista ciclopedonale.

Sesta tappa, sesto giorno

Il giorno 15 abbiamo visitato l'Abbazia cistercense di San Giovanni in Venere, situata su un'altura, da cui si gode la vista di un panorama magnifico. Dopo la visita ci siamo diretti verso il Lido di Casalbordino. Il fiume Sangro divide il territorio di Fossacesia da quello di Torino di Sangro e, per attraversarlo, abbiamo utilizzato il ponte ciclopedonale, che segue un vecchio tracciato ferroviario. Prima di riprendere il cammino abbiamo visitato la Riserva Naturale Regionale “Lecceta di Torino di Sangro”, polmone verde di notevole bellezza. Il territorio costiero, caratterizzato da una spiaggia di ciottoli, presenta una tipica flora dunale, la cui specie predominante è rappresentata dal finocchio di mare (Crithimum maritimum).

Prima di arrivare in località Punta le Morge, una frana interrompe il tracciato ciclopedonale e quindi abbiamo dovuto percorrere un tratto della statale 16. Arrivati nel territorio di Lido Di Casalbordino, ci immettiamo su di un tratto di costa con dune ricoperte da macchie di camomilla di mare (Anthemis maritimas) che, durante la fioritura, emanano un intenso profumo. Nella cittadina siamo stati accolti dall'assessora comunale Carla Zinni, che ci ha descritto aspetti storici del territorio.

La sesta tappa presenta pochi tratti ombreggiati, ma in compenso il percorso offre diversi punti panoramici sul mare.

Settima tappa, settimo giorno

Il giorno 16 dopo aver lasciato il Lido di Casalbordino in direzione di San Salvo Marina e superato il fiume Sinello tramite il ponte ciclopedonale, che divide il territorio di Casalbordino da quello di Vasto, siamo entrati nella Riserva Naturale Regionale di “Punta Aderci”. Qui abbiamo superato una fitta zona boschiva, campi coltivati e promontori sul mare, giungendo nella parte finale della riserva, ricca di dune di sabbia. In prossimità del porto di Vasto, siamo stati accolti dall'assessora comunale Paola Cianci, che ci ha illustrato l'importanza storica della cittadina. In seguito, siamo stati costretti a percorrere per alcuni chilometri la strada provinciale, fino a quando non siamo rientrati sul tracciato ciclopedonale. Nella città di Vasto abbiamo poi percorso il tratto del lungomare cittadino, fino a giungere nella Riserva Naturale Regionale di Marina Di Vasto, luogo di notevole interesse naturalistico per la presenza di flora dunale. Terminato il tratto della riserva, siamo giunti a San Salvo Marina, dove, presso la sede didattica del “Giardino Botanico Mediterraneo e Biotopo Costiero”, ci aspettavano l'assessore comunale Tonino Marcello e la statua del guerriero Italico.

Qui termina il Cammino dell'Adriatico della costa abruzzese.

Conclusioni

Dopo più di due anni di lavoro, in seguito all'attuazione del progetto, è stato doveroso e fondamentate percorrere a piedi tutto il cammino della costa abruzzese, che abbiamo testimoniato e documentato attraverso fotografie, video ed interviste evidenziandone gli aspetti storici e naturalistici. Inoltre, abbiamo contattato tutte le amministrazioni comunali costiere, con lo scopo di creare una rete di connessioni.

È stata un'esperienza unica, poiché camminando lentamente, si osserva la regione attraverso una visuale particolareggiata, che ne approfondisce ed esalta le singole particolarità. La Speranza verso un futuro migliore e l'Amore verso questa terra ci donano la forza per realizzare progetti, i quali sono rivolti al bene di tutti coloro che vi abitano.

L'intero cammino è stato percorso da Anna Pavone, accompagnata da altre persone che si sono avvicendate durante la settimana, spinte dal desiderio di conoscere più da vicino la propria terra.

Sono da ringraziare, infine, tutti coloro che ci hanno accompagnato e che abbiamo incontrato lungo il percorso per le loro preziose testimonianze, che hanno reso questa esperienza unica ed indimenticabile.

Buon cammino!