15-16-17 OTTOBRE - ERASMUS DAYS
I GIOCHI TRADIZIONALI
Attraverso il progetto Erasmus abbiamo voluto coinvolgere i bambini di tre anni in attività che ruotano intorno al gioco e al metodo ludico nelle più varie sfaccettature, privilegiando i giochi tradizionali e sperimentando le migliori strategie di inclusione in dimensione europea.
Inoltre, le attività ludiche tradizionali, sono uno strumento straordinario per sviluppare capacità fisiche e psicologiche dei bambini: velocità, riflessi, precisione, coordinazione, visione tridimensionale, percezione di sé stessi nello spazio, senso del ritmo e del tempo.
Il gioco avvicina alla realtà, aiuta a costruire nuove dimensioni e mondi nei bambini, mentre sviluppa la fantasia ne migliora le qualità fisiche e psicologiche. Giocare rende più abili ed intelligenti.
Ecco come alcuni dei più antichi giochi aiutano nello sviluppo di certe abilità.
Bocce
Il gioco delle bocce è senza dubbio una delle pratiche ludiche che ha accompagnato il genere umano fin dagli albori della civiltà, trasformando materiali e metodi di gioco in funzione delle esigenze e possibilità delle comunità. Tutte le varianti del gioco utilizzano solitamente delle sfere di vari materiali che, lanciate su una pista, devono arrivare il più vicino possibile a una determinata sfera chiamata “boccino”.
Tiro alla fune
È uno dei giochi di origine contadina, che vede contrapposte due squadre, le quali si sfidano in una gara di forza. Il tiro alla fune fu uno sport olimpico dal 1900 al 1920. La sfida incomincia con il punto centrale sistemato in corrispondenza del centro del campo da gioco; l’obiettivo di ogni squadra è tirare l’altra squadra dalla propria parte, in modo che il punto marcato più vicino agli avversari attraversi il centro del campo.
Gioco del cerchio
Comunemente veniva chiamato ‘una ruota per gioco’, è forse uno dei giochi che più efficacemente simboleggia l’esperienza ludica delle tradizioni; il cerchio spesso presente nelle vecchie foto di famiglia, tenuto in mano da un bambino, usato spesso in scampagnate o piccole competizioni di paese. Si faceva rotolare sul terreno, all’epoca era un cerchione di bicicletta privati dei raggi, e bisognava tenerlo in equilibrio; si poteva giocare da soli o facendo gare di velocità con altri compagni.
Rivisitare il gioco tradizionale è stato molto significativo, sia per le insegnanti che per i bambini; è un modo per tramandare la cultura di un territorio in quanto pratica antropologica e sociale di importanza primaria ed espressione culturale che, insieme al resto delle pratiche folkloristiche, racchiude il senso e la natura più intima di una comunità che si apre al mondo.
ERASMUS+ SHARING EUROPEAN TREASURE
I QUATTRO CANTONI
S.I. CRUDOMONTE
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CAMPANA
S.I. MODIGLIANI 8
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MOSCA CIECA
S.I. MODIGLIANI 16
IL VILLAGGIO PESCATORI A BRINDISI
Il nostro grande desiderio è quello di restituire dignità ad una città spesso dimenticata o considerata solo come ponte per la Grecia, rievocare la ‘memoria storica’ attraverso il linguaggio e i ricordi, i racconti degli anziani pescatori.
Brindisi ha un valore enorme e solo le nostre coscienze, il nostro senso di appartenenza, il nostro impegno per la sua tutela e valorizzazione, potranno restituirle ciò che è andato perduto.
I nostri piccoli pescatori hanno interpretato la “gente del Villaggio” che ancora vive di mare, il racconto di come si andava a pesca con l’innesto di vivaci ricordi familiari, il dialetto brindisino, caldo e colorito, promotore della memoria storica della città.
31 OTTOBRE - GIORNATA MONDIALE DELLA CITTÀ