I Buddu Boys sono un duo rap italiano emergente, composto da Antonino Interdonato, in arte "Baittu" (classe 2002), e Gianluca Cannaò, conosciuto come "Cespo" (classe 2003). Entrambi gli artisti provengono da Messina, in particolare dal quartiere di Bordonaro, un luogo che per loro è fonte d'ispirazione costante. Bordonaro è un agglomerato urbano ricco di storia e tradizioni, caratterizzato da un notevole sviluppo demografico e un passato folcloristico, ma al contempo segnato da problematiche come il degrado e l'abbandono esistenziale, una realtà che i Buddu Boys non esitano a raccontare nella loro musica.
Il percorso musicale dei Buddu Boys ha inizio nel 2020, quando i due rapper iniziano a incidere e pubblicare le loro prime canzoni sui social network, costruendo un pubblico fedele e in continua crescita. Il loro talento non passa inosservato e nel 2024 vengono notati da Mario Privitera, noto manager e talent scout. Questo incontro segna una svolta significativa: i Buddu Boys iniziano subito a lavorare su nuovi progetti discografici con l'etichetta "La Pantera Nera Eventi", dando vita ai brani "Morti e Risorti" e "Blazer", entrambi di stampo cantautorale.
Il maggio 2024 li vede salire sul loro primo grande palcoscenico: si esibiscono di fronte a migliaia di persone al "Festival della Legalità e della Gioia" a San Giuseppe Jato (PA), nell'ambito della manifestazione del "Parlamento della Legalità Internazionale", in memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo. La loro performance riscuote un successo acclamato, culminando nel riconoscimento ufficiale da parte del professor Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità Internazionale.
Il 2025 si rivela un anno prolifico per i Buddu Boys con la pubblicazione di due nuovi singoli. Il primo, "Curry & Clay", prende ispirazione dai celebri "Splash Brothers" dell'NBA, Stephen Curry e Klay Thompson dei Golden State Warriors. La scelta di questi due campioni non è casuale: proprio come Curry e Thompson sono partiti da outsider per trasformare una squadra in ricostruzione in una delle più grandi dinastie della storia del basket, i Buddu Boys tracciano un parallelo con la realtà del loro quartiere. Attraverso il loro "flow", descrivono la vita nel "blocco" con le sue luci e le sue ombre, i momenti di euforia e quelli di sconforto. Il testo, arricchito da citazioni cinematografiche e rime personali, offre uno spaccato autentico dell'esperienza di chi vive la strada. L'obiettivo dei Buddu Boys, come per Curry e Thompson nel loro sport, è cambiare la narrativa del loro quartiere, trasformandolo da "underdog" a protagonista.
Sempre nel 2025, i Buddu Boys pubblicano "PRADA", un brano rap ad alta energia che irrompe con punchline esplosive e rime provocatorie, sostenute da un ritmo incalzante. Le voci sprigionano sicurezza, rabbia e un'incontenibile voglia di emergere. La copertina, essenziale e diretta, con due semplici magliette e il titolo in bella vista, riflette l'essenza provocatoria del rap. Il titolo, apparentemente in contrasto con l'estetica scarna, sottolinea che il vero valore non risiede nell'ostentazione materiale, ma nell'attitudine e nel talento intrinseco degli artisti, perché "conta più quello che teniamo dentro rispetto a ciò che vestiamo, ricordando che anche il diavolo vestiva Prada".
I Buddu Boys si affermano così come una delle voci più autentiche e promettenti del panorama rap italiano, capaci di raccontare la realtà con cruda onestà e di veicolare un messaggio di riscatto e speranza.