Campo Leone è nato da una passione amatoriale di mio padre da me all'inizio non compresa.
Mi sembrava una vera follia passare quasi tutto l'anno a preparare le api e rincorrere per pochi giorni un fiore, l'acacia, con il rischio che quando tutto è pronto improvvisamente può cambiare il clima e devi ripartire per altre fioriture.
Negli anni, grazie a lui, ho scoperto l'intelligenza e l'organizzazione delle api, meravigliosi e instancabili insetti. Nel mondo alimentare la loro importanza è indiscussa, sono indicatori della qualità dell'ambiente, ricoprono un ruolo fondamentale nell'impollinazione.
Succede così che scelgo di fare un corso di apicoltura, per capire se davvero sono in grado di entrare in relazione con quelle strane creature. All'inizio non è stato facile, osservavo il favo ed era tutta una massa indistinta, mi muovevo goffa con la maschera e la tuta di protezione. Ho dovuto perciò imparare a muovermi con discrezione, capisco l'importanza di fare movimenti lenti ma determinati. Poi piano piano l'occhio mette a fuoco e distingue sempre di più le operaie dai fuchi, la regina da tutte loro.
Nonostante l'agricoltura abbia le sue variabili che non consentono un reddito fisso, nonostante sia difficile allevare api nella patria della monocoltura del riso, e nonostante il mondo dell'apicoltura sia ancora un mondo molto maschile nelle pratiche, non mi sono pentita della scelta fatta.
Quello delle api è un mondo meraviglioso, ci vuole forza e sensibilità, concentrazione e silenzio. Ho ancora molto da imparare sulle tecniche apistiche e sulle api, ma più passo il tempo in compagnia di queste meravigliose creature e più capisco che è un privilegio, il tempo sembra fermarsi e perdersi in danza, canto e ronzio.
Maria Luisa Calciati