Le api non producono solo il miele, ma anche pappa reale, prolopi, cera e polline.
Il miele è il prodotto alimentare che le api elaborano dal nettare dei fiori o dalla melata.
Esistono due categorie di mieli: unifloreali prodotti dalle api con nettare proveniente da una sola specie botanica e millefiori se il nettare proviene da specie differenti.
Si presenta come un liquido più o meno denso, di colore variabile da biancella è piena o-giallognolo fino a rossastro, di sapore dolce più o meno aromatico a seconda dell'origine del nattare.
Le api bottinatrici raccolgono il nettare che viene immagazzinato nella borsa melaria, giunte all'alveare il nattare viene consegnato alle api operaie e dopo una serie di passaggi posto in una celletta e trasformato in miele. Quando la cella è piena viene sigillata dalle api con la cera.
I tigli sono notoriamente bottinati dalle api, i fiori hanno un profumo inconfondibile. Il miele unifloreale di tiglio è fluido e cristallizza, si tratta di un miele che presenta una colorazione ambrata, nel momento in cui giunge ad una completa cristallizzazione assume un aspetto crema, il sapore è piuttosto dolce e fresco, presenta un'aroma particolarmente persistente.
La Robinia pseudo acacia è una pianta di fondamentale importanza per l'apicoltura, è originaria degli Stati Uniti centrorientali, fu introdotta in Europa nel XVII sec. da Jean Robin, giardiniere ed erborista del re di Francia Enrico IV, da cui prese il nome. Il miele di acacia è senza dubbio il più conosciuto in Italia, si presenta generalmente liquido, non cristallizza mai completamente. Il colore è sempre molto chiaro da quasi incolore a giallo paglierino. Il periodo di fioritura è molto breve (aprile-maggio) e la produzione di questo miele è soggetta all'andam,ento stagionale.
Il miele millefiori è prodotto dal nettare di svariate specie di fiori, come dice il nome stesso, è plurifloreale e proprio per questo può avere sapore e colore diversi di anno in anno.
Quando è estratto dai favi è allo stato liquido, con il passare del tempo e con l’abbassarsi della temperatura può cristallizzare, la sua composizione non cambia, si passa solo da una soluzione in cui le sostanze sono distribuite omogeneamente a un sistema in cui gli zuccheri in eccesso rispetto alla saturazione(nella maggior parte dei casi quello che cristallizza è il glucosio) si aggregano in strutture cristalline.
La cristallizzazione non è un difetto, è una naturale evoluzione del prodotto.
Originario del bacino del Mediterraneo, il castagno è un albero imponente che forma estesi boschi collinari su tutto il territorio italiano. Le api bottinano i suoi fiori che compaiono da giugno a luglio. Liquido, ha cristallizzazione lenta, non sempre regolare. Il colore è ambrato scuro, l'aoma intenso. Spesso viene descritto dal gusto amarognolo e incisivo. La dolcezza non è sicuramente la sua caratteristica ma oggi è uno dei mieli più utilizzati in cucina in abbinamento con formaggi.
Come dice il nome stesso, la pappa reale è il nutrimento della regina, che, per tutta la sua vita, le viene passato direttamente dalla bocca dell'ape nutrice.
La pappa reale ha l'aspetto di una gelatina di colore bianco-giallo, è un alimento di difficile conservazione, appena estratta deve essere messa in piccoli flaconi di vetro scuro e riposta in frigorifero a 4°C per evitare fenomeni di degradazione.
Da secoli gli studiosi ne studiano le proprietà nutritive e curative.
La cera prodotta dalle api operaie viene secreta dalle ghiandole ciripare poste nella parte centrale dell'addome. Appena costruiti i favi sono bianchi, ma diventano presto gialli, fino a diventare bruni. È stata utilizzata dai tempi più antichi per svariati usi: gli Egizi la impegnavano con la propoli per l'imbalsamazione, gli antichi Greci e Romani la stendevano su tavolette per scrivervi sopra. Quando la cera proviene dai materiali cerosi che l'apicoltore ricava dai suoi alveari, si presenta di un bel colore giallo dorato, possiede un odore dolce e aromatico che ricorda quello del miele. La quasi totalità della cera prodotta dagli apicultori finisce nuovamente negli alveari sotto forma di fogli cerei prestampati.
E’ una sostanza scura, resinosa e molto aromatica raccolta dalle api sulle gemme o sulla corteccia di alcune piante.
Si narra che nell’antico Egitto venisse impiegata con altri componenti per imbalsamare le salme dei faraoni.
Le api operaie la utilizzano come mezzo di difesa naturale per la colonia, come materiale da costruzione per irrobustire le diverse parti del nido, per restringere l’ingresso, per chiudere le fessure, per verniciare le pareti, per rinforzare i favi, per imbalsamare i cadaveri degli animali predatori intrusi all’interno dell’alveare.
Da migliaia di anni l’uomo sottrae questa sostanza alle api per farne un rimedio terapeutico, efficace in particolare contro le infezioni, le patologie della pelle ed i disturbi del cavo orale. La sua efficacia è stata comprovata da numerosissimi test clinici. E’ un’alleata indispensabile nella stagione fredda, ha infatti un potente effetto antibatterico e antivirale.
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