Anche nelle valli di Lanzo, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si formarono bande di ribelli forti di centinaia di militari sbandati e di antifascisti.
Tra la località Case Colombero di Chiaves e la frazione Mecca di Monastero di Lanzo si stabilirono due gruppi, composti in tutto di una settantina di soldati della IV Armata alpina. Nella località Muanda ‘d Franco di Germagnano, Armando Tessore (Naldo) raccolse un’unità di una trentina di membri.
A Mezzenile operarono quattro gruppi che riunirono oltre duecento uomini: uno di militari e valligiani nella frazione Pugnetto; uno agli ordini di Vincenzo Geninatti Neni (Cent) e Giulio Pocchiola (Giulio) in località la Consolata; uno nella frazione Rangiroldo comandato da Giovanni Battista Gardoncini (Battista) e da Giuseppe Rigola (Ragioniere), esponenti della sezione torinese del Partito comunista d’Italia; uno nella frazione Monti guidato da Felice Mautino (Monti) e costituito di militari e di giovani civili, sia ebrei sia appartenenti all’Azione cattolica. Tre diverse bande agirono infine a Ceres, nella località Piani e nella frazione Bracchiello, e a Chialamberto.
Dal mese di novembre, il numero degli aderenti a queste prime formazioni della Resistenza prese a crescere notevolmente, soprattutto per effetto del bando di leva emanato dalla Repubblica sociale italiana (Rsi) che minacciava i renitenti con la pena di morte: la cooperativa della frazione Sabbione di Mezzenile divenne un vero distretto d’arruolamento e si moltiplicarono le incursioni in pianura per procurare armi e tutto ciò che serviva a sopravvivere.
....così iniziava la lotta partigiana nelle nostre valli...
(da sentieriresistenti.altervista.org )
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