ANTONIO PITOTTO
(1880 – 1922)
La sera del 24 settembre 1922, con il pretesto di una provocazione mai accertata, un gruppo di circa 150 fascisti di ritorno da Lanzo scende dal treno a Nole e si scatena per le vie del paese.
Alcuni devastano il cinema e un locale attiguo, altri distruggono la cooperativa dei combattenti malmenando e derubando gli avventori.
Alla stazione un terzo gruppo spacca i vetri di una piccola bottega. Il proprietario Antonio Pitotto, invalido quarantaduenne, intima loro di smettere, ma viene aggredito e ucciso con una coltellata.
Poco dopo il giovane frustaio Giovanni Battista Cattera è gravemente ferito a bastonate.
Conclusa la scorribanda i fascisti se ne vanno tra lo gomento dei presenti. L’assassino e i suoi complici saranno identificati nei giorni successivi, ma con l’aiuto della locale Segreteria del Fascio sfuggiranno all’arresto.
Inaugurazione della targa commemorativa