Introduzione all'urbanistica italiana e cronistoria dei principali impianti normativi, a partire dalla Legge Urbanistica Nazionale (1942).
Limitazioni alla libera utilizzazione di un bene in virtù dell'interesse collettivo. Possono spaziare dalla semplice limitazione dello ius aedificandi all'espropriazione per pubblica utilità.
Si possono dividere tra:
Si possono altresì dividere tra:
Il passaggio dalle prime forme di Urbanistica fino all'attuale Governo del Territorio si intreccia con l'evoluzione politica italiana. Lo Statuto Albertino (1861), primo atto costitutivo del Regno d'Italia, ha adottato un sistema centralistico, rafforzato successivamente sotto il regime fascista (1942) in un modello piramidale basato su piani ordinati gerarchicamente. Dall'istituzione della Repubblica italiana (1948) si è attuato un processo di regionalizzazione e federalizzazione tutt'ora in corso di modifica, basato sulla suddivisone amministrativa in Enti Territoriali. Lo scopo fu quello di trasferire il potere decisionale agli enti locali, più sensibili alle problematiche dei cittadini.
I Piani sono gli strumenti principali che gli Enti Territoriali hanno a disposizione per la Gestione del Territorio. Essi servono per attuare strategie politiche ed economiche volte allo sviluppo del territorio, coerenti con gli obiettivi di sostenibilità e tutela ambientale. Il concetto moderno di urbanistica (2014 - Legge Delrio) si basa su un sistema di piani integrati tra loro, fondato su principi di sussidiarietà e interdipendenza.
APPROFONDIMENTI: Il Piano di Governo del Territorio (PGT)
Dopo il XIX secolo nasce in Europa il bisogno di un controllo dell'attività edilizia privata da parte dell'amministrazione pubblica. Inizialmente focalizzato solo su questioni di decoro urbano, si amplia nel XX secolo alla regolamentazione delle condizioni igenico-sanitarie e alla salvaguardia dell'ambiente.
La legge 10/1977 (legge Bucalossi) stabilisce che lo ius aedificandi non deriva più dalla proprietà del suolo, ma spetta all'amministrazione pubblica concederlo. Introduce così l'obbligo del versamento di due contributi a fronte del rilascio di un titolo abilitativo di natura onerosa:
Il D.P.R. 380/2001 raccoglie, in un unico testo, tutta la normativa italiana in materia edilizia, e introduceva nuovi principi. Il Testo Unico disciplina le attività edilizie, catalogandole in Tipologie d'Intervento, e stabilisce l'obbligatorietà del Titolo Abilitativo (fatta eccezione per attività di edilizia libera).
APPROFONDIMENTI: Sanatoria e Condono edilizio
La Riforma Madia (Legge 124/2005) e i successivi decreti attuativi “SCIA 1” (D.lgs 126/2016) e “SCIA 2” (D.lgs 222/2016) ha modificato i precedenti Titoli Abilitativi disciplinati dal Testo Unico del 2001.
Urbanistica, insediamenti, infrastrutture di rete
Controllo dell'attività edilizia - Parte 1 - Parte 2 - Simulazione di 3° prova