L'approccio teorico a cui ho scelto di fare riferimento si chiama Analisi Transazionale.
Fondata da Eric Berne negli anni '50, parte dal presupposto che i nostri pensieri, emozioni e comportamenti nascano dai tre Stati dell'Io che abitano dentro di noi e che prendono il nome di Genitore, Adulto e Bambino. Considerando le dinamiche che originano da questi Stati dell'Io, Berne si è proposto di analizzare le interazioni, o "transazioni", che avvengono tra le persone, per studiarne le modalità comunicative e renderle così più funzionali.
Il pensiero di Berne si dilata su altri interessanti costrutti, che si caratterizzano per la loro applicabilità alla vita interpersonale e intrapsichica degli individui, dove anche quest'ultima è concepita come intrinsecamente relazionale.
L'Analisi Transazionale è stata poi aggiornata dagli sviluppi successivi, che l'hanno sempre più posta in dialogo con le scoperte delle neuroscienze e hanno mantenuto una sensibile attenzione alle vicende dell'attualità e della collettività.
I principi originari su cui è stata fondata l'Analisi Transazionale continuano a rappresentarne l'essenza e ad improntare il rapporto tra il clinico e il paziente. Tra essi, mi interessa per ora citare in particolare il principio dell'Okayness, secondo il quale ogni persona ha valore e dignità in quanto tale e viene considerata intrinsecamente OK, compreso il paziente, che viene coinvolto nel rapporto terapeutico come esperto della propria sofferenza.
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