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La caserma Ceccaroni

Mario Ceccaroni
Recanati, Mc 1897 - fronte greco 1941 

Maggiore in s.p.e. ( Alpini , 3° reggimento artiglieria alpina ) 

Appartenente a nobile famiglia marchigiana, partecipò alla prima guerra mondiale dal giugno 1917 nella 149^ batteria del 3° artiglieria da montagna. Tenente di complemento nel febbraio 1920, ottenne poi il trasferimento nei ruoli del s.p.e. nel marzo successivo. Nel 1926 passò al 2° da montagna conseguendo nell’ottobre 1932 la promozione a capitano e il trasferimento al 1° da montagna. Istruttore scelto di alta montagna, ebbe un encomio nel 1935 per una ardita escursione effettuata col reparto sull’Adamello e quale provetto cavaliere si distinse più volte sugli ippodromi italiani e stranieri. Maggiore dal 1° gennaio 1940, dopo avere partecipato alle operazioni svoltesi alla frontiera alpina occidentale, il 9 gennaio 1941 si imbarcava a Brindisi per l’Albania. 

QUÌ CREBBE

ALL'AMORE DI DIO E DELLA PATRIA

MARIO ALESSANDRO CECCARONI

RECANATESE

MAGGIORE D'ARTIGL.RÎA ALPINA "IULIA"

MEDAGLIA D'ORO

"ALLA MEMORIA"

MALI TABAJANI, DRAS E CAIS - FRONTE GRECO

16 GENNAIO 1941

________________

A CURA DELLA LOCALE SEZIONE MUTILATI DI GUERRA 

Medaglia d'oro al valor militare (1941).

Addetto ad un comando di reggimento di artiglieria alpina, durante due giorni di accaniti e cruenti combattimenti, permaneva in un osservatorio improvvisato nella zona più avanzata e più esposta, per meglio osservare e dirigere il tiro. Rientrato al proprio comando sfinito dalla stanchezza trovava ancora la forza di offrirsi per ritornare subito in linea e recapitare ed illustrare ad un comandante di reggimento di fanteria un ordine di somma importanza ed urgenza. Espletata la sua missione, visto il delinearsi di violento attacco nemico, ed intuita la necessità del pronto intervento della nostra artiglieria, anziché rientrare si faceva consegnare una stazione radio e con questa usciva dalle nostre linee per raggiungere una posizione avanzata e intensamente battuta dalla quale poteva meglio osservare e dirigere i tiri. Mentre dopo aver messo al riparo il personale radiotelegrafista, assolveva, sprezzante del gravissimo pericolo, il compito che si era spontaneamente imposto, rimaneva colpito a morte. Fulgido e vivo esempio di sacrificio e completa dedizione al dovere. Mali Tabajani -Dras e Cais (Fronte greco) 14-16 gennaio 1941. 

STORIA

La caserma fu costruita tra il 1939 e il 1941 con la denominazione di ‘Casermette funzionali’. La struttura divenne operativa nei primi mesi del 1942.

A seguito dell’armistizio firmato l’8 settembre 1943 i militari di stanza nelle Casermette abbandonarono l’area, che venne occupata da militari tedeschi della Wehrmacht e dalla Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) della Repubblica Sociale di Salò. 


Negli anni tra il 1944 e il 1945 i sotterranei ubicati sotto l’attuale palazzina Comando vennero utilizzati come celle di detenzione.  Qui vennero rinchiusi e torturati numerosi partigiani, dodici dei quali furono successivamente fucilati. 

Il 10 marzo 1945 vennero fucilati sette partigiani all’interno della Caserma Ceccaroni (all’epoca conosciuta come Casermette Funzionali). I loro nomi, più quello di Eliodoro Piol, padre dei fratelli Piol, sono tutti incisi nella lapide posta all’esterno del muro della Caserma Mario Ceccaroni posata in memoria dei caduti.

Il 25 febbraio 1945 vennero fucilati Rocco Galliano (23 anni), medaglia d’argento al valor militare, Carlo Leone (23 anni), Gaetano Montesanto (23 anni) e Antonio Paracca (24 anni).
Il 10 marzo 1945 vennero fucilati Luciano Berton(24 anni), Lucco Borlera(22 anni), Francesco Novelli(19 anni), Giuseppe Tartaglione (23 anni), Giuseppe Cassinelli (23 anni), Luigi Moschini (19 anni) e il capitano Renato Molinari (35 anni), medaglia d’argento al valor militare. 

A scuola con gli alpinilavoro di documentazionea cura del team docentedella sezione 4^AScuola Primaria "C.Freinet"IC Primo Levi - Rivoli (TO)
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