Rita Levi Montalcini :)
Il padre di Rita, Adamo Levi era un ingegnere elettronico, la mamma, Adele Montalcini, era una pittrice. Rita aveva un fratello maggiore, Gino e due sorelle: Anna e Paola.
Adamo Levi pensava che per la donna una carriera professionale avrebbe potuto interferire con la famiglia e quindi decise che Rita e le sorelle non si sarebbero iscritte all'università. A 20 anni però Rita capì di non poter accettare la decisione del padre e, avuto il suo permesso, in pochi mesi riuscì a terminare gli studi superiori e ad iscriversi alla facoltà di Medicina presso l’Università di Torino.
A vent’anni entrò nella scuola medica di Giuseppe Levi dove cominciò gli studi sul sistema nervoso.
Nel 1936 si laureò con 110 e lode e iniziò a frequentare un corso di specializzazione in neurologia e psichiatria.
Fino al 1940 Rita fu ospite dell’istituto di neurologia dell'Università di Bruxelles dove continuò gli studi sul differenziamento del sistema nervoso con Giuseppe Levi. Poi però tornò a Torino dove raggiunse la famiglia. In casa installò un piccolo laboratorio di ricerca nella sua stanza e iniziò la sua ricerca aiutata da Giuseppe Levi.
Nel 1941 iniziarono i bombardamenti che costrinsero la famiglia Levi ad abbandonare la città. Nel 1943 l’invasione dell’Italia da parte dell’esercito tedesco costrinse Rita a nascondersi a Firenze. Nel 1944 i tedeschi furono cacciati da Firenze dagli alleati e la Montalcini diventò medico presso il Quartier Generale anglo-americano.
Finita la guerra tornò dalla famiglia a Torino e riprese gli studi accademici. Allestì un laboratorio in casa e continuò, con il maestro Giuseppe Levi, la ricerca utilizzando embrioni di pollo.
Nel 1954 col suo allievo biochimico S. Choen, giunse all’identificazione di una proteina (NGF). La scoperta è stata di fondamentale importanza per la comprensione della crescita delle cellule e organi e svolge un ruolo significativo nella comprensione del cancro e di malattie come l’Alzheimer e il Parkinson.
Nel 1947 venne invitata dal professor Viktor Hamburger che le assegnò la cattedra di docente del corso di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington University e qui riprese gli esperimenti sugli embrioni di gallina iniziati molti anni prima.
Nel 1956 divenne professoressa associata nell’Università della città americana e, due anni dopo, professore ordinario di zoologia presso la Washington University dove lavorò e insegnò fino al suo pensionamento nel 1977.
Durante questi anni lavorò anche in Italia: fondò un gruppo di ricerche, dal 1961 al 1969 diresse il Centro di Ricerche di neurobiologia creato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto Superiore di Sanità. Dal 1969 al 1979 rivestì la carica di Direttrice del Laboratorio di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Nel 1983 fu chiamata a ricoprire anche la posizione di presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Per circa trent’anni fece le ricerche sull’NGF e sul suo meccanismo d’azione.
Nel 1986 ricevette il Premio Nobel per la medicina insieme al suo studente biochimico Stanley Cohen.
Nella motivazione del Premio si legge: «La scoperta dell’NGF all’inizio degli anni cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo».
Dal 1993 al 1998 presiedette l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, istituzione che è riuscita a rilanciare in quegli anni. Nel 1999 è stata nominata ambasciatrice dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), per contribuire alla sua campagna contro la fame nel mondo.
Rita levi Montalcini è stata Presidente onoraria dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Ha collaborato con l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello, da lei fondato nel 2001 e presso il quale ha proseguito la sua attività di ricerca, affiancata da un costante impegno in campo sociale e politico.