AISV 2027
Dare corpo alla voce
Rappresentazione grafica e annotazione linguistica
Dare corpo alla voce
Rappresentazione grafica e annotazione linguistica
(ENGLISH VERSION BELOW)
Oltre alla grammatica comparativa, è base fondamentale per l’istituzione del metodo scientifico nella linguistica europea del diciannovesimo secolo l’aspetto dell’analisi fonetica del significante, a partire dalla considerazione del suono come dato concreto misurabile nei suoi costituenti fisici, ovvero eleggendo il suono come oggetto di analisi adeguato alle istanze di oggettività del nuovo metodo in costruzione. Quale importante momento di sintesi, le ricerche di fonetica promosse nel corso dell’Ottocento conducono alla definizione dell’Alfabeto Fonetico Internazionale, costruito per serie di aggiornamenti successivi sotto l’egida dell'Associazione Fonetica Internazionale.
Il sistema IPA provvede a fornire a studiosi, insegnanti di lingua, interpreti, uno strumento - che diverrà modello canonico - atto a collegare la scrittura alla manifestazione fisica del suono, lì dove le ortografie nazionali hanno parallelamente fatto sperimentare, più o meno profondamente secondo la specifica tradizione, uno scollamento irreversibile tra la scrittura e il suono.
Contribuiscono alla nascita dell’IPA esperienze precedenti e precorritrici di notazione del suono che attengono alle speculazioni sul trattamento grafico dei suoni per scopi speciali, come quelle promosse in seno agli ambienti coevi delle pratiche della resocontazione del parlato proprie della cultura stenografica e professionale (Timothy Bright), della crittografia (Peter Bales) e della mnemotecnica (John Willis), del trattamento delle patologie del linguaggio e della lingua (Alexander Melville Bell), agli interessi glottodidattici (Otto Jespersen), alla cifratura del calcolo combinatorio (Giuseppe Peano), con evoluzioni che dalle tecniche manuali confluiscono nella trascrizione a macchina (Isaac Pitman, Antonio Michela Zucco).
A muovere dai contesti di applicazione sviluppatisi senza soluzione di continuità dall’età moderna e ancora prima ereditati dall’età antica, le ricerche e le sperimentazioni si sono concretamente confrontate con i mutati oggetti di studio, come le lingue non indoeuropee e le lingue non standard, le fonti orali e le plurali dimensioni del parlato, le dimensioni variazionali, i repertori non standard e dialettali, le lingue vive, perfezionando e affinando tecniche di trascrizione che partono sempre dall’analisi del suono. Le nuove frontiere della ricerca tecnologica e particolarmente dell’informatica, fino, oggi, ai prodotti di AI, altresì affrontano le sfide poste dalla scrittura della lingua nei sistemi di automatizzazione delle trascrizioni, sempre più evolute ma non prive di criticità quanto alla gestione del materiale agli scopi della ‘veritiera’ riproduzione in forma scritta delle unità foniche e delle manifestazioni del parlato naturale.
Sulla base del quadro sopra delineato il convegno accoglierà proposte di relazioni e di poster sui temi della rappresentazione grafica dell'analisi del suono e della voce.
Sarà inoltre parte del convegno una tavola rotonda, coordinata da Diego Poli e Antonio Romano e dedicata alle medesime tematiche, con interventi di Federico Albano Leoni, Francesca M. Dovetto, Giovanna Marotta e Giancarlo Schirru.
ENGLISH VERSION
In addition to comparative grammar, the phonetic analysis of the signifier formed a fundamental basis for the establishment of the scientific method in nineteenth-century European linguistics. This development began with the conception of sound as a concrete and measurable entity, defined in terms of its physical constituents. In other words, sound was selected as an object of analysis particularly suited to the demands for objectivity that characterised the emerging scientific method.
One significant culmination of nineteenth-century phonetic research was the definition of the International Phonetic Alphabet, developed through a series of successive revisions under the auspices of the International Phonetic Association. The IPA provided scholars, language teachers, and interpreters with a tool that would become the canonical model for linking writing to the physical manifestation of sound. This was especially important because national orthographies had, to varying degrees depending on the specific tradition, produced an increasingly irreversible disconnect between writing and sound.
The emergence of the IPA was also shaped by earlier pioneering experiments in sound notation. These included speculations on the graphic representation of sounds for special purposes, such as those developed in contexts of speech reporting, stenographic and professional culture (Timothy Bright), cryptography (Peter Bales), mnemonics (John Willis), the treatment of speech and language disorders (Alexander Melville Bell), language teaching (Otto Jespersen), and the notation of combinatorial calculus (Giuseppe Peano). These developments also accompanied a broader transition from manual techniques to forms of machine transcription, as in the work of Isaac Pitman and Antonio Michela Zucco.
Moving beyond application contexts that had developed continuously from the modern age, and whose roots can be traced back even further to antiquity, research and experimentation gradually engaged with changing objects of study. These included non-Indo-European languages, non-standard languages, oral sources, the multiple dimensions of speech, variation, dialectal repertoires, and living languages. In this process, transcription techniques were progressively refined and perfected, always beginning from the analysis of sound.
The new frontiers of technological research, particularly in computer science and today’s AI-based systems, continue to address the challenges posed by the representation of language in automated transcription. These systems are increasingly sophisticated, but they also raise critical issues concerning the management of linguistic material and the possibility of producing an “accurate” written reproduction of phonetic units and the manifestations of natural speech.
Based on the framework outlined above, the conference welcomes proposals for papers and posters on the graphical representation of sound and the analysis of the voice.
The conference will also feature a round table, coordinated by Diego Poli and Antonio Romano and dedicated to the same themes, with contributions from Federico Albano Leoni, Francesca M. Dovetto, Giovanna Marotta, and Giancarlo Schirru.
RELATORI INVITATI - INVITED SPEAKERS
Adrian P. Simpson
(Friedrich-Schiller-Universität Jena)
Martine Grice
(Universität zu Köln)
Per informazioni potete scrivere alla mail del convegno: aisv2027@gmail.com
For info you can write to the conference email: aisv2027@gmail.com