SHERPA
La competenza di sherpa appartiene ad uno scout o una guida che sa guidare gli altri fuori del proprio territorio, che quindi ha capacità di osservazione e d’orientamento, conosce diversi ambienti naturali e sa prevenire e/o intervenire nei problemi che potrebbero verificarsi lontano dal campo o dalla base di partenza.
Orientamento con la carta
Una carta geografica è una rappresentazione per determinate caratteristiche della superficie della Terra, o di parte di essa, per mezzo di linee, tratti, ombre, colori e altri segni convenzionali.
Le carte geografiche hanno differenti nomi a seconda delle forme, l'estensione della regione che rappresentano e lo studio speciale per cui servono.
In base all'estensione
Il planisfero rappresenta la superficie terrestre, divisa in due emisferi o in forma di piano rettangolare come quella di Mercatore. Il termine mappamondo (ossia mappa del mondo) è spesso impropriamente indicando anche il globo terrestre, che è la rappresentazione della superficie terrestre su una sfera anziché su un piano.
Le carte generali rappresentano un continente o una delle parti del mondo.
Le carte corografiche sono quelle che rappresentano uno Stato, o una singola regione.
Le carte topografiche rappresentano una città o un distretto con tutti i particolari.
La parola mappa (anche detta pianta) in italiano non è un sinonimo di carta geografica. Si usa per indicare carte di territori ristretti, realizzate in modo più dettagliato di una carta topografica.
In base al contenuto
Le carte politiche rappresentano gli stati e le loro divisioni amministrative.
Le carte fisiche rappresentano la conformazione del suolo senza indicare gli stati e le loro divisioni amministrative.
Le carte storiche rappresentano la situazione politica in uno o più momenti del passato.
Le carte celesti rappresentano il cielo notturno, spesso da punti di vista diversi o in momenti diversi.
Le carte tematiche mettono in risalto uno o più elementi di un territorio. Tra queste:
Le carte della produzione e quelle commerciali rappresentano nel loro complesso l'attività economica di singole zone o dell'intero pianeta
Le carte oro-idrografiche rappresentano l'orografia e l'idrografia dei paesi.
Le carte naturalistiche indicano la distribuzione della flora e della fauna.
Le carte etnografiche indicano la distribuzione delle popolazioni umane.
Le carte geologiche mostrano le tipologie di rocce e di suoli che compongono la superficie terrestre.
Le carte nautiche rappresentano i mari, l'esatto delineamento delle coste e delle isole e le indicazioni utili ai natanti.
Le carte turistiche contengono le indicazioni utili a chi viaggia ed in particolare i monumenti e le località turistiche.
Le carte da orientamento vengono utilizzate nello sport orientamento.
Le carte delle comunicazioni indicano le linee ferroviarie, di navigazione, le strade postali, telegrafiche e telefoniche.
Esistono anche carte che, pur avendo contenuti completi, sono finalizzate a particolari usi e mettono in evidenza gli elementi d'interesse per tale uso. Esempi di tali carte sono:
Le carte stradali, che evidenziano le strade. le distanze, i servizi lungo le strade.
Le carte militari, di solito molto dettagliate, che rappresentano tutti i punti strategici.
Infine, esistono particolari tipi di carte usate solo per scopi didattici, in particolare le carte geografiche mute, dove sono omessi i nomi dei luoghi.
Scala cartografica
La scala di rappresentazione o scala di riduzione è il rapporto costante fra le dimensioni lineari della carta, cioè le lunghezze grafiche, e le distanze rispettive sulla superficie terrestre o lunghezze reali.
Il rapporto 1/X indica che un centimetro misurato sulla carta equivale a X centimetri sul terreno reale. Non occorre indicare le unità di misura: se 1 cm corrisponde a X cm, anche 1 m corrisponde a X m e 1 km a X km. Comunemente il rapporto è indicato con il simbolo ":", p.es. 1:10000.
Poiché la superficie della Terra è curva e invece le carte geografiche sono realizzate su una superficie piana, l'operazione che crea le carte (la proiezione cartografica) non permette di rispettare perfettamente la scala per tutte le distanze.
Carta topografica
La carta topografica è un tipo di cartina con scala compresa tra 1:10.000 e 1:100.000 ricca di particolari utilizzata per l'orientamento nel territorio.
In essa possiamo trovare:
indicazioni sulla toponomastica, ovvero i nomi dei luoghi (vie, città, fiumi, ecc.).
informazioni sulla altimetria del luogo (la misura dell'altezza di un punto sul livello del mare). Questa viene indicata mediante cifre oppure colori o linee (curve di livello anche dette isoipse).
una scala, ovvero un rapporto numerico indicante quanto il luogo è più esteso rispetto alla mappa.
informazioni sull'orientamento della carta rispetto ai punti cardinali, ma convenzionalmente il bordo superiore della carta topografica indica il Nord.
un sistema di coordinate di riferimento utile per individuare punti in modo assoluto (ovvero a prescindere dalla posizione dell’osservatore).
Percorso rettificato
Il percorso rettificato serve per effettuare un rilievo topografico di una zona rapidamente, basandosi su un disegno schematico da tracciarsi man mano si cammina, ciò consiste, come dice il nome, nel raddrizzare il percorso, cioè nel disegnare tutta la strada che si sta percorrendo lungo una linea retta. Al termine, poi, si disegneranno le varie parti del percorso una dietro l'altra, così come sono nella realtà, in modo da costruire una cartina topografica della zona. Il foglio va diviso in 4 colonne a cominciare da sinistra:
Una più stretta in cui inserire le distanze, una abbastanza larga dove mettere la descrizione del lato sinistro, una media dove inserire lo schizzo e infine una larga per la descrizione del lato destro. Dopo aver disegnato la tabella, bisogna compilarla dal basso verso l’alto.
Ogni volta che la strada cambia direzione dovrai tracciare una linea orizzontale di separazione e disegnare il nuovo tratto di strada fino alla curva successiva. Otterrai, così, i vari "pezzi di strada", uno dopo l’altro. Nella fascia centrale del foglio indica, per mezzo di frecce, le varie posizioni che il Nord assumerà via via rispetto alla strada percorsa. Nelle due fasce laterali dovrai scrivere tutto quello che vedi, sia a destra che a sinistra della strada percorsa, tenendo sempre presenti distanze e direzioni. Sul margine sinistro del foglio segna la lunghezza di ogni tratto.
L’Azimut
L'azimut di un certo oggetto (ad esempio una albero) rispetto a te, è l'angolo formato dalla direzione del Nord e dalla direzione nella quale tu vedi l’albero. In altre parole l'azimut dell'albero è l'angolo, del quale tu sei il vertice, formato fra la linea della direzione Nord e la linea che va da te all’albero. L'azimut si misura in gradi (in senso orario). Azimut 0° vuol dire che l'oggetto si trova esattamente a Nord rispetto a te, azimut 90° che a te si trova ad Est, azimut 180° che si trova a Sud e così via.
La bussola
La bussola è lo strumento più semplice per determinare la direzione del Nord o una qualsiasi direzione.
Per misurare l'azimut, bisogna innanzitutto ruotare il cerchio graduato fino a far coincidere il Nord con l'ago della bussola, e poi leggere l'azimut sul punto di riferimento attraverso il cerchio graduato. Per orientarsi con la carta topografica bisogna mettere la bussola sul bordo della carta e ruotare la carta affinché il Nord della bussola coincida con il nord della cartina.
Per trovare la propria posizione sulla carta topografica, bisognerà scegliere tre punti ben evidenti nel paesaggio ed individuarli sulla carta. Con l'aiuto della bussola dovremo misurare l'azimut di ciascuno di questi punti e riportarlo sulla carta topografica. Il punto in cui le linee si incrociano è il punto in cui ci troviamo.
Per bussola da carteggio si intende una bussola in plexiglas trasparente dotata di specchio apribile formata da:
1. Il fondo trasparente. E' la struttura su cui sono montati gli altri pezzi, è tipicamente rettangolare e vi sono stampati sopra i righelli, la tacca di lettura e le tacche dell'asse centrale della bussola.
2. Il quadrante girevole. Si tratta di una capsula trasparente contornata da una ghiera graduata (in 360 gradi) con indicati i punti cardinali. Dentro alla capsula si trova un liquido nel quale è immerso l'ago magnetico e, in alcuni casi il clinometro.
NB: Per una lettura ottimale non devono esserci bolle d'aria.
3. L'ago magnetico. Si trova all'interno del quadrante ed è solitamente contraddistinto da due diversi colori. La parte rossa o arancione indica il Nord magnetico.
Si muove liberamente all'interno del quadrante ruotando su un perno centrale e indicando così il Nord magnetico.
4. Il reticolo del quadrante. In molti modelli è costituito da sole linee parallele e una freccia centrale. Nei modelli più completi ha anche una linea perpendicolare alle altre.
E' stampato sul fondo del quadrante e ruota con esso. La freccia centrale corrisponde allo 0 (e quindi al Nord) sui gradi indicati sul bordo del quadrante.
5. La tacca centrale di lettura e le tacche dell'asse centrale. Le due tacche poste in corrispondenza del quadrante servono ad indicare i due punti di lettura di Azimut e Controazimut. Le altre tacche sulla stessa linea definiscono l'asse centrale della bussola e sono solitamente utilizzate per inquadrare i punti lontani dei quali vogliamo rilevare l'azimut.
6. Lo specchio. Ci occorre per poter leggere il quadrante mentre inquadriamo un punto in una tacca.
Tra gli utilizzi di base della bussola c'è sicuramente l'orientamento della carta. Orientare una carta significa ruotarla fino a quando il nord indicato sulla mappa coincide con il nord indicato dalla bussola. Nella pratica:
Impostiamo il quadrante della bussola in posizione di partenza ovvero con il N in corrispondenza della tacca di lettura.
Apriamo la carta e teniamola parallela al terreno.
Posizioniamo la bussola sulla carta facendo coincidere un bordo lungo della bussola con una linea verticale del reticolo chilometrico.
Mantenendo unite in questa posizione la carta e la bussola ruotiamole fino a quando l'ago magnetico non coincide con la freccia rossa sul reticolo del fondo della bussola.
Schizzo francese
Per disegnare uno schizzo francese dobbiamo prima di tutto costruirci un visore con un cartone robusto oppure con un pezzo di compensato. In seguito dobbiamo suddividere il visore in riquadri con un filo e riportare poi sul foglio da disegno la stessa quadrettatura, disegnata a matita sottile, poi bisogna disegnare il paesaggio.
Orientamento con gli astri
Possiamo dire che il Sole proietta, alle ore 12 (all'una nel caso sia in vigore l'ora legale) un'ombra che si dirige esattamente verso nord. Quindi il Sole alle 12 si trova a sud. Poiché la Terra, nell'arco delle 24 ore della giornata, compie un giro completo intorno al Sole avremo che:
alle 6 il Sole si trova ad est;
alle 9 il Sole si trova a sud-est;
alle 12 il Sole si trova a sud;
alle 15 il Sole si trova a sud-ovest;
alle 18 il Sole si trova a ovest.
Un altro metodo per orientarsi con il Sole e un orologio a lancette è quello di disporlo orizzontalmente e di dirigere la lancetta delle ore verso il Sole. Il sud è a metà tra la lancetta delle ore e le ore dodici. Un altro metodo per orientarsi con il Sole è quello di usare un bastone. Bisogna piantarlo verticalmente nel terreno in modo che sporga da esso per circa 1 metro. Quindi segniamo con un sasso, o in qualche altro modo, dove arriva la sua ombra. Aspettiamo che passino 20 o 30 minuti: a questo punto l'ombra si sarà spostata e noi andremo a segnare la sua nuova posizione. Quindi uniamo i due punti segnati sul terreno: la nostra linea va da ovest verso est. Se tracciamo una linea perpendicolare rispetto ad essa otteniamo il nord ed il sud.
La Luna, ruotando intorno alla Terra (un giro completo ogni 29 giorni), é: luna nuova (che non vediamo)
primo quarto (la gobba é a destra)
luna piena (tutta illuminata dal Sole)
ultimo quarto (la gobba é a sinistra)
-Uso dell'orologio con la Luna piena: orientare la lancetta delle ore verso la Luna; la bisettrice dell'angolo formato dalla lancetta delle ore con le ore 12 indica il Sud, dalla parte opposta si troverà il nord.
-Uso dell'orologio con la Luna al primo quarto: dirigere la lancetta delle ore verso la Luna; la bisettrice formata fra la direzione della Luna e le ore 12 indica l'Ovest, ruotando di 90° in senso orario (cioè 3 ore dopo quella che segna l'Ovest) si ottiene la direzione del nord.
-Uso dell'orologio con la Luna all'ultimo quarto: posizionando l'orologio come prima la bisettrice indicherà la direzione Est, ruotando di 90° (cioè di 3 ore) in senso antiorario si ottiene la direzione nord.
Flora e fauna pugliese
La vegetazione spontanea nel territorio della Puglia, un tempo pur abbastanza ricco di boschi, si presenta, oggi, sotto le varie forme di bosco, di macchia e di « ganga » (pascolo roccioso).
La vegetazione legnosa, nelle zone più basse, è rappresentata: da pinete {Pino d'Aleppoj soprattutto lungo il litorale del Gargano e sulle dune del Golfo di Taranto, e da boschi dì lecci, frequenti verso le coste, nel Salento, sui pendii scoscesi e nelle « lame ». Nelle zone più elevate, invece, è costituita, soprattutto, dalla quercia, dal faggio, dalla roverella, dalla carpinella e dall’acero. La macchia mediterranea, spontanea nella zona inferiore, è costituita, in prevalenza, da arbusti adatti a sopportare la siccità estiva: lentischio, ginestra, cisto marittimo, quercia spinosa, corbezzolo, mirto, ginepro fenicio, carrubo, cappero, fico, biancospino, pruno spinoso, rovo, ecc.
Il pascolo roccioso si presenta adorno, in primavera, di asfodeli ed, in estate, del timo, della salvia, dell'origano e, talora, del rosmarino.
Per quanto riguarda la fauna, il territorio della Puglia può essere suddiviso in tre zone: il Gargano, le Murge ed il Salento. Tra i vertebrati, alcune specie dì mammiferi, come il lupo proveniente dal vicino Abruzzo e il capriolo, esistenti nel Gargano fino a qualche ventennio fa, sono totalmente scomparsi. Anche il cinghiale è ormai ridotto a pochi capi. Esistono ancora: il tasso, la volpe, qualche esemplare di istrice, la talpa, la donnola e lo scoiattolo. Nelle Murge e nel Salento la fauna dei mammiferi si riduce, soprattutto, ai roditori, tra cui l'arvicola ed il topo campagnolo. Per quanto riguarda gli uccelli, le pianure sono popolate di allodole e di calandre. Nel Tavoliere nidifica la gallina prataiola. Nelle Murge abbondano i tordi, mentre, lungo le coste, si vedono, a volte, i marangoni, uccelli pescatori. Tra i rettili ricordiamo: la testuggine terrestre (nel Gargano), la lucertola ed il geco (nei territori di Taranto e di Bari), la tarantola e la vipera. Degli anfibi: il tritone italiano e l’ululone. La fauna ittica d'acqua dolce è scarsa in quanto scarsi i fiumi. Lungo le coste si pescano, fra altri, la cernia ed Ìl grongo e i pesci tipici del mar Adriatico. Ricca è la fauna degli invertebrati, fra cui, numerosissimi, i ragni (oltre 200 specie), e gli insetti. Assai interessante, in Puglia, è la fauna cavernicola, composta, per lo più, da animaletti di piccole dimensioni.
Metodi di segnalazione
La sopravvivenza dipende spesso dall'aiuto altrui, bisogna quindi essere in grado di segnalare la propria presenza. Normalmente ogni mezzo capace di attirare l'attenzione si presta molto bene a questo scopo. Tuttavia non dobbiamo considerare la segnalazione come mezzo da usare unicamente in casi di sopravvivenza: può essere molto utile poter segnalare ad un compagno, per esempio, in un fitto bosco, la propria posizione con un fischietto. Il sistema sonoro più utilizzato per trasmettere il Morse è il fischietto, ma si può adoperare il cicalino, o anche piccoli tamburi e simili. Il Morse con il fischietto è molto più veloce di quello a vista, però supera distanze molto minori ed è disturbato da vento e da eventuali rumori. Richiede maggiore concentrazione ma in compenso è più sicuro, infatti la memoria registra più fedelmente e in modo più duraturo un segnale Morse sonoro rispetto a un segnale Morse visivo. I tipi di fischietto più adatti sono quelli piuttosto stretti, con una pallina all'interno e una fessura piccola, i quali emettono un suono udibile a maggiore distanza e che richiedono anche una minore quantità di fiato per trasmettere. Si può segnalare con la luce di notte, utilizzando una torcia elettrica, o un fuoco, o dei pannelli luminosi, oppure di giorno, utilizzando i raggi del sole. L'eliografo è un semplice specchietto che, con particolari accorgimenti, offre a chi ne fa uso uno dei più efficaci sistemi per segnalazioni diurne. E' considerato un mezzo primario per la sopravvivenza in mare e in terra.
Il riflesso della luce del sole, mediante questo specchietto, può essere notato da un aereo a 30 Km e da una nave a 10 miglia (circa 19 Km). Una radio ricetrasmittente può essere utilizzata sia per segnalare in Morse, che in fonia, cioè per parlare a voce. Quando si utilizza una radio per trasmettere o per ricevere, bisogna mettersi in un luogo aperto, che consenta una migliore qualità di trasmissione. Non mettersi vicino a linee elettriche o a costruzioni metalliche.
Meteorologia
La meteorologia (dal greco μετεωρολογία, letteralmente "studio dei fenomeni celesti") è il ramo delle scienze dell'atmosfera e della Terra che studia i fenomeni fisici che avvengono nella troposfera e responsabili del tempo atmosferico. È importante ad un campo estivo o ad un’uscita determinare i futuri agenti atmosferici, ci possiamo aiutare con:
La pressione: è consigliato avere a disposizione un altimetro (misura la pressione). Se quando ci svegliamo l’altimetro è sceso molto ovvero riporta un’altitudine inferiore (più di 100 mt), ciò significa che la pressione è aumentata. E’ un segnale che il bel tempo è in arrivo. Per contro, se l’altitudine riportata dall’altimetro è variata di più di 100mt e quindi la pressione è scesa di circa 10mb, è un’indicazione che il tempo sta peggiorando e dovremo considerare il da farsi, magari mettendo in atto soluzioni alternative al programma iniziale. Piccoli scostamenti (30-40mt o 3-4mb) invece non devono essere considerati;
Il vento: Venti deboli o mancanza di vento durante periodi di bel tempo sono segno di tempo stabile. Un’indicazione quasi certa del fatto che il tempo peggiorerà è il frequente cambio di direzione del vento. Anche venti forti che aumentano con l’aumentare dell’altitudine indicano l’avvicinarsi del maltempo.
La visibilità: Un miglioramento della visibilità in montagna è generalmente dovuto all’arrivo dell’alta pressione e quindi di un miglioramento del tempo. Fintanto che le nuvole a valle rimangono dove sono (nel caso di nuvole a fondovalle) o scendono, l’alta pressione continuerà.