Diciamolo chiaramente: gli Amici transalpini sono stati proprio bravi. Peccato giochino a pallone con le sponde, che è un po' come chiamare caffè quella brodaglia lunga e acidula...
Sponde a parte, al Boxing Day des Avocat – 20 squadre da tutta la Francia - organizzato dai Colleghi di Nizza ci siamo davvero divertiti e abbiamo trascorso insieme una bella giornata di sport, amicizia e colleganza. E' stato un onore e un piacere.
Particolare non insignificante: ci siamo arresi solo a un passo dalle semifinali, dopo aver passato il girone con 2 sconfitte di misura e 2 convincenti vittorie.
Epica la sfida con la Polizia Penitenziaria di Grasse, agli ottavi, dove l'abbiamo spuntata, prima di cedere ai colleghi di Toulon, in un match che Martellini o Ciotti non avrebbero esitato a definire “maschio”.
Grazie di cuore, dunque, ai Colleghi di Nizza e dell'Fc Palais, a Sèbastien e Nadir, ma anche ai Colleghi di Avignon e Paris, che speriamo di ritrovare presto sur le terrain de foot, dove possono nascere incredibili dispute, ma anche solide e genuine amicizie. Bien joué les gars, à la prochaine!
BORGO: esordisce in prestito con Parigi, comandando la difesa con lemmi a caso in Inglese, Francese e Piemontese, come un navigatore impostato su “lingue varie”.
Poi torna con noi facendo il 12, il mister, il magazziniere e il medico sociale e soccorre persino un fotografo abbattuto, con la sua Canon, da un pallone vagante.
L'epitaffio: “Nous sommes ici pour amusant, pas pour nous blesser”, rivolto all'arbitro orbo dopo il vile agguato al povero Galia, vale le manette di Mourinho. Francescano
BEPPE: ha 32 anni meno del padre e tra i pali li dimostra tutti. Para e vola, vola e para “...E i Francesi ci rispettano che le balle ancora gli girano” (cit.). Però sono onesti e lo proclamano “meilleur gardien du tournoi”. Bravò!
TOM: si dice che i confini delle Alpi Marittime siano così frastagliati perché i nostri cugini, come risarcimento di guerra, hanno preteso che l'Italia cedesse a Parigi le centrali idroelettriche. Tutte tranne una: quella che ci siamo portati a Nizza e che gli abbiamo piazzato davanti alla porta. Diga
ALE GALIA: uno dei pochi nostri che parla un Francese presentabile. Ma mentre all'arbitro dispensa del “Vous”, al pallone dà del “Tu”, segnando anche gol del 2-1 che ci “manda a Berlino”, infine costringe un manigoldo di Toulon a rifilargli una gomitata a palla lontana, il tutto dopo aver sacrificato una gonade alla causa. Generoso
GHIO: porta pura tigna saluzzese oltre confine, attaccandosi a tutto e a tutti. Premio gratusa d'Oltralpe, ma senza di lui in mezzo è un altro giocare, perché mentre muove la lingua, muove anche la palla, in genere, mettendola proprio dove ci serve. Ah dimenticavo, se Calamandrei ha scritto “Elogio dei Giudici”, Ghio ha scritto: “Elogio degli Arbitri”... ah no, non era lui? Scusate...
FILI GIULI: già tifa Toro, il che prova iuris et de iure quanto ne sappia di calcio, poi si dà un gran da fare nel rettangolo, coprendo e ripartendo fino a che il sudore gli appiattisce il ciuffo sulle tempie. Nella terza e quarta gara, ritrova la vena da bomber: sue le marcature che ci fanno passare il turno. Non ci lasciare mai.
CARLO: “Come folgore dal cielo” il nostro basco amaranto cala sulle linee avversarie dove recapita sudore misto a randellate. E da subentrante ci dà una grossa mano, perché, vero che si gioca tempo unico da 12', ma i cambi sono volanti e non esiste il fallo laterale. Ergo, si corre sempre o, se preferite: non si molla mai. Proprio come piace ai paraca. Massiccio
ANDRE FARI: determinante, anche perché è l'unico ad aver già partecipato al torneo lo scorso anno, sostituendo la propria persona a quella di un valdostano di Morgex. Conosce tutti i trucchi delle sponde, ma soprattutto dispensa preziosi consigli su come imbucarsi ai buffet pre e post gara. Si presenta in campo - dove non sfigura mai - in tenuta da football e soprabito bleu tipo Fay. Esportiamo eleganza.
ANDRE RACCA: pronti-via: primo espulso a tempo del torneo. “Racca questo lo spacca”, verrebbe da dire, ma è solo un piccolo e perdonabile eccesso di agonismo per il nostro Andreone. Poi, prende le misure e, con il gioco che si fa duro, si dimostra una risorsa fondamentale nella tenzone. Arcigno
PAOLINO MONICA: con Racca è un altro osso duro che non tira mai indietro il piedino, specie quando dal calcio si passa al Rollerball. Fuma una cicca tra un match e l'altro come Conti a Espana '82 o come Clint Eastwood prima di sfidare Ramòn Rojo. Come Clint la spunta sempre. Romantico
PAOLO BOGLIONE: “toga” in prestito da Torino, si inserisce subito, sarà per il cognome vagamente cuneese o per la buona attitudine calcistica. Corre e segna: cosa vuoi di più? Lo ferma solo una contrattura, ma per noi è “buona la prima”. Confermato
FRANCO: era con noi spiritualmente, il Pres, perché, dopo quasi quarant'anni, lo attendeva un rendez-vous con i commilitoni della naja in Alto Adige.
A un calice di Côtes De Provence ha dunque preferito i boccali di Forst, ma se noi abbiamo fatto calcio-Champagne - pardon calcio-Alta Langa - a Villeneuve Loubet lo dobbiamo a lui, che ha avuto l'idea e ci ha coinvolto nell'insana avventura. Merci bien.
In campo con i colleghi di Paris
Foto di gruppo con Avignon
Premi e saluti con Nadir