Analysis
The Third Theatre Manifesto was drafted by Eugenio Barba in Belgrade in 1976 on the occasion of the UNESCO-sponsored BITEF/Theatre of Nations event. Pioneristically, the Italian director had found a “third way,” that is a definition and a label under which they could be recognized for all those groups that shared related practices and made Theatre their profession while not recognizing themselves in either traditional, avant-garde or research theatre (Barba 2023, 239-241).
Five of the ninety-six groups mapped in this project were born at the turn of the 1960s and 1970s. Among them should be mentioned Oistros, the GUT (Gruppo Universitario Teatrale) led by Alessandro D’Amico, then a professor in History of Theater at the University of Lecce (now the University of Salento), who with a group of students and thanks mainly to the help of Luigi Santoro and Ferdinando Taviani - had set out to bring the Odin Min Fars Hus performance to Lecce in 1973, in parallel with which meetings and seminars were organized within the D’Amico Fund (Perrelli 1974), and were laid the foundations for the experience that later developed in Carpignano Salentino in 1974, an occasion in which the practice of “bartering” and the role of the body and the actor’s practice as means of “social catalyzation” were investigated (Cajaffa 1974; Daetwiller 1974; Fadini 1974; Fink 1974; Pani 1974; Povero 1974; Santoro 2014; Santoro 2017, 40-60; Taviani 1975, 257-278).
Odin arrived in Lecce on September 21, 1973, and three days prior to the presentation of Min Fars Hus, Barba held seminars to introduce the performance. These seminars were attended by Luigi Lezzi (Frattali 2024, 212), a member of the Gruppo Folk Salentino and founder of the Teatro Infantile in 1972.
These important presences of the Odin in the Salento territory strongly influenced the work of these two groups; over fifty years, they conducted workshops and numerous extra-spectacular activities typical of the Third Theatre, acting actively in the territory of reference.
These two experiences could be called proto-Third Theatre since they were born before the Belgrade meeting, thus prior to the publication of Barba’s manifesto.
In the province of Bari, the same years saw the birth of the Gruppo Abeliano, formed in 1969, and the Anonima Gruppo Ricerche. These two entities began as theatre groups that became cooperatives in the late 1970s.
As Mimma Valentino (2015, 134-140) has pointed out, in the second half of the 1970s, Third Theater included both Group Theatre and grassroots groups. After 1976, debates began concerning the distinction between Odin-imprint formations and grassroots groups. These debates came to life within the pages of the journal “Scena” directed by Antonio Attisani and culminated at the Casciana Terme Conference in March 1977, an occasion in which the dual nature of the Italian grassroots group movement materialized, that is, the difference between the larger circle of the “movement” and the narrower circle of Odin-style groups (Schino 1996, 71).
It is important to underline this difference because CR.E.ST. (1977), unlike the other four groups born during the Seventies and mapped in the project, expressed a self-recognition in the Third Theatre and/or in the Group Theatre with a grade of 3 out of 5, an index that makes us perceive that CR.EST, still very active in Taranto, recognizes itself more as Group Theatre. Differently from the Odin-style groups, which balanced the work on aesthetic-theatrical instances with the openness towards the territory in which they operated (Valentino 2015, 136), for CR.E.ST., the rooting in the socio-cultural fabric of belonging was a fundamental prerogative, for which the creative flair is applied to political militancy, to the lifestyle choice of living in the extreme periphery and to a precise social context (Marino 2023, 12).
Analisi
Il manifesto del Terzo Teatro è stato redatto da Eugenio Barba a Belgrado nel 1976, in occasione dell’evento patrocinato dall’UNESCO BITEF/Teatro delle Nazioni. Pioneristicamente, il regista italiano aveva trovato una “terza via”, ossia una definizione e un’etichetta sotto la quale si potevano riconoscere per tutti quei gruppi che condividevano pratiche affini e facevano del teatro la loro professione, pur non riconoscendosi né nel teatro tradizionale, né in quello di avanguardia o di ricerca (Barba 2023).
Cinque dei novantasei gruppi mappati in questo progetto sono nati a cavallo tra anni Sessanta e Settanta. Tra questi va menzionato Oistros, il GUT (Gruppo Universitario Teatrale) guidato da Alessandro D’Amico, allora docente in Storia del Teatro all’Università di Lecce (oggi Università del Salento), il quale con un gruppo di studenti – e grazie soprattutto all’aiuto di Luigi Santoro e Ferdinando Taviani – si era messo in moto per portare lo spettacolo dell’Odin Min Fars Hus a Lecce nel 1973, parallelamente al quale furono organizzati incontri e seminari all’interno del Fondo D’Amico (Perrelli 1974), e furono poste le basi per l’esperienza che si è poi sviluppata a Carpignano Salentino nel 1974, occasione in cui è stata indagata la pratica del “baratto” e il ruolo del corpo e della pratica dell’attore come mezzi di “catalizzazione sociale” (Cajaffa 1974; Daetwiller 1974; Fadini 1974; Fink 1974; Pani 1974; Povero 1974; Santoro 2014; Santoro 2017, 40-60; Taviani 1975, 257-278).
In realtà l’Odin è arrivato a Lecce il 21 settembre del 1973, e nei tre giorni precedenti alla rappresentazione di Min Fars Hus Barba tenne dei seminari per introdurre la prima rappresentazione dello spettacolo. A questi seminari ha partecipato Luigi Lezzi (Frattali 2024, 212), membro del Gruppo Folk Salentino e fondatore nel 1972 del Teatro Infantile.
Queste importanti presenze dell’Odin nel territorio salentino hanno fortemente influenzato il lavoro di questi due gruppi; entrambi, nel corso di cinquant’anni, hanno condotto laboratori, rassegne e numerose attività extra spettacolari tipiche del Terzo Teatro, agendo attivamente nel territorio di riferimento.
Queste due esperienze potrebbero essere definite di proto-Terzo Teatro, dal momento che la loro nascita avviene prima dell’incontro di Belgrado, quindi precedentemente alla pubblicazione del manifesto di Barba.
In provincia di Bari, negli stessi anni, nascono il Gruppo Abeliano, costituitosi nel 1969, e l’Anonima Gruppo Ricerche, due entità nate come gruppi di base che sul finire degli anni Settanta assumono la forma di cooperativa.
Come ha evidenziato Mimma Valentino (2015, 134-140), nella seconda metà degli anni Settanta, il Terzo Teatro includeva sia il teatro di gruppo che i gruppi di base, e dopo il 1976, cominciarono a svilupparsi dibattiti rispetto alla distinzione tra formazioni d’impronta Odin e gruppi di base. Tali dibattiti hanno preso vita tra le pagine della rivista “Scena” diretta da Antonio Attisani, e culmineranno al Convegno di Casciana Terme nel marzo 1977, occasione in cui si materializza la doppia natura del movimento italiano dei gruppi di base, ossia la differenza tra il cerchio più grande del “movimento” e quello più ristretto dei gruppi di impronta Odin (Schino 1996, 71).
È importante sottolineare questa differenza in quanto il CR.E.ST., nato nel 1977, a differenza degli altri quattro gruppi nati nel corso degli anni Settanta e mappati nel corso del progetto, ha espresso un autoriconoscimento nel Terzo Teatro e/o nel Teatro di Gruppo con un grado di 3 su 5, indice che fa percepire che il gruppo, tra l’altro ancora molto attivo a Taranto (Marino 2023), si roconosce più come Teatro di Gruppo. Infatti, diversamente dai gruppi di impronta Odin, che bilanciavano il lavoro su istanze estetico-teatrali con l’apertura verso il territorio in cui agivano (Valentino 2015, 136), per il CR.E.ST. il radicamento nel tessuto socio-culturale di appartenenza è una prerogativa fondamentale, per cui l’estro creativo si applica alla militanza politica, alla scelta di vita di abitare l’estrema periferia, a un contesto sociale ben preciso (Marino 2023, 12).
Bibliography/Bibliografia
Barba, E. 2023 (1976). “Terzo Teatro.” In Le mie vite nel terzo teatro. Differenza, mestiere, rivolta, a cura di L. Masgrau. Bari: Pagina.
Cajaffa, A. 1974. “Scambio Culturale col teatro.” Avvenire, October 9.
Daetweiler, J.-J. 1974. “L’Odin en Italie. L’expérience originale d’un théâtre donois dans un village du Salento.” Journal du Jura, December 24.
Fadini, E. 1974. “Il fecondo ‘baratto’ dell’Odin Teatret.” Rinascita 46: 27.
Fink, G. 1974. “Con l’Odin in Puglia.”, Il Mondo, October 31.
Frattali, A. 2024. “Le esperienze salentine dell’Odin Teatret (1973-1975).” In Il Nuovo Teatro e l’avanguardia teatrale. Incontri e influenze oltre i confini (1948-1981). Atti del convegno internazionale di studi (Verona, 4-5/11-12 maggio 2022), a cura di S. Brunetti, M. Cristini, P. Eckersall, 211-226. Bari: Pagina
Marino, M. 2023. CREST. Un teatro sotto le ciminiere. Corazzano (PI): Titivillus.
Pani, E. 1974. “La «clownerie» di Barba sotto gli alberi del Salento.” La Gazzetta del Mezzogiorno, July 23: 10.
Perrelli, F. 1974. “Documenti: un seminario dell’Odin Teatret.” Quaderni del CUT/Bari 13: 46.
Povero, M. 1974. “Un teatro nuovo per maturare le coscienze. Oistros e Odin Teatret.” salento domani, October 16.
Schino, M. 1996. Il crocevia di Ponte D’era. Storie e voci di una generazione teatrale 1974-1995. Roma: Bulzoni.
Valentino M. 2015. Il Nuovo Teatro in Italia 1976-1985. Corazzano (PI): Titivillus.
Santoro, A. 2014. “La storia di Oistros (Parte1).” https://www.oistros.it/quandodecidemmodicambiareilmondoconilteatro/la-storia-di-ostros-parte1-di-alessandro-santoro/. Accessed March 7, 2024.
Santoro, V. 2017. Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975). Roma: Squilibri.
Taviani, F. 1975. Il libro dell’Odin. Il teatro-laboratorio di Eugenio Barba. Milano: Feltrinelli.