Analysis
The 2010s saw the emergence of many theatre and performance realities in Apulia that unravelled throughout the territory, thanks to a number of institutional initiatives that helped nurture the cultural sector of the performing arts, including a regional law on performing arts enacted in 2004, the establishment of the FURS (Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo), wise use of FERS (European Regional Development Fund) contributions, and the “Teatri Abitati” project related to residencies (Veronico 2015).
In other words, the initiatives triggered at the regional level at the beginning of the decade lay the groundwork for fostering in the Puglia region a “theatre of social interactions” (Meldolesi 2012), which is present and effective even in peripheral territories and for which individual artists, companies and groups are called upon to carry out extra-spectacular activities that act on the community of reference. In fact, funding bestowed for companies and groups during this decade is granted according to criteria “that are no longer those of the liking of the stage product” and focus attention on the ethical, social and cultural value of theatre in “response to a challenge that is no longer about how but is about why to do theatre” (Ruffini 2017, 84).
In this highly prolific context, Armamaxa Teatro, founded in 1998 in Milan by Enrico Messina, settled in 2008 - thanks to the “Teatri Abitati” project - in the municipal theatre of Ceglie Messapica (BR), in the same way ResExtensa - a dance-theatre company founded in 2004 in Bari by Elisa Barruchieri - lands in Bitonto (BA) with the Confinecorpo project.
The climate also leaves room for the birth of significant individual experiences, among which we should certainly mention that of Ippolito Chiarello who, after some experiences with both Teatro Koreja in Lecce and Cerchio di Gesso in Foggia, founds Nasca Teatri di Terra, giving birth to Barbonaggio Teatrale, so much so that he calls himself a “theatrical bum” “who proposes his performances, as well as in the theatre, also on the street or non-theatrical places, on a small stage, selling them in pieces” (Chiarello n.d.).
Parallel to these experiences, centred on physical work and research that transcends the languages of dance and theatre are also developing, as in the case of Qualibó - Visioni di (p)Arte, founded in Bari in 2002, which sees movement as “kinetic emotion and expressive sign” (Qualibó n.d.). In the Salento area, and more precisely in Nardò (Le), Tessuto Corporeo©, directed by Alberto Cacopardi, was founded in 2005; since its foundation, it has been offering Dance-Movement Therapy, Theatre Therapy and Body Expression Workshops.
This decade also saw the development of experiences focused on Children’s Theatre, as in the case of Francesco Ferramosca’s Teatro Le Giravolte. Founded in Arnesano (LE) in 2000, “the company begins a theatrical research aimed at creating shows for children and reinvents a particular technique of shadow theatre drawing on the rich heritage of Turkish Karagoz, the nineteenth-century tradition of silhouettes and the ancient Salento craft of toys and terracotta” (Teatro le Giravolte n.d.).
Analisi
Gli anni Dieci del Duemila vedono sorgere in Puglia moltissime realtà teatrali e performative che si dipanano su tutto il territorio, grazie ad alcune iniziative istituzionali che contribuiscono ad alimentare il settore culturale delle arti performative, tra cui una legge regionale in materia spettacolo promulgata nel 2004, l’istituzione del FURS (Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo), un sapiente impiego dei contributi FERS (Fondo europeo sviluppo regionale), e il progetto “Teatri Abitati” relativo alle residenze (Veronico 2015).
In altre parole, le iniziative innescate a livello regionale all’inizio del decennio, pongono le basi per incentivare nella regione Puglia un “teatro delle interazioni sociali” (Meldolesi 2012), che sia presente ed efficace anche nei territori periferici e per cui singoli artisti, compagnie e gruppi sono chiamati a realizzare attività extra spettacolari che agiscano sulla comunità di riferimento. Infatti, i finanziamenti elargiti per compagnie e gruppi nel corso di questo decennio vengono concessi in base a criteri «che non sono più quelli del gradimento del prodotto scenico», e concentrano l’attenzione sul valore etico, sociale e culturale del teatro, in «risposta a una sfida che non è più sul come ma è sul perché fare teatro» (Ruffini 2017, 84).
In questo contesto fortemente prolifico, Armamaxa Teatro, fondata nel 1998 a Milano da Enrico Messina, si stabilisce nel 2008 – grazie al progetto “Teatri Abitati” – nel teatro comunale di Ceglie Messapica (BR), allo stesso modo ResExtensa – compagnia di teatro-danza fondata nel 2004 a Bari da Elisa Barruchieri – approda a Bitonto (BA) con il progetto Confinecorpo.
Il clima lascia spazio anche alla nascita di significative esperienze individuali, tra cui va sicuramente citata quella di Ippolito Chiarello che, dopo alcune esperienze sia con il Teatro Koreja di Lecce che con il Cerchio di Gesso di Foggia, fonda Nasca Teatri di Terra, dando vita al Barbonaggio Teatrale, tanto da autodefinirsi un “barbone teatrale” «che propone i suoi spettacoli, oltre che in teatro, anche per strada o luoghi non teatrali, su un palchetto, vendendoli a pezzi» (Chiarello n.d.).
Parallelamente a queste esperienze si sviluppano anche esperienze incentrate sul lavoro fisico e una ricerca che travalica i linguaggi di danza e teatro, come nel caso di Qualibó – Visioni di (p)Arte, fondata a Bari nel 2002, che vede nel movimento «emozione cinetica e segno espressivo» (Qualibó n.d.). In area salentina, e più precisamente a Nardò (Le), nasce nel 2005 Tessuto Corporeo©, diretto da Alberto cacopardi, fin dalla sua fondazione propone Laboratori di danza-movimento terapia, teatroterapia ed espressione corporea.
Anche in questo decennio si sviluppano esperienze incentrate sul Teatro Ragazzi, come nel caso del Teatro Le Giravolte di Francesco Ferramosca. Fondata ad Arnesano (LE) nel 2000, «la compagnia inizia una ricerca teatrale finalizzata alla creazione di spettacoli per ragazzi e reinventa una particolare tecnica del teatro delle ombre attingendo al ricco patrimonio del Karagoz turco, alla tradizione ottocentesca delle silhouettes e dell’antico artigianato salentino dei giocattoli e della terracotta» (Teatro le Giravolte n.d.).
Bibliography/Bibliografia
Chiarello, I. n.d. “Barbonaggio Teatrale.” https://www.ippolitochiarello.it/barbonaggio-teatrale/. Accessed March 26, 2025.
Meldolesi, C. 2012. “Forme dilatate del dolore. Tre interventi sul teatro di interazioni sociali.” Teatro e Storia 33: 357-378.
Qualibó n.d. “Chi siamo.” https://www.qualibo.it/chi-siamo-2/. Accessed March 26, 2025.
Ruffini F. 2017. “Quando gli attori sognano di vivere di sovvenzioni.” In I cinque continenti del teatro. Fatti e leggende della cultura materiale dell’attore, di E. Barba, N. Savarese, 84-87. Bari: Pagina.
Teatro Le Giravolte. n.d. “Chi Siamo.” http://teatrolegiravolte.it/index.php/chi-siamo-2/. Accessed March 26, 2025.
TPP (Teatro Pubblico Pugliese). 2012. Teatri Abitati. Residenze Teatrali in Puglia (2010-2012). Bari: Laterza.
Veronico, C. 2015. “Puglia anni X.” Culture Teatrali 24: 54-68.