Obiettivo 1
L'obiettivo primario è promuovere l'inclusione sociale e la formazione culturale di detenuti e detenute (italiani e stranieri), creando un ponte tra il contesto detentivo e il mondo esterno. Il progetto mira a contribuire a una formazione dinamica, valorizzando le competenze preesistenti e favorendo l'empowerment personale attraverso l'inserimento in attività culturali, ricreative e professionali. Ciò si inserisce nell'ottica di ridurre le diseguaglianze e rafforzare le istituzioni nella tutela delle persone più vulnerabili.
Il gruppo di docenti e collaboratori intende realizzare incontri formativi con i reclusi, basati su un modello di co-costruzione del cambiamento.
Il progetto si distingue per l'utilizzo di modalità alternative e dinamiche di insegnamento e apprendimento, che includono lettura e scrittura, laboratori tematici, approccio interdisciplinare, apprendimento informale e immersivo ed esperienze culturali.
Obiettivo 2
Sensibilizzare la società civile - tramite gli studenti Sapienza, quelli delle scuole superiori collegate al progetto e i loro docenti - verso la realtà del carcere, realizzando un contatto diretto con i luoghi e le persone detenute, nonché con le personalità che lavorano nel mondo penitenziario (operatori del carcere, polizia penitenziaria, Garante regionale delle persone private della libertà personale, i magistrati di sorveglianza e il Consiglio di cooperazione penologica (PC-CP) del Consiglio d'Europa).
La formazione degli studenti sul tema, la loro partecipazione attiva, genererà consapevolezza sulla realtà del carcere attraverso un approccio esperienziale. Una simile impostazione avrà un forte impatto educativo perché potrà influire sullo sradicamento dei pregiudizi e sull’apertura a una visione più inclusiva e democratica.
Obiettivo 3
Il progetto valorizza la Terza missione dell’Ateneo puntando sui principi a cui Sapienza aderisce: formazione, inclusione, coesione, contrasto alle discriminazioni, pluralismo e democrazia.
Tali riferimenti fungeranno da guida allo svolgimento delle attività formative che verranno realizzate nella fragile realtà carceraria.