Il tema dell'Esposizione Universale di Milano 2015 è stato "Nutrire il pianeta, energia per la vita".
Sono state chiamate in causa le tecnologie, l'innovazione, la cultura, le tradizioni e la creatività legati al settore dell'alimentazione e del cibo. L'asse principale è stato il diritto inalienabile ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra. La preoccupazione per la qualità del cibo in un mondo sempre più popolato (si calcola che nel 2050 gli abitanti della Terra saranno 9 miliardi) si accompagna a scenari di un aumento dei rischi per la quantità globale dei cibi disponibili in virtù dello sfruttamento intensivo e non sostenibile delle risorse naturali del pianeta.
Il Future Food District è un padiglione tematico di 7000 metri quadrati che ha mostrato come la tecnologia digitale sia in grado di cambiare la nostra interazione con il cibo. Progettato dallo studio di design italiano Carlo Ratti Associati, in collaborazione con la catena di supermercati COOP Italia, il padiglione, che si trova nel cuore del centro espositivo, esamina come i dati possano cambiare il nostro modo di interagire con il cibo che mangiamo, informandoci sulle origini e caratteristiche, all'insegna di un consumo più consapevole e informato.
“Ogni prodotto ha una storia precisa da raccontare”, afferma Carlo Ratti, socio fondatore della Carlo Ratti Associati e professore al Massachusetts Institute of Technology. “Oggi questa informazione arriva al consumatore in modo frammentato. Ma nel prossimo futuro, saremo in grado di sapere tutto sulla mela che abbiamo adocchiato: l’albero sul quale è cresciuta, l’anidride carbonica che produce, a quali trattamenti chimici è stata sottoposta e qual è stato il suo viaggio verso lo scaffale del supermercato.”
Il padiglione della Germania centra in pieno il tema conduttore di Expo Milano 2015 “Feeding the Planet, Energy for Life” e contribuisce con nuove idee sorprendenti sul tema dell’alimentazione del futuro. Il padiglione accoglie i visitatori con il motto “Be active” e con una simpatica presentazione dei temi. Prima di entrare veniamo dotati di un cartoncino apparentemente insignificante. Aprendolo è bianco… ma non serve per prendere appunti. In effetti si tratta della seedboard: una sorta di mini-LIM che accompagna il visitatore lungo tutte le sei aree espositive rendendo interattiva e coinvolgente l’esperienza del percorso. E il percorso è ricchissimo di contenuti e soprattutto di stimoli ad attivarsi (Be active). Tutto punta ad accrescere la consapevolezza di ciò che ciascun individuo può fare per la sicurezza alimentare del futuro. L’intero percorso costituisce un validissimo esempio di come la tecnologia (quella digitale in particolare) possa essere integrata in maniera discreta, efficace e coinvolgente nelle attività d’esperienza conoscitiva. La seedboard, le stazioni interattive pilotate mediante i nostri movimenti, le piante stilizzate e quelle vere, i suoni di sottofondo, gli stessi materiali utilizzati (svariati tipi di legname locale) accompagnano il visitatore lungo le aree tematiche: acqua, terreno, clima, biodiversità, alimenti e giardino delle idee. Chiude la visita un divertente show sempre in tema, anche questo allestito in un ambiente con il giusto mix di tecnologia. Lo spettacolo coinvolge il pubblico e prevede un uso “musicale” della seedboard che a questo punto torna ad essere un semplice cartoncino. Uscendo, dopo aver seguito con calma il percorso, si ha la netta sensazione che le idee semplici ma efficaci che ci sono state proposte resteranno parte di noi e che per “nutrire il pianeta” ciascuno di noi può fare qualcosa da subito: basta attivarsi (be active).
È uno dei più tecnologici di Expo – c’è per esempio una stanza buia che viene illuminata da immagini e luci proiettate sulle pareti formate da specchi (tramite una nuova tecnologia di projection mapping), in cui viene ricreato in modo molto scenografico l’ambiente tipico delle risaie giapponesi – ma non dimentica la tradizione locale. Lo spettacolo finale del ristorante del futuro è un po’ kitsch: fa divertire i bambini, ma può essere simpatico anche per gli adulti.
Il Padiglione punta sulla convivenza tra tradizione e innovazione. La sala più d’impatto del padiglione consta di uno spazio interamente ricoperte sulle pareti ma anche a pavimento da tanti piatti l’uno accanto all’altro. Quelli a parete divengono lo schermo per serie di diverse videoproiezioni, in molti casi anche “a registro”, ovvero con la batteria di proiettori che proiettano specificatamente su individuati piatti. Il massimo della resa si ha quando anche il pavimento si illumina in maniera coordinata con le pareti: in questo caso non si tratta ovviamente di proiezione ma di illuminazione LED dei "piatti" che in realtà sono traslucidi. La resa è molto coinvolgente. Il contentuo delle videoproiezioni vanno dai tipici paesaggi iberici, a cibi e vini tipici spagnoli ma anche tavolate e cuochi che cucinano fino alla spiegazione sintetica di alcune ricette tipiche (in questo caso i singoli piatti della videoproiezioni divengono come “caselle” circolari per evidenziare gli ingredienti).
Il Padiglione punta su tre parole chiave tra loro interrelate: interazione, informaione, coinvolgimento. In particolare le istallazioni, poste al secondo piano, sono basate sull’interattività di tipo touch (toccare per scoprire). La logica seguita è quella secondo la quale prima si passa “al banco del mercato” dove le cassette di frutta e verdura (o altro) sono concretizzate attraverso una serie di monitor touch screen sui quali sono presentati i prodotti. Il visitatore può “scrollare” su ogni monitor i vari contenuti, ovvero una visualizzazione con relativa infomazione di ogni prodotto. Il concetto di questo fare la spesa è quindi quello di “comprare”, ovvero di acquisire l’informazione sul. Successivamente, su un tavolo sempre ad interazione touch, è possibile comporre il proprio pasto virtuale scegliendo e abbinando prodotti ovvero comprendere ricette tipiche del paese e come meglio combinare ingredienti prodotto (min. da 0.20 a 0.40 del video). Questo padiglione è un orgoglio tutto italiano nel senso che è stato realizzato dall’azienda italiana Simmetrico SRL formata da un team di creativi tutti molto giovani che, unendo tradizione e innovazione, hanno pensato, progettato, costruito e anche gestito il padiglione.
Il lungo tavolo interattivo (13 metri) posizionato al centro del padiglione è un momento umano e conviviale, che si attiva e prende vita tanto più lo si condivide. Il visitatore avvicinandosi al desco attiva dei sensori che permettono di visualizzare delle mani che compiono diverse azioni che si possono attuare su un tavolo. (è’ il luogo dove, in occasione dei pasti, la famiglia si ritrova dialoga ma anche dove si studia, si insegna, si gioca e tanto altro). Quindi più si agisce, o meglio si interagisce sulle diverse sezioni visualizzabili sui 13 metri del tavolo più tali interazioni creano delle relazioni. L’obiettivo è rappresentare, mediante un sistema di videoproiezioni interattive, la condivisione e l’interdipendenza delle esperienze sui cui si fonda la catena relazionale di una comunità. Attraverso una narrazione non lineare che unisce diverse tecniche filmiche – filmato, animazione stopmotion,pixilation, etc.–, il Tavolo interattivo riproduce, senza semplificazioni, la ricchezza e la molteplicità del consorzio umano.
Slovenia Pavilion
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