Mi chiamo Filippo Maria Beltrami, sono nato a Cireggio il 14 luglio del 1908. Sono stato un partigiano e antifascista italiano. La mia vita è stata una testimonianza di coraggio, impegno politico e resistenza contro il Fascismo e l’occupazione nazista.
Mi sono distinto fin da giovane per le mie inclinazioni culturali e politiche. Durante gli anni di formazione liceale, a Cireggio, ho stretto una solida amicizia con Eugenio Colorni e Piero Martinetti, due importanti esponenti del pensiero filosofico contemporaneo.
Nel 1932 mi sono laureato in Architettura e ho avviato la mia carriera professionale a Milano. Nel 1936 mi sono sposato con Giuliana Gadola, figlia di un noto costruttore milanese. Giuliana si è poi unita, assieme a me, alla Resistenza, divenendo anche una figura di spicco nell’ANPI milanese fino al 2005.
Durante la Seconda Guerra Mondiale sono stato arruolato come artigliere a cavallo nelle città di Lucca e Piacenza. Nel 1943, durante il periodo dell’armistizio e del governo Badoglio, sono stato promosso capitano nel 27º Reggimento di Artiglieria di Baggio.
Dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, io, con mia moglie e i miei figli, ci siamo rifugiati a Cireggio, in una villa di famiglia. Qui sono diventato un punto di riferimento per i gruppi antifascisti locali, e mi sono rapidamente avvicinato a giovani antifascisti con i quali ho organizzato una formazione partigiana.
Purtroppo, il destino fu crudele e il 13 febbraio 1944, durante uno scontro a fuoco con le forze nemiche, persi la vita insieme ad altri 11 partigiani in una battaglia a Pieve Vergonte, più precisamente a Megolo, in Ossola.
La mia morte rappresentò una grande perdita per la Resistenza italiana, ma il mio spirito di sacrificio e il mio esempio di lotta sono rimasti indelebili nella memoria collettiva.
Dopo la mia morte, la mia figura è stata celebrata come emblema del sacrificio e della determinazione dei primi combattenti della Resistenza.
La Brigata Alpina “Beltrami”, della Divisione Valtoce, che operò anche nella Repubblica dell’Ossola, è stata intitolata in mio onore, e la via a Novara, che oggi porta il mio nome, è un altro riconoscimento della mia importanza storica.