Oltre lo schermo: arte, trend e idee in movimento.
Benvenuti nello spazio dove la cultura si fa strada tra i banchi e oltre. Qui troverete recensioni di film, serie TV, libri e musica che stanno lasciando il segno. Vi porteremo in viaggio tra le tradizioni del nostro territorio e le nuove tendenze globali che stanno rivoluzionando la nostra quotidianità, con interviste esclusive e riflessioni per capire, insieme, dove sta andando la nostra società.
Mettetevi comodi, il dibattito è aperto.
GIUGLIANO: DOVE LE TRADIZIONI INCONTRANO L’INNOVAZIONE
INTERVISTA ESCLUSIVA AL PRESIDENTE DELLA PRO LOCO E ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA
a cura della 3 L
Come studenti e cittadini italiani di Giugliano in Campania, ci chiediamo come mantenere le tradizioni della città mentre ci proiettiamo verso il futuro. Giugliano, ricca di storia e cultura, deve trovare modi innovativi per coinvolgere le nuove generazioni. La Pro Loco lavora per unire passato e futuro attraverso eventi moderni e tecnologie, rendendo le tradizioni più accessibili. Tradizioni e innovazioni possono coesistere, contribuendo a una nuova immagine dinamica della città. Tuttavia, siamo pronti come cittadini a raccogliere questa sfida? Giugliano è sospesa tra tradizioni e modernità, e il futuro dipende dalla capacità di unire questi due aspetti, rappresentando un’opportunità per uno dei centri principali dell’area metropolitana di Napoli.
Abbiamo incontrato il Presidente della Pro Loco città di Giugliano Domenico Pasquale Savino e l'assessore alla cultura Marco Sepe per dare voce ai dubbi di noi studenti. Tra la voglia di innovazione e il peso della storia,ecco cosa è emerso dal nostro faccia a faccia.
“Ci sono feste popolari o eventi storici locali che rappresentano particolarmente l’identità della città?“
A Giugliano, l'unica tradizione che si ripete è quella pasquale con le ”Paranze” che si recano alla Madonna dell’Arco. La tammurriata locale, con il suo fischietto distintivo, non è cambiata nel tempo. Tentativi di modernizzazione, come il gruppo giovanile di Gramsci, non hanno avuto successo. Problemi organizzativi hanno ostacolato nuove iniziative, come la sagra della mela annurca. Storicamente, durante la festa di San Giuliano, si celebrava anche la festa dell’uva e del vino.
“Quali sono le tradizioni più antiche che caratterizzano Giugliano in Campania? “
Le più antiche tradizioni che hanno caratterizzato Giugliano sono principalmente tre: la Festa della Madonna della Pace che viene realizzata da moltissimi anni, di cui la particolarità è il volo dell’angelo, che è stato uno dei primi in Campania, la festa religiosa di San Giuliano Martire, il santo patrono, che avviene il 27 gennaio; a queste si affiancano quelle folcloristiche tra cui la più famosa è la Tammurriata giuglianese, che viene svolta con i carri, nel periodo di Pasqua.
Guardando agli ultimi mesi, di quale progetto siete più orgogliosi?
La Pro Loco città di Giugliano ormai da 30 anni lavora sul territorio,quindi noi, come associazione, lavoriamo per la città. Relativamente agli eventi, noi abbiamo un evento importantissimo che è unico in Italia, che ha il patrocinio anche da parte del presidente della Repubblica, ed è il premio cultura San Giuliano martire. Ormai da 25 anni premiamo, con buoni libri, i ragazzi laureati e diplomati con il massimo dei voti residenti in città. Abbiamo anche altri eventi, famosa “Primavera Musicale” che si fanno di solito nel mese di maggio ed è dedicata alla musica di vario tipo.
“Ci sono collaborazioni con scuole o associazioni per diffondere la conoscenza della storia locale?“
C’è una collaborazione con il terzo circolo didattico per il progetto che parla della scomoda vita di quartiere con attività di divulgazione sul territorio. È stata svolta anche una collaborazione con la Basile per un video su Giambattista Basile. Con altre scuole, come il Marconi, si lavora su aspetti specifici ad esempio la ricostruzione dei costumi tradizionali giuglianesi del ‘600 e ’700. Sul sito della Proloco è possibile trovare esempi di questi costumi. Viene inoltre citata una poesia in rima dello scrittore Columbro che racconta la storia e le tradizioni locali, inclusi abiti e cibi.
“Quali sono le principali difficoltà che incontrate nel mantenere vive le tradizioni?”
Le difficoltà sono veramente tante , ma se si vuole possono essere superate.Le difficoltà principali sono: la mancanza di fondi; il poco interesse dei giovani verso le tradizioni; la difficoltà di coinvolgere tutti in modo continuo. In sostanza, il problema principale è far conoscere e apprezzare le tradizioni alle nuove generazioni e trovare i mezzi per conservarle.
"Che ruolo hanno i giovani nei progetti culturali innovativi della città?“
Il ruolo dei giovani nei progetti culturali di Giugliano è quello dei motori della transizione da periferia difficile a centro di innovazione sociale. In sintesi, i giovani oggi a Giugliano fanno tre cose che prima non accadevano: si riprendono gli spazi, gestiscono fisicamente i beni confiscati e i siti storici (come la Chiesa di S. Maria Maddalena), trasformandoli da simboli di abbandono a luoghi di lavoro e creatività.
“In che modo la tecnologia viene utilizzata per diffondere la cultura sul territorio?”
La tecnologia viene usata in diversi modi per diffondere la cultura sul territorio. Innanzitutto, viene utilizzata attraverso i social: comuni e associazioni pubblicano eventi, foto e video su app come Instagram e Facebook, così le persone scoprono cosa succede nella loro città. Poi viene usata con i siti web e le piattaforme online: musei e istituzioni mettono su Internet opere e diverse informazioni di vari progetti. Ad oggi però sappiamo che la cultura e gli eventi vengono diffusi sia online, quindi sui social,sia offline attraverso manifesti,volantini o incontri, in questo modo più persone possono essere informate, anche se non si usa Internet.
"Come si sta cercando di attirare turisti attraverso nuove iniziative culturali? “
Puntiamo sul 'Turismo delle Radici' e sulla valorizzazione del centro storico.
“Quali progetti futuri ha in programma l'assessorato alla cultura per i prossimi anni?”
A Liternum, area archeologica sul Lago Patria, è previsto uno sviluppo come oasi archeo-naturalistica con percorsi immersivi, osservatori e strutture per il birdwatching, oltre a pontili e collegamenti pedonali per la mobilità dolce. Un secondo asse riguarda il recupero di edifici simbolici: l'ex Cinema Comunale diventerà un centro culturale polifunzionale; il Santuario dell'Annunziata sarà restaurato e messo in sicurezza grazie ai fondi PNRR; e l'ex Villa Zagaria verrà trasformata in centro per innovazione sociale e legalità.
Il commento della redazione
Usciamo da questo incontro con una certezza che non può essere ignorata: la cultura a Giugliano non è un reperto polveroso chiuso in una teca, ma un organismo vivo, vibrante e in pieno fermento. Eppure, il talento e l’energia che abbiamo respirato durante l’incontro rischiano di restare isolati se non costruiamo, finalmente, un ponte solido e indistruttibile tra le istituzioni e noi studenti.
Non chiediamo solo di essere ascoltati, ma di essere messi alla prova. Noi non siamo il pubblico di domani; siamo i protagonisti di oggi. Siamo pronti a “sporcarci le mani”, a mettere le nostre competenze, la nostra creatività e la nostra visione digitale al servizio della nostra terra.
Abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, con coraggio e senza riserve. E voi? Siete pronti a camminare al nostro fianco o resterete a guardare mentre scriviamo il futuro?
a cura della 2° F
Smettiamola di raccontarci la favola che siamo troppo "smart" per essere raggirati. Ci sentiamo tutti dei piccoli ninja del web mentre saltiamo da un'app all'altra, ma la verità è che, nonostante la nostra presunta evoluzione tecnologica, ci caschiamo ancora come principianti. L’e-commerce ci ha illusi che la velocità coincida con la sicurezza, ma quel clic compulsivo è spesso l'inizio di un malaffare.
Oggi fare acquisti è diventato un gesto quasi istintivo. Con un clic o un tocco sullo smartphone, l'e-commerce ci spalanca le porte di un mercato globale caratterizzato da velocità, scelta infinita e prezzi estremamente competitivi. Tuttavia, questa estrema semplicità nasconde spesso delle insidie: siamo davvero certi di essere tutelati quando compriamo online?
L'esperienza delle giovani e dei giovani di "Co.Re Consumer (Re)generation" ha messo in luce proprio questo dubbio, evidenziando come la vulnerabilità del consumatore moderno nasca spesso dalla mancanza di consapevolezza dei propri strumenti di difesa. Per agire da consumatori responsabili, non basta saper usare un’app; bisogna conoscere le regole del gioco.
Dimenticate la noia burocratica. Il Codice del Consumo (Decreto Legislativo n. 206 del 2005) non è un polveroso tomo legislativo, è il vostro scudo termico, la vostra armatura in una giungla dove il venditore parte sempre con un vantaggio tattico.
La legge sa perfettamente che il venditore ha i tecnici, i legali e tutte le informazioni, mentre voi siete la "parte debole". Per questo il Codice interviene a gamba tesa per pareggiare i conti.
"Il consumatore è considerato la parte più debole del rapporto contrattuale. La norma mira a garantire non solo il riequilibrio delle posizioni, ma anche diritti fondamentali quali la sicurezza dei prodotti, la corretta informazione, la libertà di scelta e la tutela della salute."
Uno dei malintesi più comuni riguarda la possibilità di restituire un prodotto semplicemente perché si è cambiato idea. Esiste una differenza sostanziale basata sul luogo dell’acquisto, dettata dal fatto che online non abbiamo la possibilità di vedere o toccare fisicamente l’oggetto prima del pagamento.
Acquisti Online o a distanza: acquisti Online o a distanza: Qui siete dei re. Avete 14 giorni per esercitare il diritto di recesso. Potete rimandare indietro tutto, ottenere il rimborso totale e — udite udite — non dovete dare mezza spiegazione. Perché? Perché la legge capisce che non avete potuto toccare con mano l'oggetto prima di pagare Il consumatore gode del diritto di recesso.
Acquisti in Negozio Fisico (Retail): qui la musica cambia. Se comprate una maglia fucsia e dopo due ore decidete che quel colore vi fa sembrare un evidenziatore, il negoziante può dirvi "no" al cambio. Il recesso in negozio non è un obbligo di legge, ma una scelta discrezionale del venditore legata alle sue politiche commerciali.
Se il prodotto acquistato presenta un difetto o non è conforme a quanto promesso, entra in gioco la garanzia legale di conformità.
Durata: È obbligatoria per legge e dura 24 mesi (2 anni) dalla data di acquisto.
Diritti: Il venditore è tenuto a riparare, sostituire o, nei casi più gravi, rimborsare l'articolo difettoso.
Azione Necessaria: Per esercitare questo diritto, è indispensabile conservare sempre la prova d’acquisto (scontrino fiscale o fattura). Senza questo documento, far valere la garanzia diventa un’impresa quasi impossibile.Mettetevi in testa una cosa: lo sappiamo, conservare gli scontrini è un'attività da boomer, ma quella carta termica che tende a diventare un "fantasma bianco" o che finisce appallottolata come una carta di gomma da masticare sul fondo dello zaino è l'unica cosa che vi separa dal pagare di tasca vostra una riparazione dovuta. Fotografateli, digitalizzateli, ma non perdeteli.
Avete presente quell'amico "simpaticone" che vi trascina a cena fuori, ordina il piatto più costoso e poi, nel momento esatto in cui il cameriere posa il conto sul tavolo, si materializza misteriosamente in bagno? Ecco, nel design digitale quell'amico si chiama Dark Pattern.
Sono trucchetti progettati per manipolarvi. State comprando una felpa e, puf!, vi ritrovate nel carrello un abbonamento a una rivista scientifica che non avete mai chiesto. Il problema non è solo l'attivazione — che avviene con un enorme tasto verde — ma il fatto che per disdirlo il sistema vi costringe a un labirinto di clic così frustrante da portarvi alla resa.
A vigilare su queste pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevoli o comportamenti aggressivi è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha il potere di intervenire con pesanti sanzioni nei confronti delle imprese che violano la normativa.
Diffidate dei tasti giganti verdi che spingono all'azione immediata. Prendetevi il tempo di leggere attentamente le scritte piccole e grigie, perché è lì che solitamente si nasconde la verità sulle condizioni che state accettando.
Accidenti questa borsa Luis Vuitton è bellissima! E costa veramente poco: è un vero affare , la compro! Se trovate un pezzo di lusso, al prezzo di un menu al Mac Donald, non siete stati i più furbi del reame. State comprando contraffazione e il danno non è solo per il brand. I prodotti tarocchi sono spesso realizzati con materiali tossici, plastiche radioattive o coloranti pericolosi. State letteralmente pagando per mettervi addosso un rischio sanitario.
Per acquistare in sicurezza, imparate a riconoscere i segnali di pericolo:
errori ortografici nelle descrizioni o nel nome del sito.
mancanza di informazioni sul venditore: un sito serio deve esporre chiaramente denominazione, Partita IVA, indirizzo fisico e contatti nella homepage.
Assenza del marchio "CE" (che indica la conformità agli standard di sicurezza europei) o istruzioni non disponibili in lingua italiana.
Pre-flight checklist per i vostri acquisti:
[ ] Il prezzo sfida le leggi della fisica: Se è troppo basso, c'è una trappola.
[ ] Sito analfabeta: Errori ortografici imbarazzanti e descrizioni approssimative.
[ ] Trasparenza cercasi: Mancanza di Partita IVA, indirizzo fisico o contatti chiari sulla homepage.
[ ] Etichette sospette: Assenza del marchio "CE" o istruzioni non disponibili in lingua italiana.
Prima di un acquisto dubbio, puoi consultare il Safety Gate, il sistema di allerta rapido europeo che segnala i prodotti pericolosi già ritirati dal mercato. Se un oggetto emana cattivi odori o presenta difetti evidenti, meglio non rischiare: la tua salute vale più di un affare.
La vera forza del consumatore non risiede nella velocità de suo pollice, ma nella conoscenza dei propri diritti. Agire con calma, analizzare le informazioni e non lasciarsi sedurre da offerte inverosimili sono i pilastri di un consumo responsabile. Conoscere il Codice del Consumo e diffidare delle trappole digitali trasforma l'acquisto da un rischio a un'opportunità consapevole.
Ora che sapete come funziona lo scudo della legge e che l'AGCM vigila sui furbetti, la palla passa a voi. Continuerete a fidarvi ciecamente del primo tasto verde che incontrate o inizierete finalmente a leggere le scritte piccole?
Spazio ai progetti degli studenti! Sul giornale web del nostro Istituto debutta "REWIND 900 – Interviste sulla storia di fine secolo", un originale lavoro di ricerca e memoria storica curato interamente dai ragazzi della classe 3M.
REWIND '900: viaggio negli anni '80
a cura della 3 M
Gli anni Ottanta si aprono sotto il segno del cambiamento. È un decennio che corre veloce, tra luci al neon, musica ad alto volume e un nuovo clima politico internazionale. Dopo le tensioni degli anni Settanta, il mondo occidentale cerca stabilità e rilancio economico, mentre la Guerra Fredda vive le sue ultime fasi prima della svolta storica che porterà alla fine di un’epoca.
Ma gli anni Ottanta sono anche cultura di massa, televisione commerciale e rivoluzione tecnologica: il personal computer entra nelle case, la musica pop domina le classifiche con icone come Michael Jackson, e l’immaginario collettivo si colora di consumismo, moda e spettacolo, sono anni rivoluzionari
Il 23 novembre 1980 un forte terremoto colpì il Sud Italia, causando gravi danni anche a Napoli e in molte zone della Campania. Questo evento è ricordato come il terremoto dell’Irpinia, perché l’epicentro si trovava tra le province di Irpinia, Avellino e Salerno.
La scossa principale avvenne alle 19:34 e durò circa 90 secondi. Fu molto forte, con una magnitudo di circa 6.9 della scala Richter. In tanti paesi dell’entroterra campano le case crollarono completamente. Anche a Napoli si registrarono danni a edifici, chiese e palazzi antichi, soprattutto nei quartieri più vecchi e popolari.
Il terremoto causò circa 3.000 morti, migliaia di feriti e oltre 250.000 sfollati. Molte famiglie rimasero senza casa e furono costrette a vivere per mesi nelle tende o nei prefabbricati. I soccorsi arrivarono da tutta Italia, ma nei primi giorni ci furono ritardi e difficoltà nell’organizzazione degli aiuti.
Il terremoto del 1980 è ancora oggi uno degli eventi più drammatici della storia recente del Sud Italia. Ogni anno, il 23 novembre, si ricordano le vittime e si riflette sull’importanza della prevenzione e della sicurezza degli edifici, per evitare che tragedie simili possano ripetersi.
Nell'ambito del nostro viaggio con "REWIND 900", noi ragazzi della 3M abbiamo voluto superare le fredde cifre dei libri di testo per dare voce alla storia vissuta sulla pelle delle persone. Per capire cosa significò davvero trovarsi nel cuore di quella catastrofe, abbiamo incontrato Antonio.
Attraverso i suoi ricordi lucidi e profondi, siamo tornati a quella sera delle 19:34: il boato improvviso, il buio, la solidarietà nata tra le macerie e il dolore per i soccorsi che tardavano ad arrivare. Una testimonianza potente che trasforma il dovere della memoria in una lezione viva per il nostro futuro.
Ecco l'intervista completa.
Giornalista: sono passati decenni, ma quel 23 novembre sembra non passare mai. Cosa ricordi di quei 90 secondi delle ore 19:34?
Antonio: Ricordo il silenzio che è venuto dopo. Prima c'è stato un boato che saliva dalla terra, come se un treno merci stesse passando sotto il pavimento. La luce è saltata subito. Mia moglie ha urlato, io ho afferrato i bambini e ci siamo buttati sotto l'architrave della porta. Poi, il buio pesto e l'odore della polvere di calce che ti riempiva i polmoni. Non riuscivi a respirare, non riuscivi a vedere.
Giornalista: Si parla spesso del ritardo dei soccorsi. Qual è stata la vostra percezione sul campo?
Antonio: La percezione è stata di un abbandono totale per le prime 24 ore. Eravamo noi, a mani nude, a scavare tra le macerie guidati dalle grida che venivano da sotto. Non c'erano ruspe, non c'erano elicotteri. C'era solo il gelo dell'Appennino e il rumore delle pietre spostate a mano. Quando abbiamo visto i primi soccorsi arrivare, era già passato troppo tempo per molti.
Giornalista: Il Presidente Sandro Pertini andò in TV con un discorso durissimo contro l'inefficienza della macchina organizzativa. Cosa significò per voi?
Antonio: Fu la nostra voce. Sentire il Presidente dire "Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci" ci fece sentire meno soli nel nostro dolore. È stato l'unico momento in cui abbiamo percepito che lo Stato, quello vero, si vergognava per noi.
Giornalista: Com'è cambiata la vita dopo quella sera?
Antonio: Niente è stato più lo stesso. Abbiamo vissuto nei prefabbricati per anni, "l'esilio" in casa propria. Il terremoto dell'80 non ha buttato giù solo le case; ha sbriciolato il tessuto sociale. Molti giovani se ne sono andati e non sono più tornati. Resta il cemento della ricostruzione, ma il cuore di quei borghi, quello è rimasto sotto le pietre.
Un sogno che diventa realtà
a cura della 3 M
Negli anni 80 si iniziava a respirare un’aria nuova. I ragazzi sperimentavano i primi videogiochi come Pac-Man, al cinema uscivano film leggendari come Star Wars. La tecnologia faceva passi da gigante e la musica era piena di energia.
Purtroppo, però, la realtà fuori casa era un po' spaventosa per i nostri genitori. L'atmosfera nazionale era pesante, segnata indelebilmente dagli Anni di Piombo. In quel periodo, la violenza politica era una costante: gruppi estremisti usavano le armi per diffondere paura, rendendo le città luoghi in cui non ci si sentiva mai del tutto al sicuro. Il culmine di questo dolore fu toccato il 2 agosto 1980 con la Strage di Bologna. L'esplosione della bomba alla stazione rimane uno dei momenti più bui della storia d'Italia, una ferita insanabile che spezzò le vite di decine di persone. Sullo sfondo, il panorama internazionale non offriva certezze. La Guerra Fredda teneva il mondo col fiato sospeso, con gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica perennemente ai ferri corti.
In questo scenario così complesso, Napoli viveva il suo personale paradosso. Erano anni in cui la città si trovava a gestire ferite profonde e delusioni cocenti, cercando di rialzarsi da momenti drammatici. Eppure, proprio tra quelle difficoltà, iniziavano a germogliare sogni che sembravano irraggiungibili...
C’è una frase rimasta famosa che apparve su un muro del cimitero: "E che vi siete persi!", scritta per comunicare ai defunti che stavano succedendo cose incredibili. Anche all'estero tutti parlavano di Napoli, perché era la vittoria dei ‘piccoli’ contro i ‘giganti’.
Maradona era diventato un simbolo perché rappresentava la vendetta dei poveri contro i ricchi. Per i napoletani era come un santo laico (infatti in molti quartieri ci sono ancora altarini a lui dedicati). Ha restituito dignità a un popolo che veniva trattato male. Ha dimostrato che anche chi viene dal nulla può diventare il numero uno. Lo scudetto del 1987 è stato un riscatto sociale. Ha fatto capire ai napoletani che potevano vincere, che non erano inferiori a nessuno. Non aveva vinto solo una squadra, ma una città intera che voleva ricominciare a sorridere dopo anni di tristezza.
1) Quanti scudetti del Napoli hai vissuto ?
Finora 4 e speriamo di più
2) Quanti anni avevi quando il Napoli ha vinto il primo scudetto?
In quel periodo ero un ragazzino di 12 anni
3) Te lo aspettavi (che il Napoli vincesse)?
In fondo ci speravo, ma nessuno se lo aspettava perchè il Napoli l'anno prima, nonostante la presenza di Maradona, non era andata molto bene
4) Quanto è stato importante il contributo di Maradona?
Maradona era un giovane calciatore del Barcellona, molto forte, e non si pensava potesse arrivare al Napoli, anche perchè le squadre più forti all'epoca erano Juve, Milan, Inter e Roma. Quando arrivò a Napoli nel 1984 la città era provata da tanti eventi nefasti e le persone erano stanche e insoddisfatte, un po' come Diego che veniva dalla periferia di una città argentina in cerca di riscatto e divenne così il simbolo di orgoglio per i napoletani.
5) Dov’eri e cosa hai fatto quando il Napoli ha vinto il suo primo scudetto?
Mi trovavo a casa con papà e alcuni parenti e ricordo che a tutti scoppiava il cuore di gioia. Eccezionalmente Rai 3 trasmise la partita in TV poi mi precipitai sotto casa in piazza, a Posillipo, che era diventata tutta azzurra tra striscioni e bombolette spray comprate con i soldi raccolti tra noi ragazzi
6) Cosa ha rappresentato per Napoli quello scudetto ?
Un riscatto sociale e una grande soddisfazione