MARTE
Il nome Marte deriva dalla divinità greca ARES, dio della guerra, invece in latino era MARS (nel mondo storico). Invece nell’astronomia è uno dei cinque pianeti che si può guardare a occhio nudo dalla Terra. Marte è un pianeta che si trova nel sistema solare e appare rosso a causa dell'altissima concentrazione di ossidi di ferro (composto chimico da ferro e ossigeno) sulla sua superficie e nell'atmosfera. Il suolo è ricco di minerali ferrosi, che si sono ossidati nel corso di miliardi di anni. Un essere umano su Marte vivrebbe meno di 1-2 minuti a causa della mancanza di ossigeno e della bassissima pressione atmosferica. Su Marte ci sono circa -60°/-63° e nei casi più estremi ci sono circa -140°, nei casi più caldi ci sono circa +20°.Un volo partendo dalla terra per Marte è lunghissimo e ci vogliono circa 9-8 mesi di viaggio con un razzo normale, alla velocità di 20.000 km/h.
Io ho scelto di parlare di Marte perché mi ha ispirato la storia da dove deriva il suo nome e perché mi piace molto la scienza e sapere le cose sui pianeti e un giorno spero di sapere più cose sui pianeti. Spero che questo tema vi ispiri quanto a me.
OLIVIA ALICE LANGE 2C.
LA MISSIONE APOLLO 11
Tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta del Novecento, l’America era impegnata nella Guerra Fredda contro l’Unione Sovietica.
Intanto l’URSS lanciò nello spazio lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale della storia e tutto ciò fece infastidire l’America, quindi il presidente americano Dwight Eisenhower fondò la National Aeronautics and Space Administration o più comunemente “NASA”.
La Nasa diede inizio al programma Mercury, con la finalità di portare un uomo in orbita geocentrica (cioè la teoria in cui la Terra è al centro di tutto. Prima si credeva che essa fosse in mezzo a tutto il sistema solare, quindi si pensava che tutti i pianeti le orbitassero intorno, compreso il Sole, ma tutto ciò venne smentito dall’ astronomo toscano Galileo Galilei. Tuttora però solo la Luna rimane in orbita geocentrica e quello era l'obiettivo).
Il 12 aprile 1961 gli statunitensi vennero di nuovo anticipati perché il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin divenne la prima persona nello Spazio e anche il primo a orbitare intorno alla Terra. Il 5 maggio 1961, però, Alan Shepard divenne il primo americano nello spazio, completando un volo suborbitale (cioè non essere completamente in orbita terrestre superando la barriera dei 100 km per entrarci e neanche di superare la velocità di 28.000 km/h per restarci) di 15 minuti.
Per Kennedy era intollerabile che l’Unione Sovietica fosse superiore agli Stati Uniti nell’esplorazione spaziale, però essa possedeva razzi con la capacità di carico più elevata, quindi per gli Stati Uniti si presentava una sfida che andava oltre la capacità di produzione di sistemi balistici di quella generazione.
Quindi al Congresso degli Stati Uniti per "Urgenti necessità nazionali" dichiarò:
“Credo che questa nazione si debba impegnare a raggiungere l'obiettivo, prima che finisca questo decennio, di far atterrare un uomo sulla Luna e di farlo tornare sano e salvo sulla Terra”.
Il progetto di far atterrare un uomo sulla Luna aveva già un nome: Programma Apollo. Quando Kennedy incontrò Nikita Chruščëv, il leader dell'Unione Sovietica a giugno del 1961, gli propose di rendere l'allunaggio un progetto congiunto ma Chruščëv non accettò l'offerta. L'idea di missione lunare congiunta fu abbandonata dopo la morte di Kennedy.
Il 20 novembre 1967, furono annunciati ufficialmente I piloti scelti per questa missione (Apollo 11): Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin.
Durante la prima conferenza stampa dopo l'annuncio dell'equipaggio dell'Apollo 11, la prima domanda detta da un giornalista fu: "Chi di voi signori sarà il primo uomo a mettere piede sulla superficie lunare?" Slayton, uno dei sette astronauti originali del programma Mercury Seven rispose che non era ancora stata presa una decisione, e Armstrong aggiunse che non era basata su desideri personali.
Durante il giorno del lancio circa un milione di spettatori hanno assistito dal vivo al lancio dell'Apollo 11 riempiendo le autostrade e le spiagge vicine alla base di lancio mentre circa 650 milioni hanno assistito al lancio tramite televisione.
Il 16 luglio 1969 alle 13:32:00 UTC ed entrò in orbita terrestre dodici minuti più tardi a un'altitudine di 185,9 km, invece Il 19 luglio alle 17:21:50 UTC, Apollo 11 passò dietro la Luna e accese il motore in servizio per entrare in orbita lunare. L'equipaggio ebbe anche modo di osservare il luogo per l’allunaggio nel sud del Mare della Tranquillità a circa 19 km a sud-ovest del cratere Sabine D.
Dopo l’atterraggio alle 22:12 UTC Armstrong comunicò la decisione di procedere con la preparazione della prima attività extraveicolare anziché alle 6:17 UTC come programmato.
Alle 2:56:15 UTC, Armstrong dopo una breve descrizione della superficie e aver pronunciato la sua storica frase: "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un passo gigantesco per l'umanità", fece il suo primo passo fuori dal LEM e diventò il primo uomo a camminare sulla luna e anche in generale anche su un altro corpo celeste.
Infine il 24 luglio il Columbia (il modulo lunare con cui hanno ammarato in mare) ritornò sulla terra, esattamente vicino all’atollo Johnston, e vennero messi in quarantena per circa 3 settimane.
Non c’è che dire, è stata una delle missioni più belle di tutta la storia mondiale.
Federico Mazzeo 2°A
Vivere sugli altri pianeti
Immagina di vivere su un altro corpo celeste del sistema solare: cosa accadrebbe?
01 Mercurio
Se ipotizzassimo la vita su questo pianeta le cose sarebbero molto complesse per la sua vicinanza con il sole e l’assenza di atmosfera. Infatti se andassimo dal lato soleggiato il terreno sarebbe incandescente, con una temperatura di 430°C, e quindi moriremmo bruciati; d'altro canto però se si andasse dal lato in ombra ci troveremmo in un ambiente talmente freddo che moriremmo congelati perchè il tempo di rotazione è molto lungo: questo lato quindi si va a raffreddare a tal punto che può toccare picchi di -180°C gradi.
Un giorno su Mercurio equivale a 176 giorni terrestri.
02 Venere
Vivere sul pianeta della dea della bellezza non è poi così bello in realtà...perché la temperatura è di 460°C e, anche qui, moriremmo bruciati.
Oltre a questo ci sono delle grosse nubi tossiche che impedirebbero di vivere ma anche solo di vedere il sole.
Un giorno su Venere equivale a 243 giorni terrestri.
03 Luna
Siccome sappiamo come sia vivere sulla Terra direi di cedere questo posto al nostro satellite.
La Luna come Mercurio non ha un'atmosfera perciò sarebbe bombardata dai raggi UV. Però si dice che nel cratere sud ci potrebbe essere dell’ acqua congelata che potrebbe permettere di fabbricare dell’ossigeno. Ma ci sono altri problemi come ad esempio la gravità: infatti se un adulto di 78 Kg andasse sulla luna peserebbe 12 Kg; io invece di 49 Kg peserei 8Kg. Però c’è una grande fortuna: la vicinanza con la terra che permetterebbe degli spostamenti facilitati.
Un giorno sulla Luna equivale a 28 giorni terrestri.
04 Marte
Marte da sempre è il primo obiettivo di colonizzazione per l’umanità. L’unico pianeta roccioso oltre la Terra che abbia una, seppur tenue, atmosfera (1/100 di quella terrestre) e una qualche prospettiva di stabilircisi. Forse un giorno sarà possibile ma solo sviluppando tecnologie che oggi non esistono.
Non essendoci un campo magnetico la superficie è perciò bombardata in continuazione da raggi cosmici e da venti solari, potenzialmente fatali per qualsiasi forma di vita.
La temperatura in media è di -55°C
Un giorno su Marte equivale a 24h 27m 00sec terrestri.
05 Giove
Il pianeta più grande del sistema solare non possiede mezza roccia, escluso il nucleo (che però per colpa delle pressioni sarebbe irraggiungibile), che ci permetta di appoggiarci su qualcosa: infatti è anche detto il gigante gassoso.
La temperatura oltretutto è di -108°C.
E non pensate che abbiamo finito: Giove è famoso per le sue radiazioni quindi direi proprio di non trasferircisi.
Un giorno su Giove equivale a 9h 55m 00sec terrestri.
06 Saturno
Saturno presenta gli stessi problemi di Giove quindi lasciamo ogni speranza.
Però se vi interessa la temperatura è ancora più fredda: si aggira intorno ai -138°C.
Un giorno su Saturno equivale a 10h 47m 00sec terrestri.
07 Urano
Partiamo dal presupposto che Urano ha una temperatura di -193°C. Inoltre non ha atmosfera però ha del ghiaccio quindi con qualche tecnologia si potrebbe creare dell’ ossigeno ma in ogni caso la distanza da noi non è d’aiuto.
Un giorno su Urano equivale a 17h 14m 00sec terrestri.
08 Nettuno
Nettuno è già escluso in partenza per via della sua temperatura di -200°C e della distanza dalla terra di 4,5 miliardi di km. Però ha una luna di nome Tritone che ha una specie d’atmosfera ed avrebbe il sole che sorge ad Ovest e tramonterebbe ad Est.
Un giorno su Nettuno equivale a 15h 58m 00sec terrestri.
Prima di concludere però vi spiego perchè cambia di pianeta in pianeta la durata di un giorno.
Questo fattore varia per via della distanza dal sole e dalla velocità che ci mette il pianeta per fare un giro completo del suo asse.
Dunque ,in conclusione, nonostante l’Italia non vada ai mondiali non c’è pianeta che ci possa ospitare per rifugiarci dalla vergogna quindi cerchiamo di mantenere la nostra terra sana perché non c’è nessun pianeta B.
Emanuele Lusetti 2°C
SPUTNIK 2 E LA CAGNOLINA LAIKA
In questo articolo volevo parlare di una delle prime missioni spaziali che fecero partire la corsa allo spazio tra Unione Sovietica e USA. Il nome della missione è Sputnik 2 e venne lanciata nel 1957 a Novembre dall’Unione Sovietica con l’obiettivo principale di studiare come un organismo vivente reagisce e sopravvive alle condizioni del volo spaziale. Lo Sputnik 2 era un satellite artificiale che partì da Baikonur per inserirsi nell’orbita terrestre: infatti, in questa missione, non si parlava di “arrivare a una destinazione”. Per raggiungere il loro obiettivo i sovietici mandarono nello spazio una cagnolina di nome Laika, che però morì nelle prime ore dopo il lancio e il missile bruciò nell’atmosfera: era l’Aprile del 1958. La cosa positiva è che scoprirono che un organismo vivente può sopravvivere al lancio: la cagnolina Laika superò il decollo e l’ingresso in orbita viva. Ma non raggiunsero tutti gli obiettivi, tra cui era previsto un rientro in sicurezza di Laika. Inoltre ci furono problemi tecnici gravi: la missione mostrò che il controllo della temperatura e del supporto vitale era fondamentale, infatti Laika morì per il surriscaldamento e per lo stress, ma adesso è ricordata da tutti come il primo essere vivente ad essere andato nello spazio.
Alessandro Bigatti 3°B