«Giancarlo Bova … ha dato prova della sua competenza di paleografo, di diplomatista e di editore. Con i documenti dell’età dei Normanni, ha contribuito non poco alla storia di Terra di Lavoro e della sua Metropolia. I documenti consentiranno di scrivere una nuova storia della Terra di Lavoro, ma anche di conoscere nuovi aspetti della storia del Regno»
(Norbert Kamp, in Prefazione)
«Sono lieto, ora, di poter studiare la Sua opera magistrale completamente, e ne farò volentieri una recensione nella rivista Deutsches Archiv für Erforschung des Mittelaltes».
(Hans Martin Schaller, in Capuaonline)
«The situation at Capua during this period is so interesting, and you have done full justice to these documents»
(Virginia Brown, in G. BOVA - C. ALPOPI, in Aspects of Economical Life and Holy Architecture in during the Middle Ages, cit. )
«Giancarlo Bova riavvia un preciso programma di ricerche fondamentali per la ricostruzione dell’intero corpus archivistico capuano, con l’intento di restituire alla ricostruzione della cultura europea un patrimonio di eccezionale valore per la storia della civiltà medievale del nostro Mezzogiorno»
(Luciano Orabona, in Presentazione)
«Après avoir édité de nombreux documents capouans des périodes normande et souabe, Giancarlo Bova a rédigè un livre qui présente à destination d’un large public ce qu’était la vie quotidienne à Capoue aux XII-XIII s. De nembreux thémes sont passés en ruevue: l’organisation de l’espace, les différents populations, le temps, l’alimentation, l’habit, le mobilier, les religieux, …»
(Benoît-Michel Tock, in «Scriptorium»)
«Il lavoro di edizione delle pergamene dell’Archivio diocesano di Capua è stato avviato alla fine degli anni Cinquanta da Jole Mazzoleni e ora è stato ripreso da Giancarlo Bova, uno studioso formatosi alla sua scuola»
(Giovanni Vitolo, in L’erudizione storica a Capua)
«Non possono che sorgere apprezzamenti per la sistematicità concettuale che Giancarlo Bova espressamente persegue, servendosi di molteplici categorie interpretative al servizio di specifiche ipotesi di lavoro. Il discorso critico-esegetico non risulta mai generico o astrattamente formale, questo determina conclusioni sempre ben coordinate con l’ordine logico del ragionamento intrapreso»
(Donato Di Stasi, in «Fermenti»)
«Nelle opere di Giancarlo Bova la materia paleografica si fa viva e presente, a dimostrazione del fatto che tali studi non sono rivolti solo ad un pubblico altamente specializzato … In lui la materia paleografica si fonde con la storia, la linguistica, l’antropologia, l’archeologia, la filosofia; diventa un insieme armonico e piacevole, pur nell’ambito di un rigoroso metodo critico»
(Cristina Cantiello, in «Studi Storici e Religiosi»)