my writings

I "writings" ("scritti") che inserisco in questa sezione sono o riflessioni personali, oppure articoli non scritti da me ma che a mio avviso hanno un'importanza tale da trovare legittimo posto nella mia "home" virtuale. 
Il senso è "copiare un appunto importante per tenerselo sempre vicino", e, dal mio punto di vista, è un grande onore che faccio all'Autore.
Gli articoli non scritti da me saranno riportati in modo integrale -per correttezza- e con tutti i riferimenti -giustamente- (URL, autore).

Nel caso in cui gli "aventi diritto" non siano d'accordo in qualsiasi modo, sono pronto a rimuoverli dal mio sito in ogni momento.



I 10 migliori modi per distruggere tutta l'acqua sulla Terra

posted Dec 15, 2016, 2:10 AM by Vittorio Cagnetta   [ updated Dec 15, 2016, 2:17 AM ]

Post devastante del Dott. Jensen, che ho letto nell'ottimo blog del Prof. Ugo Bardi: " Effetto Risorse ". (Leggete i suoi post, così, tra le letture cazzatine quortidiane, vi rendete conto del Problema vero N.1 della nostra vita e di quella dei nostri figli.)
Ringrazio quindi, oltre al Prof. Bardi, anche Gianni Tiziano che ha tradotto un articolo di questo tenore (ed efficacia).




by Derrick Jensen • 24 Ago 2016

Derrick Jensen (nato il 19 Dicembre 1960) è un autore e ambientalista radicale americano (e critico di primo piano dell' ambientalismo tradizionale), vive a Crescent City, California. Secondo Democracy Now!, Jensen "è stato chiamato il poeta-filosofo del movimento ecologico." (fonte Wikipedia)


tradotto da Gianni Tiziano

----------------------------------------------------------------------------------------------------

L'intervento umano è stato responsabile per l'inquinamento e lo svuotamento delle risorse idriche ad un tasso criminale.

Mi piace guardare gli elenchi dei più grandi successi della nostra cultura. Sono sempre stupito, ad esempio, quando leggo dello sforzo stupendo che è stato fatto nella costruzione delle Piramidi di Giza: almeno 10.000 persone hanno lavorato 30 anni per erigere tombe giganti per i loro capi.

E non vedo come qualcuno potrebbe contenere l'eccitazione quando legge, per fornire un altro esempio, che la diga di Hoover è "uno dei più grandi successi dell'uomo" perché ha portato "ordine nella furia del Fiume Colorado, creatore del Grand Canyon e linea-vita del Sud-Ovest Americano."

E chi potrebbe essere in disaccordo con sentimenti come "Ogni volta che vedo un edificio salire verso il cielo, la vista delle condutture idrauliche - arterie finali di un meraviglioso sistema che sostiene la vita - evoca una particolare sensazione di stupore e di orgoglio."

Ma una cosa mi preoccupa di questi elenchi : si trattengono dal mostrare le realizzazioni più incredibili e importanti, quelle che realmente mettono in risalto il potere di questa cultura, che arrivano al nocciolo di ciò che questa cultura è, quelle che fanno sembrare banali le condutture idrauliche.

Così ho iniziato a fare gli elenchi da me stesso. Ecco un elenco di alcuni dei più grandi successi di questa cultura che hanno a che fare con l'acqua.

10. LAGO D'ARAL


Il lago d'Aral, il cui nome significa "mare di isole", perché ce n'erano più di 1.100, una volta era il quarto lago più grande nel mondo, e copriva più di 26.000 miglia quadrate. Ma alcune anime coraggiose, una intera cultura di loro, sono state in grado di vedere oltre, al di là della bellezza e del cibo e della fornitura d'acqua per i locali, e di vedere il valore reale sottostante. Essi hanno riconosciuto che questo lago era, come dicono loro, un "errore della natura" e un "evaporatore inutile". Hanno avuto l'audacia della visione per costruire dighe e scavare 200.000 miglia (321.000 chilometri, ndt) di canali per deviare l'acqua dai fiumi che erano abituati a fluire nel lago d'Aral invece che nel deserto per coltivare riso, meloni e cotone. Il progetto è stato un successo completo, nel senso che nel 1988 l'Uzbekistan era diventato il più grande esportatore mondiale di cotone.

Tutti sanno che qualunque acqua che raggiunge il mare è sprecata. Questo viene detto spesso dagli agricoltori di tutto il mondo. Lo dicono spesso politici e tecnocrati. E 'stato detto proprio quest'anno da un candidato alla presidenza degli Stati Uniti in un discorso di campagna elettorale. L'acqua potrebbe e dovrebbe essere utilizzata per alimentare l'economia.

Così la 10° più grande realizzazione di questa cultura è stata di assicurare che quasi niente dell'acqua che avrebbe dovuto raggiungere il lago d'Aral fosse "sprecata." Negli ultimi 50 anni, il lago d'Aral è decremetato a circa il 10% delle sue dimensioni iniziali.

Gran parte del lago originario costituisce ormai il deserto Aralkum, con terreno intossicato dal deflusso dei rifiuti agricoli. Ma questo non dovrebbe essere un problema a lungo termine perché il terreno viene soffiato via dal vento, portando i pesticidi lontani, come in Antartide, per essere preso dai pinguini, tra gli altri. Problema risolto.

Questo risultato, essenzialmente il prosciugamento del quarto lago più grande del mondo, così imponente, non è unico. Siamo anche stati in grado di diminuire il lago Ciad in Africa di circa il 90% e di prosciugare laghi dappertutto nel mondo, dal lago Tulare, una volta il più grande lago negli Stati Uniti a ovest del Mississippi, fino al Lago Poopó in Bolivia, e a ciò che era il terzo più grande lago d'Italia, il lago Fucino.

9. DISIDRATARE I FIUMI

Molti trattati stipulati tra il governo degli Stati Uniti e le Nazioni Indiane Americane hanno affermato che i trattati sarebbero rimasti in vigore fino a quando il vento soffiava e i fiumi scorrevano -- in altre parole, in perpetuo.

La nona più grande realizzazione è disidratare i grandi fiumi. Non si può più pensare che il flusso dei fiumi sia per sempre. Ad esempio, era abituale che il fiume Colorado scorresse quasi 1.500 miglia dalla montagna al mare. Ora l'acqua non è più sprecata, solamente come "linea-vita del Sud-Ovest Americano", ma invece è utilizzata per l'agricoltura e l'industria. Il fiume Colorado non raggiunge più il mare.

Allo stesso modo, l'Indo, una volta il 21 ° più grande fiume del mondo, con un flusso di 50 miglia cubiche all'anno, è stato ridotto a "sgocciolare a una magra foce," una volta ancora non è sprecato, ma usato per l'agricoltura e l'industria. Il flusso del Rio Grande è stato ridotto dell' 80% circa, quindi c'è ancora spazio per migliorare.

Il fiore all'occhiello è probabilmente il Fiume Giallo in Cina. E' il sesto fiume più lungo del mondo, con circa 3.400 miglia. Un po' più corto adesso, perché la sua acqua viene utilizzata invece che essere sprecata, in un anno non raggiunge il mare fino a 230 giorni.

Il venticinque per cento dei fiumi non raggiungono non più gli oceani. Ne abbiamo lasciati solo tre su quattro da sistemare affinché non venga sprecata l'acqua dei fiumi.

8. DISIDRATARE LE FALDE ACQUIFERE

E' un grande risultato, quello di disidratare laghi e fiumi, ma ci vuole ancora più potenza per disidratare le falde acquifere (strati sotterranei di roccia o fango che contengono acqua). Le falde acquifere possono essere immense. La Ogallala Aquifer negli Stati Uniti, per esempio, sottostante a 174.000 miglia quadrate, una volta aveva un volume di circa 1.000 miglia cubiche di acqua. La domanda diventa: come si può scaricare qualcosa di così vasto e sotterraneo, come quello? Non si può tirare fuori un rubinetto gigantesco. E dal momento che è ricaricata ampiamente dalla pioggia, non è sufficiente semplicemente mettere delle dighe sugli affluenti.

La soluzione è semplice ed elegante: si pompa fuori l'acqua. Per fare in modo che non sia sprecata sottoterra, ma usata per coltivare il cotone e altre colture. La trasformi in denaro. Naturalmente non si può fermare la pioggia, ma così a lungo tu pompi fuori l'acqua più velocemente di quanta entra (e pompano fuori circa 6 miglia cubiche all'anno solo da quella falda acquifera), e così tanto a lungo tu perseveri con questo, puoi eventualmente raggiungere il tuo obiettivo.

C'è ancora molto lavoro da fare per prosciugare la falda acquifera Ogallala, ma, finora, siamo stati in grado di pompare fuori abbastanza acqua, di modo che in alcuni luoghi i pozzi devono essere 300 piedi (91 metri, ndt) più profondi che prima, agli inizi del prelievo.

E come con il lago d'Aral, stiamo realizzando i nostri obiettivi in tutto il mondo : 21 delle 37 più grandi falde acquifere del mondo sono in calo significativo, e 13 di queste tendenti al collasso.

7. INTOSSICAZIONE DELLE ACQUE SOTTERRANEE

Il tecnocrate miliardario Elon Musk e altri hanno scritto che un modo per cercare intelligenze extraterrestri è cercare pianeti inquinati, dal momento che i processi industriali intrinsecamente inquinano, e l' intelligenza, nella loro prospettiva, intrinsecamente porta a processi industriali. Pertanto, un segno di intelligenza è l'inquinamento del proprio pianeta.

In questo spirito, il nostro settimo più grande successo sull'acqua è l'intossicazione delle acque sotterranee in tutto il mondo.

Questo risultato ha messo alla prova le nostre capacità, in parte perché questa acqua è sotterranea, e quindi è più difficile in certo modo fornirla di veleno, e anche perché queste falde acquifere sono così grandi.

Ma ogni cultura che potrebbe avere 10.000 persone a lavorare 30 anni per erigere tombe giganti ha mostrato una certa inesorabilità nel raggiungimento dello scopo, una inesorabilità che continua fino ad oggi.

Abbiamo tutti visto i video di persone la cui acqua di pozzo è stata così inquinata dal fracking, che possono aprire il rubinetto e accendere l'acqua col fuoco. Ma il fracking non è l'unico modo per inquinare le acque sotterranee, anche se l'idea di iniettare sostanze chimiche tossiche lontano sottoterra, ad alta pressione sufficiente a rompere formazioni rocciose stabili e infondere queste rocce con sostanze chimiche, è geniale. Anche lo stoccaggio di sostanze chimiche tossiche direttamente sopra falde acquifere funziona, poiché le sostanze chimiche affondano nel terreno. L'uso di insetticidi ed erbicidi funziona praticamente allo stesso modo.

Ed è un successo. Extraterrestri alla ricerca di segni di vita intelligente sicuramente riconoscerebbero questo come un segno della nostra intelligenza.

6. ACQUE SUPERFICIALI


Gli alieni riconoscerebbero la nostra intelligenza anche nel nostro trattamento delle acque di superficie. Quasi tutta l'acqua del mondo, dalle profondità dei più grandi oceani ai più piccoli ruscelli, è contaminata con tossine create dall'uomo. Si tratta di circa 330.000 miglia cubiche di acqua ormai contaminata.

Anche la sola contaminazione dell'acqua dolce del pianeta sarebbe un risultato straordinario, soprattutto se si considera che, fino a poco tempo fa, tutti gli esseri umani sulla Terra bevevano da fiumi e laghi.

In Cina, alcuni dei fiumi sono stati inquinati con così tanto successo che sono tossici al tatto. Siamo stati anche in grado di mettere le tossine in ogni "acqua biologica", cioè l'acqua contenuta in ogni essere vivente. Si tratta di un risultato assolutamente incredibile.

5. DIGHE IN INDIA

Il governo indiano sta facendo progetti per essere sicuro che nessuna acqua in India venga sprecata dal mondo naturale. Il piano è quello di costruire 3.000 nuove dighe e scavare 9.000 miglia di nuovi canali al fine di "ridisegnare il flusso naturale" di 37 grandi fiumi in modo che il governo possa "spostare" più di 40 miglia cubiche di acqua ogni anno.

4. PESCA ECCESSIVA

Ciò che è vero per l'acqua è vero per tutto e per tutti sul pianeta: se non è convertito in denaro (il combustibile che alimenta l'economia) è sprecato.

L' ambientalista Farley Mowat ha scritto in “Sea of Slaughter” (Mare del Massacro) : " E' probabilmente impossibile per chiunque viva in questo tempo, comprendere quanto fosse grande la vita dei pesci nelle acque del Nuovo Mondo quando l'invasione europea ha avuto inizio." Un esploratore ha dichiarato che le acque dei Grand Banks (Nord-Atlantico, ndt) erano "così brulicanti di pesci [che] potrebbero essere presi non solo con una rete, ma con cesti immersi [e appesantiti] con una pietra." Un altro esploratore ha osservato che c'erano così tanti pesci enormi -in questo caso merluzzi-" che a volte arrestavano il passaggio" delle navi. E un altro esploratore: "I merluzzi sono così spessi da riva che noi con difficoltà possiamo remare con una barca attraverso di loro."

Questo era un sacco di pesce che andava sprecato. Ancora di più, potremmo fare commenti simili su tanti altri pesci che erano altrettanto comuni. Aringhe. Haddock (Asinello, Eglefino). Halibut. Salmone. Platessa. Anguilla. Un sacco di pesce andava sprecato.

Il cielo era anche pieno di uccelli che mangiavano questi pesci, e il mare era pieno di balene e foche che mangiavano questi pesci. Così tanti pesci, così tanti uccelli, così tante balene, così tante foche, tutti erano sprecati.

Così, la realizzazione numero quattro è la cattura di tutto questo combustibile per l'economia. I grandi banchi di merluzzo sono finiti, i grandi stormi di uccelli marini, i grandi branchi di balene e foche. Finiti finiti finiti. Non sono più sprecati. Finiti!

3. PLASTICA

L'invenzione della plastica è una straordinaria realizzazione in sé : la creazione di qualcosa che a tutti gli effetti non decade. Sviluppata tra la fine del 19° secolo e l' inizio del 20°, è entrata in produzione di massa nel 1930. La sua produzione si è impennata da allora e, con l'economia industriale, ora la produzione è di quasi 300 milioni di tonnellate all'anno.

Molta di questa plastica finisce in mare – se fosse tutta sulla riva, ogni anno sarebbe sufficiente per riempire cinque sacchetti della spesa per ogni piede (30 centimetri, ndt) di costa in tutto il mondo. C'è abbastanza plastica in mare da causare isole galleggianti delle dimensioni di grandi stati. Abbastanza plastica nell' oceano da essere più numerosa che il fitoplancton (base della vita negli oceani, e in effetti della vita sulla Terra, in quanto produce l'ossigeno per un respiro su due degli animali su questo pianeta) di 10 a uno. Abbastanza plastica sufficiente per causare che uno ogni tre pulcini di uccelli marini in alcune colonie nel Pacifico muoiano di fame, con le pance piene di plastica.

Abbastanza plastica per soffocare la vita degli oceani. E non decade. Che incredibile realizzazione.

2. CATTURE ACCIDENTALI

Se in qualche modo, nel 1870, tu avessi pesato tutti i pesci negli oceani, e facessi la stessa pesata oggi, il peso totale di tutti i pesci di adesso sarebbe di circa il 10% di quello che era allora. E, naturalmente, nel 1870 eravamo già sulla buona strada per fare in modo che nessun pesce andasse sprecato, cosicchè si può sicuramente dire che questa riduzione del 90% è seguita a riduzioni precedenti da quando questa cultura si è fatta strada in tutto il mondo.

Non contenti di queste riduzioni, continuiamo a uccidere i pesci per convertire i pesci in denaro, e anche a ucciderli e semplicemente gettarli di nuovo in mare senza alcuna ragione al mondo. Si tratta delle catture accidentali. La cattura accidentale succede quando recuperi la tua rete e trovi pesci morti (o uccelli o balene o foche o tartarughe o qualunque altro) di una specie diversa da quella per la quale sarai pagato. Circa il 40% di tutti i pesci catturati commercialmente vengono uccisi e gettati in mare. In alcuni settori, il rapporto fra le catture accessorie e le catture commerciali è di 20 a 1.

Il risultato è che gli scienziati stanno dicendo che, entro 35 anni, gli oceani potrebbero essere privi di pesce. Sarà stato necessario uno sforzo lungo e intenso, ma ne sarà valsa la pena per fare in modo che nessun pesce vada mai più sprecato, e anche affinchè i pesci - che sono stati in giro per 450 milioni di anni e sono sopravvissuti a multiple estinzioni di massa - capiscano che la loro capacità di sopravvivere è nulla in confronto alla nostra capacità di distruggere.

1. UCCISIONE DEGLI OCEANI



Questo ci porta alla nostra migliore realizzazione con l'acqua, sfortunatamente ancora “work in progress”, che è l' uccisione degli oceani su questo pianeta di acqua mediante intossicazione, riempiendoli di plastiche, con la pesca eccessiva, assordando gli oceani con il rumore artificiale fino a 260 db (in prima fila a un concerto rock è di 130 db, dolore e danni inevitabili per gli esseri umani a 140 dB; gli esseri umani muoiono a 160 dB; 260 db è 10.000 volte più intenso di una esplosione nucleare a 500 yards -457 metri, ndt-), con l'acidificazione degli oceani, con il dragaggio, causando l'aumento del livello del mare (uccidendo biomi in acque basse e sulla riva), e avanti e avanti e avanti.

Fai finta di essere tornato indietro 10.000 anni e di aver chiesto alla gente che hai incontrato quale sarebbe la realizzazione più difficile e ardua tra, da una parte, erigere enormi tombe (o, se è per questo, mettere una persona sulla luna) e, dall' altra parte, disidratare laghi, fiumi e falde acquifere e tossificare l' acqua in tutto il mondo, eliminando così tanta vita dagli oceani una volta incredibilmente fecondi (e fiumi e laghi e zone umide) in tal modo che effettivamente sono stati uccisi anche gli oceani stessi.

Le persone di 10.000 anni fa riderebbero di te e direbbero : "Che domanda stupida. Naturalmente sarebbe più difficile uccidere gli oceani. Nessuno potrebbe causare così tanta distruzione. Nessuno potrebbe trasformare tutto il mondo nella più grande tomba per tutti. E perché dovrebbe essere così stupido da volerlo ?"

GDM e Piripillo

posted Dec 15, 2016, 1:52 AM by Vittorio Cagnetta   [ updated Dec 15, 2016, 2:00 AM ]

Ma dove c...
-riformulo-
Ma dove Piripillo si mettono, con GDM, gli script da lanciare prima del Login e dopo (ossia subito prima della partenza del Desktop Manager -una volta effettuato il login-)???

(Forse) e dico forse, ho trovato la soluzione:
-prima del Login: /usr/local/etc/gdm/Init/Default
-prima del Desktop Manager: /usr/local/etc/gdm/PreSession/Default
edita sti cavoletti di files (sono semplici script di shell) e inseriscici lo scriptino-ino-ino tuo...

Spotify e FreeBSD

posted Dec 15, 2016, 1:43 AM by Vittorio Cagnetta

Inutile girarci intorno... è una pena! E... si, con Wine non mi funziona (sarà perchè il mio processore è a 64 bit e Wine funziona bene solo a 32?).
Allora, dopo tanto penare, mi segno la soluzione, memorandum per il futuro: Installare 3 bei programmini...
- Playonbsd (da pkg)
- Firefox Setup 21.0.exe (trovalo, ovviamente per WinzozzXP)
- install_flash_player.exe (sul sito Adobe, ovviamente per WinblowsXP)
Dopodichè, vai col tuo bellissimissimo Firefox per WicazzXP sul sito "https://play.spotify.com" e... enjoy! ;-)

Montare la .iso ed il bigliettino...

posted Oct 17, 2016, 9:06 AM by Vittorio Cagnetta

Ecco che spunta dalla storia passata della mia vita un bigliettino - classico post-it giallo- con il seguente comando:

> mount -o loop -t iso9660 ./immagine.iso  /mnt/cd_iso

... funzionerà in FreeBSD? non credo...


Ma me lo segno qui, prima che il bigliettino torni nel nulla...

Discorso sull'Open Source

posted Feb 23, 2015, 9:19 AM by Vittorio Cagnetta

"E' molto difficile far capire qualcosa a qualcuno il cui stipendio dipende dal fatto di non capirla". Upton Sinclair


In questi anni la Pubblica Amministrazione dello Stato Italiano si è affidata totalmente al software "Closed Source" (Microsoft Windows, Microsoft Office), spendendo milioni di € in licenze d'uso ogni anno ma sopratutto legandosi a doppio filo a sistemi intrinsecamente insicuri.


Perchè il software "Open Source" è più sicuro.

I fattori che rendono il sw "Open source" intrinsecamente più sicuro sono essenzialmente tre, anche se non sono i soli.

1) La trasparenza.
Ammettiamo che avete appena scaricato un programma, diciamo un giochino. Ammettiamo che in realtà il programmatore ha inserito nel programma del codice maligno, diciamo un trojan, che apre una porta nel vostro sistema verso ignoti a vostra insaputa. Se quel programma è "Open Source", proprio in virtù di questo fatto, sarà disponibile il suo codice sorgente. Ora, magari io non sono capace di leggerlo, ma migliaia di programmatori nel mondo sì. Essi identificherebbero il codice maligno, e denuncierebbero all'istante il truffatore pubblicamente.
Ed ecco che, proprio per la trasparenza del codice "Open Source", proprio in virtù di questo fatto, chi gioca sporco viene immediatamente individuato, denunciato, e bannato. Quando invece usate un sw "Closed Source", chi sa cosa c'è dentro? Un programma siffatto è come un'auto con il cofano chiuso e non apribile (legalmente) in nessun modo: io non la comprerei mai, a prescindere. E non si cullino coloro che dicono: "Ma io non scarico mai software di dubbia provenienza, uso solo programmi di grandi aziende conosciute"; questo non mette assolutamente al riparo l'utente da comportamenti "nascosti" del programma: non sono state di certo rare le notizie che alcuni dei più diffusi sw di grandi aziende informatiche (vedi: Windows Media Player) spiavano gli utenti e mandavano ad indirizzi governativi americani svariati dati (nella fattispecie, dati sui file multimediali riprodotti e se erano originali o non); e questo non è che uno degli innumerevoli casi. Si dice che a volte le backdoors erano semplicemente *imposte* alle grandi aziende di software, che purtroppo, semplicemente, non hanno potuto fare altro che adeguarsi. Si rimanda al caso Wikileaks per avere un'idea della portata dello spionaggio generalizzato hanno subito e probabilmente continuano a subire gli utenti nel mondo.

2) Le contro-misure informatiche.
Ogni programma che raggiunga un uso massiccio (mondiale, ma anche semplicemente nazionale) viene sottoposto da parte dei vari crackers ad un'attività approfondita e continua di scanning in cerca di falle di sicurezza. Chi ci sia dietro a questi individui è risaputo: a parte sporadiche azioni individuali, spesso dietro a questi crackers ci sono vere e proprie organizzazioni criminali, ma anche gli Stati. Serpeggia infatti, e non è un segreto, in modo non dichiarato ma non meno intenso una vera e propria guerra segreta che si svolge a livello informatico, fatta da misure informatiche che craccano le protezioni e rubano dati sensibili, e contro-misure informatiche che quelle misure vanno a neutralizzare. Un pò quello che succedeva (e ancora succede) con la "guerra elettronica" e le sue "misure e contro-misure elettroniche". 
Ripeto: *ogni* programma che abbia una valenza di uso di massa viene sottoposto a questo scanning, e riguardo ai soggetti attivi coinvolti che cercano misure per craccarlo ho parlato prima.
Ma chi, invece, studia le contro-misure? Qui i software "Open Source" e "Closed Source" si differenziano in modo netto.
Il sw "Open Source" è scritto e continuamente monitorato da migliaia di programmatori sparsi nel mondo, che, in virtu' del fatto di avere i sorgenti disponibili e visionabili, si mettono alla ricerca dei "bug" di sicurezza con il preciso scopo di evidenziarli e di "topparli" *prima* che un "malintenzionato" li possa sfruttare: è una ricerca continua, e soprattutto, "in tempo reale". 
Gli "aggiornamenti di sicurezza" sono una costante giornaliera nel modo "Open Source", che dà alle "patches" risolutorie un'importanza prioritaria.
Nel mondo "Closed Source" invece, chi fa questa ricerca è l'azienda produttrice, e non potrebbe essere altrimenti, visto che il codice sorgente è segreto, e visionabile solo, appunto, dai dipendenti dell'azienda stessa. Ma non crediate che questo è un vantaggio di sicurezza: anzi!
Le falle, anche senza il codice sorgente, possono essere tranquillamente scoperte (vedi: il reverse engineering). Ma il fatto che un team aziendale per forza di cose limitato -rispetto alla comunità "Open Source" sparsa per il mondo- non possa che rilasciare pacchetti "multipli" di patches (p.es.: i "Service pack" di Microsoft) è un fatto: un'azienda può avere un team che lavori H24 (comunque limitato), ma il suo lavoro semplicemente costa; per questa ragione i rilasci non possono che essere "toppe" multiple e scaglionate nel tempo; ma, purtroppo per l'utente, ciò potrebbe "essere troppo tardi". I cracker lo sanno, e giocano proprio nel tempo che intercorre tra il momento che un sw viene rilasciato (appena trovata la falla), e il momento in cui la stessa azienda rilascia il "Service pack" di contro-misure efficaci. 
Purtroppo, come dicevo, se io sono un utente sfortunato il cui sistema viene craccato una settimana prima del rilascio del pacchetto di contro-misure, anche se ripeto una settimana dopo il "Service pack" viene rilasciato, è per me una ben magra consolazione: forse ho già perso migliaia di Euro della mia carta di credito a causa di un "key sniffer", o forse peggio.
Questo è il motivo per cui io chiedo pubblicamente a Microsoft: "Potreste rilasciare pubblicamente i sorgenti di Windows così verrebbero monitorati in tempo reale dalla comunità Open Source 'world-wide' e io mi sentirei più sicuro? (Grazie mille)"

3) Il fattore sociale.
Questo fattore è molto più facile spiegarlo degli altri due precedenti: le aziende "Closed Source" per, diciamo così, una leggerezza dell'Antitrust americana, hanno raggiunto una diffusione mondiale, e, sopratutto, monopolista. In altri termini, se vado in un negozio di informatica troverò solo prodotti "Closed Source" ossia PC con Microsoft Windows o con Apple OSX. Le alternative "Open Source" in negozio sono rarissime.
Questo però identifica l'utente di questi prodotti, agli occhi dei crackers, come i target privilegiati dei loro sforzi: proprio in virtù della diffusione mondiale e generalizzata. Anche il cracking costa, e chi "pesca" cerca di adattare la "rete" in misura dei "pesci più diffusi". Ciò è una cosa logica. 
Per dirla in parole povere, adottando sw "Open Source" automaticamente mi metto al di fuori del mirino dei crackers (o comunque delle loro "attenzioni").


Sono questi i motivi principali (ma non gli unici) che hanno spinto le Agenzie di Sicurezza dei paesi più all'avanguardia a dotarsi di sistemi "Open Source". Ad esempio, la National Security Agency degli USA non solo ha adottato GNU/Linux come S.Operativo più sicuro nei suoi terminali, ma ne ha addirittura creato una sua versione "customizzata". 
"Sicurezza informatica" (quella vera, non quella palliativa degli Anti-Virus) e "Closed Source" sono concetti che si escludono reciprocamente.




Per finire, due punti.

I costi.
Non è una boutade dire che i monopolisti trattano l'utente come un soggetto che non può far altro che "adeguarsi" al prezzo che essi decidono.
E non è un segreto che molti programmi del mondo "Closed Source" sono eccessivamente onerosi. La situazione è andata migliorando solo e proprio grazie alle alternative "Open Source", che appunto si sono andate prefigurando come alternative vere e proprie (vedi: Open/Libre Office) rispetto alle controparti chiuse (Microsoft Office) e le aziende di queste ultime non hanno potuto far altro che abbassare un po' i prezzi. Tuttavia, la situazione rimane difficile per l'utente del sw "Closed Source": egli è diviso tra l'opzione di dotarsi di sw originale sborsando cifre ragguardevoli, o usare i codici illegali per craccare gli stessi per poi poterli usare gratis. Inutile dire però che quest'ultima opzione, oltre ad essere illegale, mette a rischio l'utente del "Closed source" a cracks che oltre a permettergli "la furbata" aprono anche il suo sistema a sua insaputa oppure lo infettano, e gli esempi a tal senso sono innumerevoli. Lascio la riflessione sulle due opzioni succitate nel caso in cui "l'utente" sia la Pubblica Amministrazione: è più etico spendere tanti, ma tanti, soldi pubblici, o risparmiarli e rischiare di infettare macchine con dati sensibili, e contemporaneamente infrangendo la legalità?
In ultimo, non è vero che, in un mondo "Open Source" le aziende informatiche fallirebbero (quelle di Antivirus forse): ci sono colossi del livello di Red Hat che vivono e prosperano vendendo il "supporto", ad un prezzo al di fuori di logiche monopolistiche (e quindi non esoso).


La libertà.
Ma il concetto più importante è la libertà, e più specificatamente la "libertà del sapere". 
E' questo, e solo questo, che ha spinto i primi programmatori "Open Source" a pubblicare i sorgenti dei loro programmi all'inizio degli anni '70: il sapere -e nella fattispecie il sapere informatico- non si può e non si deve secretare; ciò è semplicemente una condizione del progresso del genere umano. Vale più quest'ultimo, o i brevetti legati al profitto di poche aziende?
E' una riflessione etica, ma che nondimeno il legislatore dovrebbe adottare come un "faro" nelle scelte di indirizzo, almeno per individuare a quali sistemi dare una priorità di massima.

Da .pdf a .jpg: la soluzione definitiva

posted Dec 19, 2013, 2:17 AM by Vittorio Cagnetta   [ updated Dec 19, 2013, 2:19 AM ]

Ci provi sempre, ma i caratteri, poi, sul .jpg, si leggono male... Try this instead:

convert -density 288 -background white -alpha off test.pdf -resize 25% test.jpg

Git, questo sconosciuto

posted Jun 4, 2013, 7:12 AM by Vittorio Cagnetta   [ updated Jun 7, 2013, 12:45 AM ]

(Articolo di informatica pensato per i programmatori).

Git è un programma che serve a lavorare sul codice in modo condiviso.

Ecco cosa mi ha scritto Chris della Novell/SUSE...

Casella di testo

[...]

First create a repo:

 

Install git (There is git for nearly every OS on the planet) there is agood chance you can install it from your standard package manager. (apt, yum, zypper, ....)

 

the go to your project folder (a copy ? ) and run git init

This will create a .git folder in your project. Your project is now a git repo!

 

after that add the files to the repo:

git add * ( Adds the files to the repo)

git commit -a -m "initial commit" commits the (added files to the repo)

 

you now have all your content in a version repo! for more read the git book http://git-scm.com/book

 

Now sharing. This is only a bit more work.

 

Go to github.com (my favourite git repo provider) and get an account.

 

set up ssh keyless entry with github: https://help.github.com/articles/generating-ssh-keys

(I dont get the xclip bit either. just copy you pubkey and paste it to the form in the webpage)

 

create a repo on github.

https://help.github.com/articles/creating-a-new-repository

 

the add this remote repo to your local repo.

git remote add github git@github.com:yourname/easybashgui.git

 

you find this link in the repository page when you press the ssh button.

 

then do a git push github master and your files will be uploaded!

 

[...]

 

Cheers



Alcuni concetti sparsi...

1) in un terminale, con cd, => vai nella cartella del progetto...
2) git init ; git add * ; git commit -a -m "initial commit" ; git remote add github git@github.com:[user]/BashGui/easybashgui.git  # solo una volta giusto per iniziare...

1) in un terminale, con cd, => vai nella cartella del progetto...
2) git pull github master # "pull" prende il repo remoto e lo porta IN LOCALE (si fa prima sempre questo, per includere le modifiche fatte da altri)
3) cambi il codice, fai miglioramenti, ecc.ecc.ecc.
4) git commit -a # serve a registrare in git le modifiche che hai fatto IN LOCALE...
5) git tag -a 8.0.0 -m "New 'git' EBG version!" # cambi versione IN LOCALE (facoltativo, se vuoi farlo)...
...e alla fine:
6) git push github master # "push" manda IN REMOTO le modifiche che hai fatto (se *non hai* cambiato la versione)...  ;-)
...oppure...
6) git push --tags github master # "push" manda IN REMOTO le modifiche che hai fatto (se *hai* cambiato la versione)...  ;-)

Il femminicidio

posted May 3, 2013, 5:47 AM by Vittorio Cagnetta

Spero che nessuno mi equivochi in questo commento per me profondamente sentito, e, sperando di evitare fraintendimenti, affermo che sono un uomo che ama sua madre che l'ha messo al mondo, sua moglie che lo ha salvato, e sua figlia che rappresenta "la luce dei suoi occhi". Sono un uomo che crede che se il potere l'avessero avuto le donne avremmo avuto molte meno guerre e inquinamento, perche' le donne in quanto mamme in atto o potenziali non distruggono mai l'ambiente dove dovrebbe nascere e crescere la loro prole, ed inoltre il genere femminile è stato dotato in natura di una particolare sensibilità e rispetto per la vita altrui, talmente forti che lo rendono praticamente incapace di fare atti di violenza cosi' disumana come quelli che l'Autrice ricordava in questo post.(*)

Cio premesso, bisogna capire una buona volta che il femminicidio e' la *naturale* conseguenza di questo tipo di societa' deviata.

Questo per tre motivi.
1) La donna E' USATA, suo malgrado, dalle campagne mediatiche di propaganda commerciale in modo asfissiante e continuo, con la conseguenza che queste ultime finiscono per disumanizzare la donna da persona a "bambola" da desiderare. Tenete presente che un desiderio, se irraggiungibile, diventa causa di dolore (lo dice Buddha) e io aggiungo: quindi odiato.
2) E' una societa' in cui non esiste il valore del rispetto per l'altro, e spesso alla fine vale solo la legge del più forte. Punto.
E' una triste verità. Prendetene atto voi che credete ancora di vivere in un "contesto cvile". Vi faccio una domanda: se lasciamo la forma, ed entriamo nella testa delle persone, siete cosi' sicuri che sia cosi' convintamente accettato il "contesto civile"?
3)Non esiste il valore di forza interiore ed esteriore, tesa anche alla difesa propria, se dovesse servire. Questo sia per colpa della societa' che ha deinvidualizzato il "farsi giustizia", sia per colpa nostra che siamo alla completa mercè di chi è piu' grosso di noi se ci trovassimo un giorno soli. E questo non fa che favorire ancora di piu' l'avverarsi di episodi efferati, in cui la donna viene travolta in virtu' della semplice forza fisica, che nella specie umana hanno in misura maggiore gli individui maschi. Le donne affollano le palestre di aerobica e curano molto il gluteo, ma la difesa personale, quella interessa davvero a poche, molte delle quali perche' hanno passatoo o rischiato di passare brutte esperienze.

Un consiglio di cuore alle nostre sorelle, tutte vittime loro malgrado della societa' che le mercifica, che non contempla valori etici e impone loro di essere sempre belle ma non forti di spirito e di corpo: studiate le Arti marziali.
Potrebbe non bastare, ma vale il principio:
"SE DEVO MORIRE, TU MORIRAI CON ME ORA".

(*): Il post era questo: Mentecritica. Il Femminicidio: La Nuda verità

Incidenti nucleari: da Chernobyl a Fukushima, le cifre nascoste e l’addomesticamento del pubblico

posted Jan 17, 2013, 7:11 AM by Vittorio Cagnetta   [ updated Jan 17, 2013, 7:21 AM ]

Pubblicato il 17 gen 2013 da Davide Mazzocco

(URL originale: http://www.ecoblog.it/post/48037/incidenti-nucleari-da-chernobyl-a-fukushima-le-cifre-nascoste-e-laddomesticamento-del-pubblico? )

È destinato a far molto rumore l’articolo sul dossier scientifico multimediale del CNRS(Centre National de la Recherche Scientifique), relativo al nucleare e rivolto al grande pubblico, diffuso ieri sulle pagine di Rue89 e firmato da Thierry Ribault. Nell’articolo Ribault fa subito una premessa spiegando di volersi dissociare dall’atteggiamento tenuto dal dossier “destinato ad addomesticare le masse e a tacere la vera situazione di Fukushima”.

L’aggettivo “scientifico”, relativamente al dossier, viene messo fra virgolette da Ribault che mette a confronto le cifre degli organismi mondiali deputati al controllo degli effetti dei disastri nucleari.

Le cifre di Chernobyl

Vediamo nel dettaglio i numeri. Nel dossier CNRS si parla di un rapporto dell’OMS(Organizzazione Mondiale della Sanità) e dell’AIEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) sulla catastrofe di Chernobyl effettuato nel 2005: a quasi vent’anni dall’incidente avvenuto nel 2006, il dossier, sotto l’egida delle Nazioni Unite, parla di 50 vittime immediate e di 2000 decessi fra i 200mila esposti.

Le cifre dell’Union of Concerned Scientist e della New York Academy of Sciences parlano, rispettivamente, di 25mila morti e di 211-245mila decessi a 15 anni dalla catastrofe. Si tratta di un gap impressionante. Un rapporto del Governo ucraino cita 2,25 milioni di persone esposte, di cui circa mezzo milione di bambini. Fra il 1992 e il 2009 fra i bambini ucraini le malattie endocrine sono aumentate dell’11,6%, le patologie dell’apparato motorio del 5,3% e quelle dell’apparato gastro-intestinale del 5%.

Com’è possibile questa discrepanza? Perché nonostante le cifre in mano al Governo ucraino, nel 2011 il Comitato Scientifico delle Nazioni Unite continua a parlare di 62 morti a causa delle radiazioni? Insomma chi controlla l’operato dei controllori? Ribault si chiede chi ci sia a vigilare sulla “neutralità scientifica” delle Nazioni Unite, sul “concubinaggio” che lega fra di loro i poteri forti come la CEA (Commissariato all’Energia Atomica), l’ANDRA (Agenzia Nazionale per la gestione delle scorie radioattive), l’IRNS (Istituto di radioprotezione e sicurezza nazionale) e i colossi EDF e AREVA?

Le cifre di Fukushima

Il j’accuse di Ribault affronta anche la questione Fukushima. In merito all’incidente avvenuto in Giappone, il dossier parla di 110mila abitanti sfollati e di una zona rossa di 20 km quando il raggio di inabitabilità è di 40 km. Inoltre non viene fatta alcuna menzione del fatto che la definizione della zona di migrazione sia determinata da una radioattività annua di 20 millisieverts, una misura quattro volte superiore a quella di Chernobyl…

Ribault cita le cifre raccolte in due anni di studi in Giappone, sul campo. Secondo le sue ricerche la diffusione di cesio 137 nell’atmosfera è 500 volte superiore all’esplosione diHiroshima, l’emissione di gas xenon 133 è doppia rispetto a Chernobyl.

A Fukushima ci sono 1532 barre di combustibile stoccate in una piscina al quinto piano della centrale. Se ci fosse un’altra scossa di terremoto in grado di far crollare l’edificio che cosa accadrebbe? “Sarebbe la fine” ha detto il prof Hiroaki Koide dell’Università di Kyoto.

Dei 2 milioni di abitanti del dipartimento di Fukushima solamente 63mila l’hanno abbandonato, mentre 100mila sono migrati allontanandosi dalla centrale ma restando all’interno della regione. Lo scorso dicembre sono scaduti gli alloggiamenti gratuiti per gli sfollati, il 39% degli 80mila bambini finora esaminati accusa noduli e cisti, si segnalano i primi casi di cancro. Un terzo dei 300mila abitanti della città vorrebbe fuggire ma non può farlo.

Prigionieri di un incubo tutt’altro che finito, gli abitanti di Fukushima non sono soltanto vittime degli effetti collaterali del progresso, ma di una post-capitalismo che continua a produrre ignoranza e disinformazione per perpetuare le proprie agonizzanti rendite di posizione.

Via I Rue89

Foto © Getty Images

«… e la lor cieca vita è tanto bassa che 'nvidïosi son d'ogni altra sorte»

posted Dec 3, 2012, 2:14 AM by Vittorio Cagnetta   [ updated Jan 17, 2013, 7:22 AM ]

L'articolo in questione l'ho letto all'URL " http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27474" e lo nella mia "home" virtuale anche per far un pò di pubblicità ad Arianna Editrice, che mi sembra se lo meriti. 



«… e la lor cieca vita è tanto bassa che 'nvidïosi son d'ogni altra sorte»
di Francesco Lamendola - 19/08/2009

Fonte: Arianna Editrice [scheda fonte]

Così descrive gli ignavi il gran padre Dante, nei versi 46-48 del terzo canto dell'«Inferno»:

«Questi non hanno speranza di morte,
e la loro cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogni altra sorte».

Queste parole, così crudamente realistiche e così spietatamente vere, ci tornano alla mente ogni qualvolta ci capita d'imbatterci, non volendo, in quella esiziale forma di bassezza umana che consiste nel covare gelosamente il proprio orticello culturale, la propria immagine deformata di sé, la propria illusione di grandezza, tenendosi pronti a scattare come vipere non appena si abbia la sensazione, a torto o a ragione (di solito a torto), che qualcosa o qualcuno minaccino quel comodissimo «particulare», mettano in forse quelle misere certezze prefabbricate.
Talvolta è stata la boria professorale di qualche barone universitario, magari divenuto tale a forza di leccare gli stivali del suo predecessore, e che è partito all'attacco, ciecamente e a lancia in resta, di colui che, oltretutto privo del pedigree accademico, aveva osato invadere la sua proprietà riservata, il suo campicello coltivato con sospettosa diffidenza e considerato, ormai, proprietà sacra e intangibile; qualche barone, diciamo, totalmente disinteressato alla libera e franca discussione, totalmente infastidito dalla prospettiva di potere o dovere tener conto di altri punti di vista, di altre visioni del reale, e unicamente concentrato nell'esercizio logorroico e maniacale di un soliloquio erudito nel quale chiunque altro, prima di avventurarsi, deve chiedere umilmente il permesso e fare pubblico atto di sottomissione a quel tremendo signore feudale.
Individui che si trincerano dietro l'alibi della scientificità della ricerca e che tutto ciò a cui mirano, in realtà, è difendere ciecamente, contro tutto e contro tutti, la propria riserva di caccia; che non sono disposti a scendere dalla loro amata cattedra mai e poi mai, per nessun motivo, perché, se lo facessero, sembrerebbe loro di abbassarsi al livello dei comuni mortali, del «vulgo odioso et inimico», come lo definitiva il loro grande capostipite, il barone cortigiano per antonomasia, messer Francesco Petrarca; che non sono mai stati sfiorati in vita loro, neppure una volta, dal sospetto che forse, dopotutto, la vera università non è quella industria pseudoculturale che rilascia i diplomi di laurea, ma la vita, la vita vera e vissuta, con i suoi dolori e le sue difficoltà, con la sua saggezza e la sua ansia di verità e di bellezza.
Altre volte sono stati colleghi invidiosi e malevoli, divorati dalla gelosia, ma, in realtà, tarlati nel profondo dalla mancanza di autostima; e, più in generale, persone assolutamente incapaci di guardarsi dentro con un minimo di onestà intellettuale e spirituale, di leggere nelle proprie miserie e debolezze: e ben decise, al contrario, a costruire l'intera loro esistenza sotto le bandiere della rivincita, del rancore, della malevolenza, particolarmente contro quanti intuiscono essere loro di gran lunga superiori, non tanto per ragioni contingenti, professionali o culturali, ma proprio sul terreno della capacità di mettersi in discussione; di farsi umili davanti al mistero del mondo; di seguire con fedeltà la propria chiamata; di leggersi dentro senza sconti e senza ipocrisie; di lavorare incessantemente su se stessi per migliorarsi, affinarsi, perfezionarsi.
Persone che si credono vive, mentre sono già in avanzato stato di putrefazione spirituale e morale; persone sopravvissute alla rovina della propria dignità, della propria trasparenza, della propria autenticità; persone che, per cibare l'orgoglio del proprio cadavere, hanno sempre bisogno di un nemico contro il quale scagliarsi, di qualcuno con cui venire a contesa, di un capro espiatorio sul quale riversare tutta la loro frustrazione, la loro rabbia impotente, la loro intima disperazione di anime perdute.
Un caso abbastanza tipico è quello di quanti esercitano una forma di potere o di autorità legale; di quanti, da una posizione di forza, lavorano presso un ufficio pubblico; di quanti indossano una divisa, solo per nascondere la loro insufficienza e per prendersi una effimera rivincita sul prossimo: una rivincita che non sarebbe alla loro portata, mai e poi mai, se dovessero misurarsi con la vita ad armi pari, e rinunciare all'effimera superiorità conferita loro da circostanze puramente esteriori, e che poco o nulla hanno a che fare con il loro autentico valore di esseri umani.
È noto che l'imbecille in uniforme è un tipo umano estremamente caratteristico; anche se va aggiunto, subito dopo, che non è assolutamente vero che tutti gli individui in uniforme siano degli imbecilli: niente affatto; ma è un dato incontrovertibile che l'uniforme, e specialmente i gradi cuciti su di essa, costituiscono il guscio ideale per tutti quei molluschi che hanno bisogno di sentirsi dei leoni, ma senza fare troppa fatica e senza esporsi al benché minimo rischio.
Poi, in una categoria a parte, o in una sottocategoria a parte, bisognerebbe mettere le donne (con buona pace del dilagante servilismo nei confronti di una cultura femminista sempre più logora e ipocrita): quelle donne, precisamente, che cercano nell'uomo solamente il trastullo della propria vanità più banale e grossolana, pronte e disposte a servirsi di qualunque mezzo, pur di riuscire a strappare una nuova conquista, che gratifichi il loro ipertrofico ego e le aiuti a cullarsi ancora un poco nella dolce illusione della propria potenza e irresistibilità.
E sia chiaro che, fra esse, le peggiori non sono quelle che giocano, per così dire, a carte scoperte, gettando sul tavolo della partita la propria avvenenza, vera o presunta, e la propria capacità di sedurre, sul piano puramente sensuale: perché quelle, almeno, non pretendono di essere altro da ciò che sono; e, non fosse altro che per questo, meritano un certo grado di rispetto.
Nossignore: le peggiori sono quelle che  mascherano lo stesso identico desiderio, dietro una facciata di pretese culturali e persino spirituali; che parlano di viaggi interiori, di percorsi di conoscenza, di esigenze durevoli dell'anima: ma che, in realtà, tutto quello che vogliono è di rigirarsi l'uomo - non un uomo qualsiasi, ma quello che sentono essere loro superiore, appunto sul piano della coerenza esistenziale e della ricerca spirituale - fino al punto di vederlo in propria balia e, con un sorriso di trionfo, aggiungerlo all'elenco delle loro pretese «vittorie».
Questo tipo di donna, così come il corrispondente tipo di uomo, è una creatura del fango, che ha fatto della propria vita un impegno indefesso non già per tirarsene fuori e portarsi sul terreno asciutto, ma per trascinare in basso, ancora più in basso di sé, gli altri; e che gode particolarmente se vi riesce proprio con quelli che, con infallibile intuito, avverte appartenere all'altra grande razza umana: quella di coloro che sono disposti e decisi a lottare per trarre fuori dal fango se stessi e, se possibile, in un secondo tempo, anche i propri simili più vicini.
Aggiungiamo che non è cosa semplice esprimersi in questi termini, perché la cultura del sospetto di freudiana memoria, nella quale noi tutti, figli della modernità, ci troviamo impantanati, vorrebbe che un simile giudizio si ritorca immediatamente contro colui che ha osato pronunciarlo, almeno dal punto di vista della maggioranza. «Ecco, è chiaro - bisbiglieranno le creature del fango, con le palpebre ricoperte da uno spesso strato di mota - che costui, per parlare in questo modo, chissà quante esperienze negative avrà fatto, chissà quante volte sarà caduto: e ora vorrebbe venderci queste pillole di saggezza, solo per addolcire le proprie sconfitte e la propria amarezza!».
No, creature del fango: il vostro ricatto non ci fa né caldo né freddo; e non ha alcuna importanza quello che voi pensate, perché soltanto chi si sente inadeguato, ha vergogna di riconoscere che qualcuno gli ha rubato il portafoglio; e, per non passare da ingenuo, proclama fin dall'alto dei tetti che i ladri, in città, non esistono, ma soltanto le persone oneste.
Ma colui che possiede un animo abbastanza forte da poter riconoscere di aver subito un furto, non esiterà a mettere in guardia i propri concittadini contro la presenza dei ladri che si aggirano per le strade e sulla piazza, nel giorno di mercato, con l'intento di rubare il portafoglio al maggior numero possibile di persone.
Beninteso, quello che abbiamo descritto è il tipo femminile inferiore (apparentato, già lo abbiamo detto, con un analogo tipo maschile: per quanto, di virile, quest'ultimo non possieda proprio un bel nulla); ma vi sono anche delle donne magnifiche, che nell'uomo cercano il vero completamento e che sono capaci a far dono della parte migliore di sé; ma, purtroppo, sembra che il tipo inferiore si stia oggi diffondendo in maniera vertiginosa, con la deplorevole velocità di una infestazione di organismi parassiti delle colture.
Un altro gruppo di infelici è costituito da coloro i quali si atteggiano eternamente a vittime: vittime degli altri, vittime della società, vittime della sfortuna, vittime del destino. Si tratta, sovente, di persone costituzionalmente incapaci di essere felici, e che fanno tutto ciò che sta in loro per rendere infelici quanti le circondano o vivono insieme a loro.
Autentici vampiri psichici, tutti protesi a succhiare le forze vitali del prossimo, riescono sempre a trovare la parola molesta che  semina il dubbio, che diffonde il sospetto, che avvelena anche le gioie più pure e disinteressate; nulla li può soddisfare, perché hanno deciso, una volta per tutte, che la vita è il regno del male, e che niente mai potrà loro capitare di buono o di bello.
Di conseguenza, vivono nell'eterno timore che altri possano trovare qualche fonte di piacere o di serenità, cosa che guasterebbe il godimento della propria amarezza e del proprio rancore universale, che è tutto ciò di cui hanno bisogno per effettuare una buona digestione e per godersi lo spettacolo del mondo nelle migliori (si fa per dire) condizioni di spirito. L'esistenza di una persona serena, o addirittura felice; l'esistenza di una persona soddisfatta di sé, e sia pure senza compiacimento e senza arroganza, smentirebbe clamorosamente la loro teoria nichilista: dunque, essi devono assolutamente fare in modo che ogni serenità si trasformi in angoscia, che ogni felicità si muti in cupa desolazione.
È la loro ragione di vita, la loro missione: una missione alla rovescia, ma pur sempre una missione. E l'essere umano, come è noto, non potrebbe in alcun modo affrontare la fatica di vivere, se non possedesse almeno degli obiettivi negativi davanti a sé, posto che non sappia o non voglia perseguire quelli positivi.
Più in generale, tutti questi tipi umani che abbiamo menzionato, ed altri ad essi simili, hanno una caratteristica in comune: quella di aver sostituito il proprio desiderio abortito di eccellere - abortito per mancanza di talento, o di costanza, o di serietà di vita - con il desiderio, altrettanto furioso e incoercibile, di sprofondare in basso coloro i quali essi sospettano essere invece in grado, almeno potenzialmente, per trasformare se stessi in ricercatori delle altezze, in pionieri della verità interiore, conquistata a duro prezzo e pagando sempre di persona, in moneta sonante.
Si tratta, alla lettera, di poveri indemoniati: di individui, cioè, che hanno venduto la propria anima al diavolo dell'infelicità, dell'invidia e del rancore, e che vivono per augurare e, se possibile, per provocare il male degli altri, nella forma più estesa possibile.
La loro, beninteso, è una battaglia persa: perché, se è in loro potere di trascinare in basso, nel  medesimo fango in cui giacciono sprofondati, gli individui strutturalmente simili a loro, o, comunque, privi di discernimento, volontà e buone disposizioni spirituali, sono però del tutto impotenti a distogliere dalla via i veri ricercatori spirituali, coloro i quali sono riusciti a raggiungere, a prezzo di duri sforzi, le regioni superiori dell'anima.
Possono, questo è vero, molestarli e tormentarli in vario modo, e ci mettono tutto l'impegno e tutto lo zelo di cui sono capaci, con una tenacia ed una perseveranza realmente degne di una miglior causa; ma non possono fare molto di più, e questo lo sanno oppure lo intuiscono segretamente; e ciò li rende ancora più incattiviti, rancorosi e vendicativi.
Si dice che il Diavolo, essendo impotente a colpire in profondità uomini santi, come il famoso Curato d'Ars, si sfoghi a molestarli sul piano più grossolano dell'esistenza, ossia quello materiale, con ogni sorta di colpi e di dispetti: misera e sterile soddisfazione, che è, al tempo stesso, una confessione di totale e irrimediabile sconfitta.
La grande legge dell'evoluzione spirituale, infatti, è questa: nessuna anima che si trovi, per sua ignavia e viltà, nei regni spirituali inferiori, sarà mai in grado di sviare un'anima la quale, procedendo con purezza d'intenti e con retto giudizio, sia riuscita ad accedere alle regioni superiori, e sia pure a quelle meno elevate. Un'anima evoluta può, a determinate condizioni, aiutare un'anima meno evoluta a progredire; ma quest'ultima non è in grado di arrecare danni permanenti alla prima, se non su di un piano meramente fisico ed esteriore. Per il resto, riuscirà a turbarla e, forse, a farla soffrire, così come Giuda, con il suo tradimento, provocò turbamento e dolore nell'animo di Gesù Cristo; ma niente di più. Non si tratta di un turbamento irreparabile, né di un dolore capace di annullare le precedenti conquiste spirituali.
Giunti a questo punto, potremmo domandarci come ci si debba regolare quando si incappa in codesti vampiri psichici, in codesti denigratori della vita, in codesti indemoniati, bramosi unicamente di danneggiare e di abbassare il prossimo.
Crediamo che il giusto atteggiamento dovrebbe essere, piuttosto che l'ira o lo sdegno, la compassione: perché si tratta, come già abbiamo detto, di anime perse, ossia di anime che hanno scelto, deliberatamente, di perdersi, avendo individuato nella propria perdizione - e, per quanto sta in loro, in quella degli altri - la via più facile da percorre, la più comodo e la più piacevole. Il che equivale a riconoscere che si tratta di creature profondamente meritevoli di compassione, per quanto sgradevoli, e perfino pericolosi, possano essere i loro atti. Tuttavia, in definitiva, esse trovano già in sé il proprio adeguato castigo: che è, appunto, quello di precludersi, scientemente e pervicacemente, il cammino verso la luce e la liberazione, ossia l'unica strategia che potrebbe trarle fuori dalla sofferenza in cui giacciono.
Certo, si tratta di persone che hanno, talvolta, il potere di arrecare un grave danno all'insieme del corpo sociale, dal momento che la folla è gregaria, e, nella sua pigrizia e stoltezza, è propensa ad ascoltare molto più volentieri la voce di questi disperati, di questi falliti, di questi indemoniati, che quella delle autentiche guide spirituali.
Non bisogna, d'altra parte, sopravvalutare la loro capacità di nuocere: perché ciascuno riceve, in fondo, solo quel che desidera ricevere, ciò per cui è spiritualmente pronto; e nessuna verità è in grado di cambiare positivamente la vita delle persone, se non viene ricercata ed accolta con un moto sincero e spontaneo dell'animo; altrimenti, anch'essa finirebbe per degenerare nella più abietta menzogna. Per la stessa ragione, nessuna menzogna è in grado di cambiare negativamente la vita di alcuno, se questi non è disponibile a darle il proprio assenso.
A ciascuno, dunque, la sua parte; a ciascuno il suo sentiero.
Solo al termine del viaggio si potrà vedere chiaramente chi avrà camminato a vuoto, e chi sarà giunto alla meta.
Solo allora potremo riconoscere e distinguere, separandoli nettamente nel nostro giudizio - come è giusto e necessario -, i veri amici da quelli falsi; i veri maestri, dai cialtroni; i veri iniziati, dai tristi seminatori di scandali e di discordie.


Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it


1-10 of 13