Nella definizione dei bisogni e nella formulazione degli interventi l'OMS ha fornito come modello il codice dell'ICF-CY presentato in prima mondiale a Venezia nell'ottobre 2007. l'ICF ripropone una visione della disabilità non più centrata su ciò che la persona non riesce a fare, ma su una visione globale della salute e sul riconoscimento di un funzionamento umano complesso in cui agiscono molteplici fattori (condizioni fisiche, funzioni corporee, attività personali) ed in cui il benessere della persona riflette le possibilità offerte dalla interazione del proprio contesto personale con il contesto ambientale. È da questa interazione con l'ambiente, che può fungere da facilitatore o barriera (che può inoltre generare ulteriori difficoltà non intrinseche alla disabilità, esempio: nell'autostima, nell'identità, nell'accettazione,...), che è possibile o meno realizzare la partecipazione sociale della persona.
I normali bisogni educativi di tutti in un contesto di apprendimento problematico possono facilmente causare ulteriori problemi alla persona se non hanno la possibilità di essere soddisfatti: bisogno di sviluppare competenze, bisogno di appartenenza ad un gruppo, bisogno di un ambiente accogliente e sicuro ....
Compito della scuola (dirigenti, insegnanti, personale ausiliario) è la predisposizione un ambiente facilitatore.