La voce del silenzio
a Leonardo
a Leonardo
Lunedì 18 febbraio 2008
Premessa
Ogni esegesi di TEMPESTA è imperfetta (Settis, 1978; Cioci, 1991; Paoli, 2011) ma qui dal quarto capitolo, quando prevale il profeta Elia, lo sproloquio cessa. TEMPESTA è l’inimitabile carriera del profeta Elia.
Il dottor Giovanni B. Corda (Gemonio, 1952, Toro) è l’ironico corniciaio de "La Voce del Silenzio".
G.M.
LA VOCE DEL SILENZIO
Satori per Mimo
Chiamalo pudore. Pudore ebreo. Con quale garbo commovente Paul Auster sa circoscrivere i pericoli della parola in “Facing the Music”, Station Hill Press, New York, 1980, versi 43-50:
La lingua
ci porta via per sempre
da dove siamo, e in nessun luogo
possiamo stare in pace
nelle cose che ci è dato
vedere, perché ogni parola
è un altrove, una cosa che si muove
più veloce dell’occhio
Pesare le parole, scommettere sulla musica (vien da pensare esaminando le illustrazioni seicentesche della plaquette), e affrontare il caso, la creazione, la tempesta, con coraggio.
Tuttavia non per caso c’è Siri Hustvedt in Auster dietro Colin Eisler, autore di “La Tempesta di Giorgione: il primo ‘capriccio’ della pittura veneziana” (Arte Veneta, 59 [2002] pagg. 85-97).
Un capriccio musicale è un capriccio ontologico? Di questo tratta l’iperbole di Schopenhauer quando sosteneva che “se dovesse perire l’universo, la musica sopravviverebbe”. La frase potrebbe voler dire: “Dell’Occidente salverei solo la musica”. Più realisticamente sul Voyager volano anche etnica e blues: ”Keep swinging”.
Davanti a me, anno dopo anno, la fittizia meteorologia di Zorzi ebreo, ricordo di attimi in cui l’universo ha dato una conferma di sé.
La mente di Giorgione riflette il Sì del creato e la Tempesta/OM è lo specchio dell'universo, della creazione.
Nell’etimologia latina ‘tempestas’ sono impliciti ‘tempo’ e ‘fortuna’. Se la “Tempesta” è la tela del tempo (non tanto della fortuna, che l’ebreo non deve investigare), la tela diventa una rete di argomenti resi compatibili dal fatto che pensare Dio nelle categorie del tempo non è compito esclusivo del popolo eletto.
Lo schema interpretativo non trascura i “Tre filosofi” che condivide con la "Tempesta" gli anacronistici protagonisti. Al posto di Maometto, Zorzi dipinge un suo sogno: Burak significa ‘piccola folgore’. Anche l’indiano Kalkin è un cavallo apocalittico.
Va detto che la condivisione dei personaggi non impedisce la rappresentazione di due differenti idee di ordine cosmico. Nei "Tre filosofi" la sfinge è custode della montagna/caverna della coscienza delle tre religioni levantine. La "Tempesta" invece è un calendario all'aperto.
Sono convinto che la "Tempesta" è il dipinto sacro dell'idea di ordine cosmico temporale: è l'immagine che trae fuori Dio dalla navata della basilica meglio e prima della macchina fotografica.
La "Tempesta" è il simbolo radicale del risveglio rinascimentale.
"Polifilo" è un gioco sfrenato, "Tempesta" è il codice della rinascita eterna, essenza del gioco infinito col tempo. E la musica che gioco è? E' un gioco estatico col tempo. Ma alla base di ogni evasione sta la paura.
Così è fonte di godimento supremo la metamorfosi della montagna/caverna nella grossa pietra scura posta a baricentro del nostro dipinto favorito: la coscienza è slittata nella verità.
La Tempesta interpretata. La rivelazione è il trauma della nascita. In prospettiva rivelazione è tempesta. Le mura con il profeta Elia sono quelle di Montagnana, nella sanguigna conservata a Rotterdam. La città della Tempesta è Padova. Nell’Ottocento il bellunese Ippolito Caffi dipinse Cremona nel suo “Mosè salvato dalle acque”. Amos, il pastore senza mandria, è il deserto che assedia la città. La cicogna è un ibis. Dio, idiomatico e nascosto, è il tempo come il tempo è i tre matras dell’OM. Il TAO è il ritmo dello spazio tempo.
Nelle ultime tre righe si ordinano alcuni capitoli di vita “tempestosa”.
Nella mia interpretazione, la Tempesta è un valido OM – yantra, vale a dire uno “strumento di controllo del tempo”: il calendario del rapporto dell’uomo con Dio, nel Kali-yuga, con la triade rivelazione-rifiuto-accettazione.
E la triade suprema della Tempesta è:
Giorgione traduce Platone: “Il tempo è l’immagine mobile dell’eternità” diventa “Il tempo è l’immensità dell’attimo. Il tempo è l’attimo immenso. Il tempo è Dio: Tempesta un Suo nome pronunciabile”. Che cosa è infine la Tempesta? La Tempesta è il satori del Tempo, l’esperienza folgorante del processo della creazione. Giorgione, come dice Chuang-tzu, si è dedicato alla occupazione più alta: la sintesi di tutte le età, la riduzione di tutti gli esseri all’unità del Tempo. La Tempesta è dunque un Teatro di memoria. Perciò tante le analisi della Tempesta.
E’ divertente che qualche illuminato chiami giorgione la marijuana: Giorgione è un Buddha, o un altro mandriano, uno degli insoliti esseri consapevoli che ogni istante è l’eternità.
E qui Schopenhauer fa centro: “La vita non ci dà che degli attimi, ma noi per quegli attimi diamo tutta la vita”.
Nel 2006 la Tempesta come copertina di un disco, di un’altra tempesta (“Requiem”, Splasc(H) 885.2)? Sbagliato. Giusto blu, come il brivido della musica e come il cielo della città d’utopia. Paul Auster ed io meditiamo i tormenti della parola e della musica, guardando la Tempesta. Dolce amore, tu indaga il sapere e l'esistere e poi superali per la gioia di essere e lasciar essere. Ti basti sapere che a Venezia, attorno al 1500, e a Varese, attorno al 2000, un uomo ripensò e scoprì certe cose eterne.
All'elemento silenzioso (anunasika) della sillaba OM spetta la parte del quadro contenente roccia, arbusto/radice, cespuglio.
All' IMAGO DEI completata corrisponde la QUADRATURA CIRCULI dei quattro scopi della vita: KAMA (donna, lenzuolo, neonato), ARTHA (città, lampo, uccello), DHARMA (uomo, verga, rovine), MOKSA (roccia, arbusto, cespuglio).
Tempesta: Tempo e essere a est. Il Codice è svelato. Tempesta orienta l'esigenza più profonda: credere.
Dopo la crisi religiosa dei "Tre filosofi", Dio-sive-Tempo risuscita nel rovesciamento supremo della Tempesta.
Tempesta è dove Dio è stato visto più da vicino.
* Ho visto il ritratto di Giorgione nella cripta di Rosslyn: “artisti incantati”, diciassette minuti prima della fine de “Il Codice Da Vinci” (Columbia Pictures 2006). Anche la poetessa Ginevra Benci (come Gioconda) è nella cripta con Giorgione (come David).
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PERCHE' TEMPESTA LIBERA
Siamo scimmie psicotiche in preda ai linguaggi. La cosa (detta, suonata) ci deruba, Tempesta ci dona il Tempo. Meta del viaggio tempestoso è il Silenzio dell' OM.
OM precede i linguaggi e li cessa, per la pace e la gioia.
La sacra sillaba decora l'uovo NASA dell' 11 febbraio 2003 ed un fianco del Kailash.
Sapiens non sa reggere troppa realtà e nessuna astronave porta fuori dal mondo dei fatti.
Rispetto ai linguaggi Tempesta è un'oasi che ci libera nel Silenzio del Dharma.
Tempesta è natura che mostra ordine temporale e disordine culturale.
Giorgione è un profeta del Tempo. Amen.
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ZARATHUSTRA O ELIA?
Le due opere di Giorgione che abbiamo commentato svolgono didascalicamente il tema MONOTEISMO nelle sue quattro declinazioni.
"Tre filosofi" è cristianesimo, islamismo ed ebraismo.
"Tempesta" è il Tempo che il mazdeismo considera Dio.
Il primo filosofo è Zarathustra, miscela d'oriente e umanesimo.
Chi è il palafreniere in disparte nell' "Adorazione dei Magi"?
Dio non esiste ("Tre filosofi") perchè Dio è il Tempo ("Tempesta").
"Tempesta" è yajña, "Tre filosofi" è solo vāc.
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ERRATA CORRIGE
Il protagonista folgorato e terremotato di Tempesta è Elia (1° Re 19, 11-12) che scopre "una voce di silenzio sottile".
Il linguaggio crepita sul mondo: Dio intatto è il tempo. Tempesta è questa scoperta biblico-rinascimentale.
I profeti allusi sono Mosè, Elia e Cristo.
Se la roccia fosse il Tabor, il titolo sarebbe "Trasfigurazione".
Il Tempo è trasfigurazione.
Tempesta è (Trasfigurazione con la) quarta teofania.
La teofania del Tempo è "assioma di Maria", anche.
Giovanni Bellini - Trasfigurazione, 1485 ca.
L'Uno diventa Due, i Due diventano Tre, e per mezzo del Terzo, il Quarto compie l'Unità.
Tempesta è quaternità, individuazione, apocatastasi, ritorno all'Oreb: "Dove vite minuscole mormorano l'eterno".
Cristo, come la Sfinge, svela il Dio nascosto (le tabelle non servono):
"Elia restaurerà ogni cosa" (Matteo 17, 11) iniziando dal Giambellino!
TEMPO E' PALINGENESI BIBLICA.
PALINGENESI LIBERA LA MENTE.
I NC E S S A N T E M E N T E T U T T I C E R C A N O I L L O R O P A R A D I S O
Ascensione alias Tempesta
La speranza dell'avvento sta tramontando col Pitagora dei "Tre filosofi" e Gesù sale sul Tabor da Elia profeta di palingenesi. TEMPESTA muta la regale "Trasfigurazione" del Giambellino in un viaggio di Elia precursore e restauratore di ogni cosa (Matteo 17, 10-12). Dal triangolo del Tabor Elia volge al terremoto/tempesta/folgore/silenzio della teofania dell'Oreb "dove vite minuscole mormorano l'eterno" e all'altare del Carmelo e verso i nuovi Baal e Anat: carro di fuoco e cicogna sopra la desolata "Pietà" del Giambellino riconfigurata da Santa Maria del Carmine e dal ponte di legno di Padova/Gerusalemme/Gerico/Giordano (con nube lucente sovrastante al fuoco). Tutto è rigenerato e la Z di Zuan e di Zorzi collega e sottolinea la pietà di Maria e di Bitia. ASCENSIONE è rinascita e gratitudine: l'uomo nuovo non sarà sopravvento ma svuotamento.
"Vuoi trasfigurarti? Sali sull' Oreb".
1495:
1505:
Nel 2003 Bernard Aikema propose TEMPESTA come la ricerca delle origini della civiltà "da artista".
Nel 2011 noi proponiamo che TEMPESTA è la nostalgia delle origini cioè restitutio secondo Matteo 17, 11.
Elia è IL PROTOTIPO dell' "uomo nobile".
TEMPESTA è L'EDEN DI ELIA.
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APOCATASTASI A CONFRONTO
Mutando questa TRASFIGURAZIONE in TEMPESTA Giorgione dimostra i due modi di A P O C A T A S T A S I
restauratio (ritorno al paradiso)
deificatio (albero della vita)
A M E N
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CONCLUSIONE
Giorgione muta la TRASFIGURAZIONE del Giambellino nella carriera del profeta Elia (Matteo 17,11).
Elia nuovo Adamo dell'Eden palestinese: anima degna di Cristo e straniera in Occidente (TRE FILOSOFI è il viaggio orientale verso l'anima).
Il cambiamento rispecchia i due modi di apocatastasi: restauratio (ritorno al paradiso) e deificatio (è albero della vita anche il carro di fuoco).
TEMPESTA è una geniale convergenza rinascimentale di Antico e Nuovo Testamento, di anima e rinascita nell'Oriente/Occidente belliniano.
Qui l'occhio ascolti la voce che poi balbettiamo come Mosé.
Nell'angolo superiore sinistro spunta un volto di civetta: TRE FILOSOFI articola pitagoricamente (metempsicosi) e TEMPESTA biblicamente (apocatastasi) l'archetipo "rinascita" trattato religiosamente in SATURNO IN ESILIO (Cristo asceso al trono e Maria assunta) e in FILOTTETE A LEMNO (santi risanatori). Quattro rinascite ma solo TEMPESTA libera l'anima:
libertà è visione edenica .
Apocatastasi è nuova alleanza e riscatto dei corpi dalle parole: ogni cosa si trasforma in silenzio.
OSSERVANDO IL SILENZIO SENTI OVUNQUE IL DIVINO.
COME INFINE GIORGIONE DIPINSE DIO
TRASFIGURAZIONE è anticipazione pasquale.
TEMPESTA è
- La voce del silenzio (Oreb)
- Sacrificio (Carmelo)
- Ascensione (Giordano)
- Trasformazione radicale: Elia, patrono della qabbalah, indica l’asta di Yesod ( il fondamento)
- Devozione materna: Rosa Mistica è Batia (la figlia di Dio) che punteggia con la rotula della omonima Shekhinah; I è il suono insito nella materia
- Svelamento pasquale (ponte, cicogna, tùrbine, risorto sole pasquale)
- Eden e Nuova Gerusalemme con I multiforme
- Apocatastasi cabalistica ancorata alla dottrina edenica e sabbatica emanazione divina
+Mt,17,11=
Gesù
rioffre
il tempo sabbatico
e per questo verrà crocefisso
- Reintegrazione sabbatica della alleanza con Dio
- PaCe CoL TeMPo (cioè con sé stessi, con gli altri, con D-o)
- Il ristoro sabbatico della natura alle fatiche di Gabriele Vendramin. Il silenzioso distacco sabbatico è esperienza della voce del silenzio che è I sottile suono della presenza e del primo nome di D-o. Il significato di YHWH è “Egli fa divenire” (anche il suo nome!): D-o è il Tempo il Mutamento che fa la vita imprevedibile. TEMPESTA è tempesta eliana e visione sabbatica del suono I insito nelle cose del mondo: è la percezione ebraica di Tempo.
COSA INSEGNA TEMPESTA
Sul dosso del silenzio
vedo il tempo
il sublime del rinascere
il Tempo è il senso, l’energia, il perché del mondo.
I SUONO DEL TEMPO
Per gli antichi Dio è un suono.
Un dipinto fa compiere al pensiero il suo pellegrinaggio alla radice vocale.
TEMPESTA un temporale estivo con paesaggio edenico
- il temporale preferito dagli aspiranti naufraghi nel sublime leopardiano (curiosamente il colle di Recanati si chiama Tabor)
- lo svolgimento di un evento storico o mitologico o magico
- quel lampo che illumina il cielo può essere l’ascensione di Elia.
ELIA è una delle tre maggiori figure bibliche: Mosè, Elia, Gesù. Elia significa Dio è YHWH. Elia è innanzitutto rinnovamento per una nuova alleanza:
- guarigione del figlio della vedova di Zarepta
- ordalia e tragedia del Carmelo
- teofania della voce di silenzio sottile sull’arido Sinai (Oreb)
- ascensione del Giordano (come Elia solo Gesù e Maria). Tempesta/lampo/carro di fuoco sono tradizionalmente equivalenti (Dizionario Biblico Ceschina – 1953 – pag. 153)
- trasfigurazione del Tabor (centro dell’Eden palestinese, dimora di Elia)
- precursore (trascurato dai gentili: niente vino pasquale per Elia) e
- rigeneratore (Matteo 17,11: “Elia, sì, deve venire e restaurerà ogni cosa”).
GIORGIONE ebreo celebra Elia:
- disegno di Rotterdam (nutrito dal corvo che sarà angelo e poi cicogna: ci sono un “corvo” e un “airone” anche davanti alla Ravenna belliniana) che diventano l’angelo sul ponte e la cicogna sul tetto della Padova del talmudico Shabbath di Tempesta
- predella di Londra (magi e palafreniere assorto sono anonimi: Matteo 2, 1-12 e Matteo 17,12)
- Tempesta di Venezia: per mostrare la rigenerazione Giorgione muta la SOLARE Trasfigurazione del Giambellino citandovi gli eventi della storia di Elia. Del Tabor della Trasfigurazione resta l’angolo inferiore destro dei due quadri.
Apokatàstasis è restituzione universale/divenire della cose alias Tempo.
TEMPO DI RINASCITA è titolo che compendia il senso del tempo nella narrazione biblica e il modo di ricreare il tempo nel breve risveglio rinascimentale. Ho preferito
LA VOCE DEL SILENZIO ebraicamente perché ogni persona colta è un teologo, come Ravasi che ha scritto “La voce di un silenzio sottile” con un Gauguin in copertina: per conoscere D-o conviene insistere sul silenzio e sul tempo nella cornice della tempesta eliana cosmo sonoro dello shabbat eliano. Il suono del silenzio è il suono del Tempo, di YHWH. La natura lo spazio la vita è il regno sonoro di I. Shabbat santifica I, il nome di D-o, la voce del silenzio, il Tempo.
Il suono sommesso e sottile (Bibbia del Diodati) dell’esperienza eroica di Elia corrisponde all’esperienza di D-o.
Giorgione integra Giambellino, Matteo Elia infante e mamma per il sollievo di una restituzione (Matteo 17,11) famigliare e fanciullesca (Matteo 18,3): Elia fa presente che l’antico silenzio sinaitico e la rigenerazione universale hanno lo stesso suono I.
I è la forza divina della metamorfosi inaugurale, prima che adamah sillabasse El e tentasse con le parole (Dante, Commedia 3, 26, 134. Dante concluse la Commedia a Ravenna).
I è la vocale sottile ed eterna che ci pervade, sfidando il linguaggio e i suoi tranelli.
Per Giorgio la vocale del silenzio è il suono divino dell’ I eliano, del Tempo vincitore.
IL SABATO EBRAICO
“REGINA” “SPOSA” “LUNARE”
Gesù trasfigurato collega Elia al tempo sabbatico (Mt 17, 11) “Elia ristorerà ogni cosa”
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Sabato della Tempesta: Elia collega I del silenzio, alla voce sottile.
Il nome Elia – Eli – restaura il vero nome di Dio: El (Dio) è I.
Attorno al 1923 (pag. 9 de “La donna del Nadir” (cioè lunare)) Massimo Bontempelli scriveva: “Il tempo è l’essenza più misteriosa di cui possiamo avere qualche sensazione, e forse é la più conoscibile immagine di Dio”. Una frase che va bene con le I nel sabato di tempesta: una religione del Tempo.
La stella di David/Zorzi lunare sullo sfondo della nostra meditazione ci ricorda che mezza stella è lunare. Dalla caverna sorvegliata dalla sfinge è sorta la lunare civetta dell’anima attesa da tre filosofi della metempsicosi. Elia osserva la lunare regina del sabato di Tempesta.
Tre filosofi con lunare civetta dell’anima sorta da caverna con foglie morte e sfinge non solari
Elia cretense (del Medigo) contempla la lunare regina del sabato nello Skyline metropolitano di Padova con solare cicogna
Shabbàth significa riposo e “diventare completo” e perciò significa anche metamorfosi che è di nuovo trasformazione. Shabbàt è cambiamento raggiunto trasformando la Trasfigurazione del Giambellino. Piacere triplicato perché “Su ogni cosa è dolce il mutamento” (Aristotele, Etica nicomachea VII, 14, 8).
IL PADRONE DEL MONDO
TWEET PER MARGHERITA
La trasfigurazione del Giambellino + Matteo 17, 11 = SABATO – come I sommo bene di Ebraismo una religione del tempo: I vocale divina è suono del Tempo e voce del silenzio.
DIDASCALIE DEL RISTORO
Elia contempla dolcemente la lunare regina del Sabato, chiama D-o il senso, lo spirito della vita e chiama I voce sottile: il senso della vita è il Tempo stesso rinascita e Tempesta.
Dopo la tempesta è sabato su Elia padovano di cognome del Medigo.
Shabbat santifica il Tempo: i trasfigurandi ed il trasfiguratore.
Giorgione è un iniziato al giudaismo lunare di Abramo Elia e Gesù Signore del Sabato.
TEMPESTA È SHABBAT
RADICE DI EBRAISMO
Tempesta sprigiona dall’Eden taborico cristiano belliniano e dantesco le radici apostoliche dell’abisso, del turbine solare e della rosa lunare dello Shabbat di Elia che ricorda Carmelo, Oreb, Giordano e Tabor mentre, osservando la dolce regina lunare, è a tu per tu con I sottile suono del Tempo causa senza volto dell’universo.
I è voce sottile del Tempo meditabile libero da sillabe ambigue.
Trasfigurazione è centrale al Cristianesimo come Tempesta è al centro di Ebraismo, Eden e Shabbat e con Dante felicità e capire I il sommo bene che trasforma e unisce tutti i frammenti del Big Bang.
La felicità di Elia nell’Eden con querce oltre Ravenna è capire che la I ravennate è la yod padovana del dito della regina emersa con Mosè: ora Tempesta benigna e divina immanenza sprigiona la felicità di santificare I suono/voce e yod segno letterale/parola del Tempo in vista; Tempesta voce del silenzio/shabbat è perfetta visione della yod divina nella regina che come Gesù trasfigurato ci sta guardando.
Su Tempesta Giorgione trova il centro: ascoltando il cronocratore solare signore del Sabato Elia è tornato e fa presente la yod della regina e sposa, cuore del Tempo paradisiaco dello Shabbat.
La voce del silenzio è esperienza biblica del sé, il centro sottile dell’intelletto, essere psichico non idolatra, androgino, alfabetizzato e cabbalista.
Da Trasfigurazione a Tempesta: Elia rivive I da vista Figlio di dio sul Tabor a vista Figlia di Dio in sabbatica beatitudine: essere “Figlia di Dio” accomuna Batia e Shekinà: Shekinà è visione di Dio in una donna. Solo Elia competente di analoghi ma inversi ponti accordo col divino. Da Tempesta andato a Shabbat ritorno di Elia, riavviato dal Trasfigurato.
Giorgione dà con Giambellino la giusta prospettiva terrena all’indicazione del secondo Adamo trasfigurato ponte fra Mosè ed Elia: Tempesta risveglia, Shabbat libera la mente. Lo Shabbat in Elia: i ricordi di teofanie e la visione di yod nella donna tramite del suono sottile del dito creatore del vasto libro dell’universo.
Tempesta: vista di Dio da Trasfigurazione e Ravenna dantesca a Shabbat e Padova col divino vedere del Talmud.
COME TEMPESTA SHABBAT DIPINTO LIBERA LA MENTE
Da Trasfigurazione a Shabbat Elia ritorna ricorda e osserva nella donna la lettera yod suono tenace e segno sottile della presenza di Dio, il nome idolatrico del Creatore. Col dito a yod Giorgione ci offre la vista perfetta e trascurata di Dio in una donna.
La Tempesta è una vasta pagina riassuntiva del perenne monoteismo abramico centrata sul Talmud. Col Talmud LA VOCE DEL SILENZIO titolo biblico del testo che stiamo perfezionando è la lettera yod, la Parola Eterna, la I del sommo bene dantesco, dell’ Infinito Divenire del Tempo, dell’ En Sof. Carmelo, Oreb, Ascensione turbinosa giordana, Trasfigurazione (ravennate), Padova cioè Shabbat come quinta e più bella teofania per Elia in pace e felice della vista di Dio in una donna.
Col Talmud la voce del silenzio sottile è la yod di tempesta cabbalista.
“Shabbat Elia ammira immagine della yod dell’ En Sof rivelatosi” è il titolo lungo di Tempesta, tela ebraica perfetta santificazione del Tempo (la Donna) e Infinito (la yod dell’ En Sof cioè il soffuso suono I del Tempo (presenza sottile) usato nella materia universa). Oltre la Tempesta personale la donna della yod è la voce del silenzio del Sabato perfetto di Elia precursore cabbalista: Dio il Tempo torna a farsi vedere in un bel quadro: anche il cartiglio COL TEMPO della Vecchia è una yod.
TEMPESTA TRASPARENTE
Lo “osserva e ricorda” sabbatico del migrante Precursore Elia che contempla la donna della yod una “sposa”, “regina” che allatta un bimbo (un “Mosè”) sotto una quercia a Padova.
La donna è Tempo rivelatosi nel dito a yod della “figlia di Dio” (una “Batia”).
Messaggio accessibile nello Shabbat di Giorgione: superando Dante la vista profetica di I nella donna salvatrice è la yod più perfetta di tutte: dal solare salvatore ravennate alla lunare salvatrice padovana.
Yod è il nome del sottile segno del suono I del Tempo: suono I come nome di D-o nei profeti Elia Gesù Dante Giorgione.
Tempesta chiarita: ricordi palestinesi dello Shabbat padovano: la vista della yod nella donna acquieta Elia maestro del Talmud e ardente portavoce di I suono sottile del Tempo: yod è sottile radice del mondo.
Il nuovo Elia patrono dello Shabbat come sposa guarda nella madre la yod di Dio del Talmud.
In Tempesta cattedrale senza mura dello Shabbat santuario del Tempo lo “osserva e ricorda” di Giorgione fa presente, oltre Dante, un messaggio per sempre attuale ma incompreso: “La vista di I in una donna è la yod più perfetta di tutte”.
Tempesta è il sacro intervallo per tutte le creature non idolatre che colgono la I del Tempo nel suono sottile della yod della sposa. Dio è sottile; e I è OM, anche.
ELIA DA TRASFIGURAZIONE A PRECURSORE DI SHABBAT COME SPOSA ILLUMINATA
Vita: sacro suono I del tempo insito nella derivante materna universale. Elia precursore cabbalista ricorda e stima lo Shabbat come una semplice sposa che palesa la I della yod (grazie Dante) come totale presenza e assenza divina: suono e segno del Tempo sono la voce del silenzio sottile. Oltre Dante la vista di I in una donna è la yod migliore di tutte. Teofanie e Shabbat di Elia precursore di bellezza e di amore.
SABATO DEL DECALOGO DELLA VITA DI ELIA RINNOVATO NEL PRESIDENTE TALMUDICO
I è diffusa presenza della iniziale di YHWH nei dieci comandamenti. La cicogna annidata sulla terza torre può anche far pensare al rispetto del sesto e del nono comandamento: Elia e la sposa del sabato svelano la I del suono della yod parola e suono del Tempo che beatifica.
Gesù rioffre il tempo sabbatico Mt 17, 11 “Elia ristorerà ogni cosa” e per questo verrà crocifisso. “Regina” e “Sposa” è tempo come vita: Gesù rioffre il tempo come vita.
Trasfigurazione rievoca in Elia il precursore, Elia raggiunge in terra la felicità svelando yod nella sposa sabbatica: yod voce di silenzio sottile è il suono I del Tempo e del rumore del silenzio dei gentili. Elia riconosce e santifica nel dito della donna la parola eterna: la yod del Tempo qui riunisce dolcemente Sole e Luna, uomo e donna.
Yod nome di Dio segno ebraico sottile del profuso suono I è messa a nudo nella donna che è Tempo reale sacro come lo Shabbat talmudico restaurato da Elia profeta e patrono cabbalista.
Dei ricordi tempestosi Elia osserva la lettera yod che consacra la regina dello Shabbat restaurato, salvifico, rispettato.
Al trasfigurato Figlio dell’ uomo Signore del Sabato come Messia crocifisso Elia dedica la restaurata regina del semitico Sa-bat della Mesopotamia primordiale.
Shabbat: Elia medita I suono della parola yod del Tempo insito nella materia con Elia e Sposa e I riuniti in ierogamica trinità originaria.
Ora la Tempesta di Elia il precursore che si rinnova è sonora ierogamia sabbatica, mistica quintessenza dell’ebraismo, essenziale pietra giudea: le sacre nozze col Tempo.
LA TEMPESTA : SABATO DI ELIA
Tempestose prodezze di Elia e alleanza, comunione, sacre nozze col tempo schietto muliebre: Sabato tempo del suono I del Tempo. Tempesta è shabbat di Elia: Tempesta ci illumina se ben intendiamo Elia pervaso dal sussurro orebico. Tempesta è Elia atteso rappresentante della yod talmudica: Sabato di Elia santifica I suono insito nella materna voce tranquilla della sottile yod parola eterna.
Il restauro di Elia e Matteo 17,11 è consacrazione sabbatica del tempo.
D-O È DITO
Dio è dito come segno e corrispondente suono.
Nel ristoro talmudico la voce del silenzio è il sacro suono I della sottile parola eterna yod.
Il talmudico shabbat padovano santifica I il suono tranquillo della spigliata eterna lettera yod: Elia e la sposa segnano I nome originario di Dio e lo shabbat di Elia è la coscienza del suono alfabetico che è tramite della incessante rigenerazione universale umana, animale, vegetale, minerale: la voce del silenzio sottile è il suono I della yod del Tempo insito nella materia.
Sabato Elia rinnova alleanza col Tempo e con la yod del cartiglio CoL TeMPo; Giorgione commosso collega finalmente La Vecchia e la sposa sabbatica di Tempesta.
È I IL MESSAGGIO DI TEMPESTA SHABBAT ELIANO
Elia patrono della Cabbala santifica nella sposa sabbatica la parola eterna, la lettera yod: voce silenzio sottile è suono I del Tempo insito nella materia. L’ebreo disoccupato e felice di riallearsi col tempo libero sposa I.
Elia esempio di rinnovamento sabbatico rivede nella sposa I la voce del silenzio gran suono sottile della yod infinita del Tempo e anche di nuovo la vista di I in una donna è la yod più perfetta di tutte. È pienezza sabbatica la comunione visiva con la I creatrice.
Tempesta ricombina la ruota dell’universo con l’arte che figura il nome del Tempo: Talmudista a Padova Elia-Lullo vede yod nella ruota dello shabbat: yod segno sottile e corrispondente suono I in totale assenza e presenza divina.
L’abramica I affina l’asiatica OM converrebbe l’altro Ramon: Panikkar.
Cercavo il mio OM e ho trovato Tempesta.
La biblica voce del silenzio sottile è il suono I della yod la parola eterna talmudica iscritta nella sposa che ci guarda.
La I di Elia risuona in tutta la materia di tempesta poiché yod è la lettera dell’energia ricreatrice universale e familiare.
Elia è tornato con un dono prezioso. Il lungamente atteso ritorno di Elia si configura nello Shabbat padovano con il maestro Elia, il bimbo, la sposa col segno yod e la cicogna di Pesach.
Cicogna pasquale, Padova umanista e talmudica, Elia maestro, sposa e famiglia, il dito a yod completano Elia profeta immortale di I la voce del silenzio, suono della parola eterna yod: I nome, suono diffuso e messaggio del Tempo.
IL CLIMAX DI TEMPESTA
Ricordi di Elia con cicogna pasquale e solare migrante uccello dell’anima e la sposa col bimbo: il dito a yod nella regina consacra I suono sottile del Tempo sommo bene insito nella ristorata materia del Talmud.
Armoniosamente lo Shabbat il giorno della luna piena è la sposa con la parola eterna yod e la voce del silenzio e sublime descrizione della consonante della divina relazione YHWH e israeliti: Tempesta è ierogamia sabbatica di Elia e la Shekinà che ci guarda.
La voce del silenzio orebica è ora ierogamia nel paesaggio sabbatico padovano: felicità è capire la yod divina ben usata nella materia del bentornato pasquale dipinto per Elia.
RELIGIONE DEL TEMPO E DELLA PAROLA
Il ritorno di Elia come ierogamia sabbatica del migrante distinti talmudista padovano con il simbolo lunare del Tempo.
La voce del silenzio della sottile lettera yod ricreatrice del mondo è I suono distinto del Tempo insito nella materia.
La felicità quaggiù raggiunta è capire e santificare la I del Sabato di Elia nella bella yod della donna col bambino prospettati nella nuova e libera yod che relaziona i quattro ristorati della portentosa Tempesta del genio illuminato di Giorgione/Davide re profeta.
Il messaggio di Tempesta dice totalità di yod come ubiqua libera parola eterna.
La tempesta è micro e macrografia di yod la voce del silenzio
Tempesta illustra yod la creativa parola di Dio.
Tempesta sviluppa unicamente la ricreatrice talmudica yod con la deliziosa regina sabbatica: Elia ritorna a meditare I voce sottile silenzio di yod lettera del tempo originario: Elia è meditazione sul tempo libero.
Elia talmudista ricorda e osserva la sposa sabbatica scrivere liberamente yod la parola dell’innato suono I del Tempo.
Voce sottile silenzio è suono I di yod parola eterna del Talmud insita nella materia.
Elia intende la yod che ristora nella nuda regina del Sabato di chi migra.
CONCLUSIONE SCRITTURA
CAPITOLO 28
Elia ritornato e portavoce dell’abisso EnSof ricordando riconosce, nel silenzio della Shekinà sabbatica, I voce di Yod la sottile ritrovata parola eterna segno del suono incessante del Tempo insito nella materia.
Tempesta: Elia fermo sull’abisso En-Sof ricorda I guarda la parola eterna Yod nella regina dello Shabbat.
Il Sabato di Tempesta svelando la talmudica parola eterna Yod scopre in noi il suono I del Tempo I sommo bene (Paradiso 26, 134) e voce silenzio sottile (1 Re 19, 12).
Le I e le YOD
La totalità inscindibile della Tempesta di Yod
Sostanzialmente Tempesta fa scoprire Yod la parola eterna del suono I del Tempo: la voce silenzio sottile è la parola eterna Yod che risuona in noi anche ora. Tempesta va letta e udita come macrografia della consonante eterna Yod.
Tempesta è la cruciale macrografia di I la talmudica parola eterna Yod e la profetica voce silenzio sottile.
Letto Dante Tempesta è la sabbatica cruciale macrografia di I la talmudica parola eterna Yod segno lampo del Tempo già profetica voce silenzio, sottile conoscenza del nome suono I di Dio.
Tempesta risolve il problema capitale della “pagina uno mancante” nel Talmud.
Tempesta dispiega I voce di Yod. Il rinnovato profeta Elia osserva e ricorda: è Sabato campestre della Padova ebraista.
Tempesta modula la lettera Yod. Yod è I la voce del silenzio sottile, il suono del Tempo insito nella materia, la parola eterna/vittoriosa, la lettera creatrice,
il nome originario. La fiducia in Tempesta di I nel cuore dello Shabbat risolve il problema capitale della “pagina uno mancante” nel Talmud: uno che
tratteggia giunge alla verità di Yod svelata nel cuore dello Shabbat.
Il Sabato è l’arte del riposo liberatore e nel Sabato di Tempesta Elia cabbalista appura che il Tempo abisso è alfabeticamente Yod silenzio sottile e I voce
eterea.
Ebraismo religione della Parola della Tempesta e del Tempo Sabbatico.
LA VOCE DEL SILENZIO: UNA RELIGIOSA DIDASCALIA DI TEMPESTA
Dantismo giorgionesco in sintesi.
In ebraismo Elia ritorna: I di Yod eterna è il suono ontologico dello shabbatico vitale e tempestoso terzo Comandamento.
Totalità inscindibile, Yod di Tempesta ci dona lo Shabbat di Elia!
Tempesta è passaggio di Elia, messia del giudaismo lunare, dal regno celestiale di Gesù della Trasfigurazione belliniana allo Shabbat che conduce
alla bella scoperta della perfezione terrena della Yod voce di Tempo nome di Dio I nel corpo della Batia Shekinà mosaica: Gesù ponte matteano sull’abisso
per Elia portavoce migrante del tempo sabbatico.
Col Sabat babilonese è iniziato il percorso del rispetto ristoratore, tappa col Talmud a Padova. Ora sappiamo che Voce del Silenzio è I suono di Yod la
parola eterna: leggemmo I nel Paradiso ma incontriamo I nella totalità di Tempesta: Elia è il Mosè del suono sottile e del sabato e Yod è il centro della
tempesta che sta ovunque.
Conoscenza di Tempesta è la forza di chi è libero dagli idoli.
Ebraismo religione della Parola della Tempesta e del TeMPo sabbatico di Elia eroe santo messia: il riposo perfetto è muto.
La voce del silenzio è felicità sabbatica.
Elia medita la cabbalista regina lunare della talmudica sabbatica Yod di Tempesta.
La Tempesta del profeta è l’albero della vita di Elia che intende la libera parola di Dio. Elia osserva Yod nel Sabato: la Sposa di Abramo Sarai è
novamente Yod segno I suono soffuso e Yocheved, la madre di Mosè. I è voce della silenziosa sottile meraviglia Yod, principio eterno dell’oscuro abisso del
Tempo di Tempesta d’Elia, di Mosè e di Abramo cabbalisti. Religiosamente umanisti vedendo Yod corporea con fiducia.
TEMPESTA È ELIA NELLA FESTA DELLA LIBERA YOD.
Elia chiama Dio Yod, I e voce intrinseca del Tempo santamente. I in mente è santità. Iod è I, Santo Suono e intramontabile immagine del Tempo.
Dopotutto felicità è capire Yod: Yod qôl demamàh daqqà!
Elia torna, felice di porsi nel restauro sabbatico della Yod. La Tempesta: Yod Vita-Una. Yod: la voce del silenzio.
Eliah riconosce Yod, la parola eterna, nel Sabato di Tempesta.
Elia talmudista indica Noi-Tutto è I voce divina formatrice.
Tempesta celebra con Elia cabbalista la perfezione del numero 10.
10 è il valore della parola eterna Yod la voce I del Tempo suono insito della divina figura alfabetica originaria e 10 sono le sfere dell’Albero della Vita
silenziosa.
Nella mente il Tempo è I, suono insito della Parola Eterna Yod e religione di Tempesta talmudica della sosta restaurata meraviglia.
LA YOD PAROLA ETERNA
Tramite Yod la Tempesta è la felicità di Elia nella perfezione sabatica: Elia nella Tempesta della Yod parola talmudica.
Scopo santo scoprire Yod con Elia svelatore.
Yod è Shabbat, riposo del cuore.
Dante Cicogna (Par. XXVI, 134) cita la I: Giorgione (Tempesta) la dipinge come talmudica beatifica Yod: I suono di Yod la voce capita dal popolo
ebraico: Yod dito del Tempo.
I LA VOCE DEL SILENZIO
Tempesta Shabbath è felicità del talmudico restauro di Yod libera I naturale del Tempo.
Letta religiosamente la Yod è armonia Tempesta felicità del Tempo.
Vivere è un tentativo di risolvere il rompicapo col Sabatho.
La TempestaTempesta di Giorgione restaura la Trasfigurazione di Bellini grazie alla scoperta di Yod: bel paesaggio di Yod in tempo sabbatico con Batia,
Mosè, Dante, Matteo, Elia di Cabbalà.
Yod dipinta ci delizia.
La Tempesta è Yod cerchio sabbatico che allieta anche Dante: felicità è sentire la I sommo bene.
Le tempeste sono i mattoni con i quali si edifica l’ umano sapere.
La Tempesta è Shabbath talmudico.
Tempesta è il paesaggio delle Yod, sonore I della vita universale.
SABATO RESTAURATORE
Tutto è paesaggio della libera Yod, eterna voce del silenzio, appagante suono I perenne sentore del Tempo Sabbatico originale: I è il Sé.
Meditare lo Shabbath appaia il Sé con la I eterna.