Il titanio è un metallo di colore grigio argento che assomiglia all’acciaio ripulito. E’ uno degli elementi di transizione, ha simbolo chimico Ti, numero atomico 22 e peso atomico 47,90. Venne individuato per la prima volta nel 1791 da Wiliam Gregor, sotto forma di ossido, e il nome gli fu assegnato nel 1795 da Martin H.Klaproth derivandolo da quello dei Titani, un popolo di giganti della mitologia greca. Anche se la sua scoperta è così antica, il metallo puro è stato isolato solo nel 1910, e rimase una curiosità di laboratorio fino al 1946, quando fu ideato il processo di purificazione sufficientemente economico.
La biocompatiblità:
Esperimenti molto accurati hanno dimostrato l'assoluta biocompatibilità del titanio a confronto con altri metalli. Importante per la biocompatibilità è la sua inerzia biochimica, che gli impedisce di essere tossico. L'uso del titanio come materiale nelle riabilitazioni protesiche è ormai una realtà consolidata.
La versatilità d'impiego:
Il titanio è l'unico elemento puro con cui è possibile la realizzazione di ponti, corone, intarsi, sovrastrutture, scheletrati ed impianti. Il paziente può essere cioè "trattato" utilizzando un solo metallo, eliminando le possibili reazioni chimico-fisiche che molto frequentemente hanno luogo quando, nel cavo orale, sono presenti elementi diversi. L'armonia dei materiali utilizzati, l'impianto in titanio da un lato e la sovrastruttura sempre in titanio dall'altro, assicura la massima biocompatibilità.
La leggerezza:
Fra le leghe per protesi dentarie, il titanio è nettamente il metallo più leggero. Con un peso specifico di soli 4,5 gr/cm3, una struttura in titanio è quattro volte più leggera di una identica in lega aurea. E’ quindi possibile costruire protesi che il paziente quasi non avverte.
La precisione:
La cosa che più meraviglia l'odontoiatra è l'assenza di tensioni e quindi la grande precisione presentata dalle strutture in titanio. La bassissima contrazione di questo metallo è all'origine dell'estrema precisione mostrata da corone e ponti. E' possibile ottenere una grande precisione di chiusura a livello cervicale, che per il paziente si traduce in una protesi completamente integrata e molto confortevole.
La bassa durezza delle superfici:
Le superfici delle fusioni in titanio presentano una durezza Vickers di 210 N/mm2, paragonabile, quindi, a quella di una normale lega aurea. Ciò significa mantenere le proprie abitudini per ciò che concerne la fase di tiratura delle strutture in titanio, utilizzando gli strumenti consueti.
La bassa conducibilità termica:
Con un valore di 22 Wm-1K-1 il titanio presenta una conduttività termica 3,2 volte inferiore a quella delle leghe in CrCo e addirittura 13,5 volte inferiore a quella dell'oro. Ciò permette di evitare l'irritazione della polpa dentale, possibile invece con altre leghe. Il paziente può quindi gustare bevande e cibi caldi o freddi senza accusare il disagio di sbalzi troppo elevati di temperatura.
La superlativa estetica:
Con il titanio non si rinuncia all'estetica, sia nel caso di corone, ma anche di ponti o di protesi complesse.
L'assoluta mancanza di sapore:
Il sapore dei cibi o delle bevande assunte dal paziente non viene in alcun modo alterato dalla presenza in bocca di questo metallo.
La traslucenza ai raggi x:
Il titanio può essere radiografato, permettendo in tal modo la diagnosi di carie secondarie senza la preventiva asportazione della protesi e senza disagio alcuno per il paziente.
La grande lavorabilità:
Grazie alle sue proprietà fisiche paragonabili a quelle delle leghe nobili di tipo 4, il titanio può essere lavorato e rifinito con estrema facilità da parte dell’odontoiatra.
Caso esempio