Anna Maria si dice letteralmente terrorizzata da quello che a volte le capita quando al momento di svegliarsi non riesce a muoversi e parlare.
Il sonno – contrariamente a quanto spesso si crede, cioè che corrisponda alla mancanza di veglia – è un processo estremamente complesso che richiede una perfetta sincronia tra le numerose componenti del sistema nervoso che ne organizzano la realizzazione. In particolare, nel corso del sonno si possono identificare due modalità principali, che si alternano l'una con l'altra per diverse volte e che possono essere riconosciute grazie ad un esame elettroencefalografico (EEG): la fase REM, o sonno paradosso e la fase non-REM. La fase REM è caratterizzata da un EEG rapido come quello della veglia e corrisponde al momento in cui l’individuo sogna; gli occhi si muovono rapidamente (REM significa Rapid Eye Movement, cioè movimento rapido degli occhi); si modificano il ritmo cardiaco e respiratorio, e contemporaneamente si verifica una atonia muscolare, cioè una impossibilità di contrarre i muscoli (in questo modo l’individuo non può reagire con il movimento a ciò che sta sognando).
Può succedere che le varie manifestazioni che organizzano le diverse fasi del sonno perdano la loro sincronia. In questo caso si possono avere alterazioni del sonno classificate come “parasonnie”. Se l’atonia della fase REM continua anche durante lo stato di veglia la conseguenza può essere proprio la condizione descritta da Anna Maria che viene definita “paralisi del sonno” e che consiste appunto nell’incapacità di svolgere qualsiasi attività motoria volontaria; nonostante sia completamente cosciente, il soggetto è completamente immobilizzato e ciò si accompagna solitamente ad un profondo stato di angoscia. Il disturbo può verificarsi durante la fase di addormentamento (cosiddette “paralisi ipnagogiche”) oppure nel passaggio dal sonno alla veglia (cosiddette “paralisi ipnopompiche”).
La paralisi del sonno è un fenomeno piuttosto frequente, non ha alcun significato patologico (a meno che non sia accompagnato da altre manifestazioni cliniche), è transitorio (in generale dura pochi secondi anche se al soggetto il tempo passato in questo modo sembra interminabile) e si risolve spontaneamente. Spesso la paralisi è accompagnata da allucinazioni a contenuto terrifico: ad esempio la sensazione che ci sia qualcun altro nella stanza. Le allucinazioni sono solitamente visive, ma frequentemente anche uditive così come possono essere tattili, gustative o olfattive. Potendo essere scambiate per reali (ad esempio sentire che qualcuno ci sta toccando), questi fenomeni aumentano lo stato di terrore. Le allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche costituiscono comunque una parasonnia autonoma in quanto possono manifestarsi indipendentemente dalla paralisi del sonno.