di Gaia Rossetti
Proseguendo negli incontri in collaborazione con la Biblioteca Villa Urbani, giovedì 13 gennaio 2022 ci siamo incontrati on line – le attività in presenza sono infatti sospese per motivi precauzionali – per continuare il percorso sulle Parole per il terzo millennio. Questa volta ci siamo concentrati sull’obiettivo 10 dell‘agenda ONU 2030, “Ridurre le disuguaglianze”. Essere uguali significa avere gli stessi diritti: di vivere, di essere rispettati, di sentirsi liberi, di esprimere il proprio pensiero, di cercare il proprio modo di sentirsi realizzato/a. Ma garantire a tutti le stesse opportunità significa tener conto delle particolarità e delle differenze e fare in modo che tutti possano raggiungere pari livello di benessere autonomia e accesso alle risorse. Questa è l’equità: dare a ciascuno quello di cui ha bisogno.
CI siamo poi soffermati sul valore della differenza. L’uguaglianza degli esseri umani vive nella libera espressione della loro differenza. senza diversità saremmo immobili: la possibilità di crescere, di evolverci e di imparare dall’altro in una società composta da persone tra loro omologate, ci verrebbe inevitabilmente e irrimediabilmente sottratta. Tutelare la libertà dei “diversi” non è solo un dovere, ma un nostro personale diritto. La diversità di ciascuno si nutre del valore della diversità degli altri. A volte è bene prendere una distanza dalle situazioni per vederle con occhio freddo, ma la mancanza di empatia è veramente disumanizzante se generalizzata.
Le persone che hanno attraversato tempeste e ferite offrono un grande contributo con la loro presenza accogliente e sensibile. Ci siamo aperti sui nostri casi, sul nostro vissuto prima e dopo il trauma che ha determinato l’afasia. Vivendo scopriamo risorse o parti di noi che non erano emerse prima, vediamo le cose in modo nuovo. Il processo della crescita è simile a quelli degli organismi viventi che muta costantemente per la forza interna dell’esistenza, come una pianta che non resta mai uguale a se stessa, ma cresce o avvizzisce.
Basandoci sull’esperienza diretta abbiamo detto che ognuno deve affrontare la propria battaglia e non è giusto risparmiare a nessuno la fatica di vivere.
Dopo un giro di testimonianze in cui ci siamo aperti senza veli su punti di forza e debolezze del nostro presente, abbiamo letto “Un orso sullo stomaco” di Noemi Viola. L’orso è una presenza destabilizzante che accompagna un po’ tutti anche se non se ne parla. Un po’ come l’ombra che in questo caso pretende di esprimersi in forma autonoma combinando molti disastri. L’orso è la parte rude, goffa e irruente di noi che vuole emergere e non può rimanere nascosta. Con questa parte che accompagna la nostra vita ed è componente ineliminabile di noi dobbiamo stabilire un rapporto per una comprensione di noi stessi più matura e naturale.