Stefania ha sentito parlare di un disturbo, definito “afantasia” e chiede ulteriori informazioni a riguardo.
Il termine afantasia è stato coniato recentemente per descrivere la mancanza di immaginazione. Per esempio, chi ne soffre non riesce a rispondere al quesito seguente: «Immaginate due orologi che segnano i seguenti orari: 3.22 e 7.55. In quale dei due orologi l’angolo interno formato dalle lancette è minore?».
Fra i primi ad interessarsi dell’immaginazione in una prospettiva scientifica, Sir Francis Galton nel 1880 compì un’indagine elaborando un questionario in cui chiedeva: "E' in grado di richiamare alla mente con precisione i lineamenti dei suoi parenti? di altre persone? E' in grado di far sedere, alzare o voltare lentamente la figura che lei immagina?". Galton si accorse così che esisteva una grande variabilità interindividuale nell’abilità di creare un'immagine mentale fino a documentare che una percentuale di soggetti – tra il 2 e il 3 % - è del tutto incapace di utilizzare l’”occhio della mente” per rappresentarsi non solo immagini, ma anche suoni, odori, sensazioni tattili, movimenti, sapori, ecc.
Quale sia la relazione tra percezione e immaginazione rappresenta uno degli argomenti più controversi della psicologia ed è all’origine di accesi dibattiti non ancora giunti a conclusioni concordi; tuttavia, l’immagine mentale non è semplicemente la riproduzione di ciò che si è percepito; se certamente conserva le caratteristiche derivate dalla percezione e rievocate dalla memoria, se ne differenzia in quanto è modificabile e può essere trasformata in modo dinamico. Ne sono un esempio le prove ideate da Finke, Pinker e Farah: «Immagina la lettera D. Ruotala di 90 gradi verso destra. Sopra mettici il numero 4. Adesso elimina il segmento orizzontale del 4 a destra della linea verticale». Per giungere alla soluzione bisogna seguire le istruzioni agendo sull’immagine mentale e poi identificare l’immagine finale reinterpretandone il contenuto (in questo caso, una barca a vela).
In generale l’afantasia è presente fin dalla nascita, ma in qualche caso può essere causata da una disfunzione cerebrale. La mancanza di immaginazione comporta delle evidenti limitazioni. L‘immaginazione, infatti, agendo in assenza di input sensoriali, conferisce una abilità straordinaria all’essere umano: non essere costretto a fare i conti con una rappresentazione solo istantanea della realtà.
Tra l’analisi della situazione ambientale e l’organizzazione della risposta comportamentale esiste uno spazio in cui è possibile collocare la rappresentazione di ciò che non è più a disposizione dell’analisi sensoriale; è in questo stesso spazio che si sviluppano anche i processi di anticipazione e previsione degli eventi ed il loro monitoraggio e aggiornamento continui.