Abbiamo registrato un podcast realizzando un'intervista immaginaria a Dante Alighieri a scopo didattico e per dare una visione più moderna della sua figura.
Utilizzando il videogioco MINECRAFT, abbiamo realizzato la ricostruzione dell’incontro tra Dante e Virgilio (Inferno, Canto I) e quella dell’entrata “parlante “ dell’Inferno (Inferno, Canto III) .
Dante compie il viaggio nel 1300, (anno del primo giubileo = simbolo di un nuovo inizio ) o tra 8-14 Aprile, o tra 25-31 Marzo, in base al calendario preso in riferimento. Questo perché a Firenze vi era un calendario diverso, ovvero dal concepimento di Gesù , ”ab incarnazione”.
Lo smarrimento avviene in una notte di plenilunio, tra giovedì e venerdì santo .
L’età di Dante quando intraprese il viaggio ultraterreno era di 35 anni, cioè il punto sommo di un arco. La scelta dei 35 anni è data poiché viene paragonata la vita ad un arco, la quale fine rappresenta i 70 anni. E quindi 35 anni è la metà di 70 , e nel l’arco è posizionata nella sommità, simboleggiando la massima maturità .
Come abbiamo detto in precedenza Dante inizia questo suo “cammino” nel 1300, all’età di 35 anni, quando prende coscienza della sua vita e del fatto di essere smarrito in una selva oscura, che rappresenta il peccato , la crisi.
Questa crisi non appartiene soltanto a Dante, ma è anche una crisi collettiva dove l’animo è offuscato dai tanti peccati, alcuni di questi, sono rappresentati dalle tre fiere. Dante non sa come è arrivato a questo smarrimento interiore e in questo suo percorso viene soccorso da Virgilio che sarà la sua guida nel viaggio ultraterreno.
Dante nell'immagine della selva oscura ritrova un peccato personale, ovvero quello della sua fede in Dio, che viene messa in dubbio. Infatti la fede cristiana viene vista anche come un peccato umano che tutti gli uomini devono dimostrare di avere.
Beatrice stessa inoltre reputerà Dante degno di un viaggio nell'aldilà, ma non del percorso più breve. Questa prova è ciò che lo porterà alla salvezza una volta raggiunti Dio e Beatrice, però ciò sarà possibile solo quando egli sarà degno di arrivare in Paradiso, una volta purificato, dopo aver attraversato la strada più lunga, ovvero la selva.
Per Dante compiere il lungo viaggio attraverso la selva oscura è anche una prova personale in quanto deve affrontare il dubbio che ha sulla sua fede in Dio.
Questo però è anche un peccato umano che una volta superato, lo purificherà, rendendolo finalmente degno di raggiungere Beatrice e Dio in Paradiso, garantendogli così la salvezza.
Dante si ritrova in un periodo di smarrimento sia personale che collettivo: tutta la società, infatti, versa nel peccato, a causa di continue rivolte e lotte interne.
Dante ci fa capire che la crisi che lui attraversa è anche una crisi collettiva attraverso l'espressione “nostra vita”, alla quale possiamo dare due interpretazioni: la prima comprende la Chiesa e l’Impero, mentre la seconda, invece, riguarda la cristianità.
Lo smarrimento è attenuato dalla visione di un colle ricoperto, sulla sommità, dai raggi del sole: questo colle simboleggia la felicità terrena.
La selva viene descritta come, oscura, buia, priva di qualsiasi luce. Questa oscurità simboleggia la perdita della ragione, l’incapacità di scegliere, di scegliere tra il male, e il bene, ovvero Dio.
Il colle dove termina la selva è illuminato dai raggi del sole e simboleggia la salvezza, l’uscita dalla crisi sia di Dante che dell’umanità errante . Questa oscurità simboleggia la perdita della ragione, l’incapacità di scegliere, di scegliere tra il male, e il bene, ovvero Dio.
Il colle dove termina la selva è illuminato dai raggi del sole e simboleggia la salvezza, l’uscita dalla crisi sia di Dante che dell’umanità errante.
La selva viene descritta come, selvaggia, oscura, buia, priva di qualsiasi luce.