FABLAB
FABLAB
SEDE MISTICONI
La cultura maker nasce negli Stati Uniti da un corso tenuto presso il MIT di Boston dal titolo “Come fabbricare (quasi) qualsiasi cosa” (MAS 863/4.140, “How to make (almost) anything"), ideato dal prof. Neil Gershenfeld. Da quel corso nacque il concetto di FabLab o “Fabrication Lab”, un contesto ideato per scatenare la creatività e le capacità creative e manuali di chi vuole vivere l’intera esperienza della produzione partendo da una prima fase ideativa e arrivando alla fase realizzativa di...“cose”. Potremmo definirlo come uno spazio che offre “servizi personalizzati di fabbricazione digitale”, dotato di una serie di strumenti computerizzati in grado di realizzare, in maniera flessibile e semi-automatica, un'ampia gamma di oggetti. Vere e proprie “palestre d’innovazione” dove creatività e tecnicismo si fondono arrivando alla creazione di un prototipo-oggetto, verifica tangibile o conclusione di una prima fase ideativo-progettuale. Un fablab è un luogo quindi in cui la progettazione e la realizzazione viaggiano all’unisono, l’artigianato inteso in termini tradizionali si trasforma in artigianato digitale, nuovo modo di definire il concetto di realizzazione come fase successiva a quella di progettazione. In questi spazi avviene la “digital fabrication”; le macchine guidate dai i computer restituiscono in modo tangibile elementi, forme, oggetti; “danno forma alle nostre idee”.
Il Fablab potrebbe diventare un vero e proprio spazio per il coworking, uno stile lavorativo che prevede la condivisione di un ambiente di lavoro in una sorta di rete, guidata e sostenuta dai makers digitali. Tutti sul territorio: enti pubblici, scuole, associazioni, imprese e piccoli artigiani, potrebbero richiederne il co-utilizzo per sperimentare e/o realizzare le proprie idee. Dopo un giusto percorso didattico e dopo aver conseguito e certificato le proprie competenze I nostri studenti potrebbero offrire un’azione di collaborazione e tutoraggio, fornendo accesso agli strumenti per la realizzazione di idee, oggetti, gadget, prototipi ecc… Per i nostri studenti, acquisire le competenze inerenti le tecnologie e i processi che guidano la realizzazione attraverso l’applicazione di tecnologie digitali, potrebbe significare una maggiore interazione e integrazione non solo con gli enti e le piccole aziende situate sul nostro territorio, ma anche la spendibilità delle stesse in svariati settori dell’industria . Oggi tra i primi requisiti o competenze richieste si parla sempre più spesso di capacità di utilizzo di ambienti per la progettazione e prototipazione 3d.
Così come le grandi aziende hanno già in passato adottato termini come automazione, controllo numerico, robotica, spesso con un cospicuo investimento di denaro, oggi anche la piccola impresa potrebbe attingere al digitale e migliorare l’attività di progettazione e di costruzione dei propri manufatti. Formare i ragazzi attraverso questi ambienti non significa semplicemente dare delle competenze per un artigiano tecnologicamente avanzato, in questa nuova profilatura i maker sono ragazzi o comunque individui appassionati alla progettazione e alla costruzione di oggetti, in un fablab il piacere nel fare si fonde con la loro innata curiosità verso la tecnologia digitale, sempre più alla loro portata.
Ottima soluzione anche per l’alternanza scuola-lavoro...