La tecnica del vetro soffiato è un'arte raffinatissima e antichissima che nei corso della storia si è sempre di più affinata e mai passata di moda a livello mondiale. Tutt'oggi è in voga e ricercatissima e anche molti artisti contemporanei usufruiscono di questo tipo di lavorazione .
Viene chiamato vetro soffiato perché i mastri vetrai lo modellano grazie al soffio emesso in una canna metallica , una volta "gonfiato" utilizzando l'ausilio di vari attrezzi come pinze forbici stampi e tanti altri strumenti ,danno origine all'oggetto. Questo tipo di lavorazione permette la realizzazione di oggetti di uso comune ma sopratutto di oggetti di design straordinari e di dimensioni variabili.
L' esecuzione del vetro soffiato avviene nelle fornaci , nelle quali ci sono potentissimi forni che raggiungono elevatissime temperature (1400°-1500°). All' interno di questi si trova la "partia " ovvero una precisa miscela composta da : VETRIFICANTI (silicio sotto forma di sabbia SiO2 ) ; FONDENTI (carbonato di sodio per le lavorazioni meno prestigiose o carbonato di potassio per lavorazioni di prestigio k2CO3) che permettono di abbassare la temperatura di fusione e aiutano a rendere la massa morbida e più a lungo; STABILIZZANTI che aumentano la resistenza contro agenti chimici , atmosferici e all'acqua: il più comune è magnesio (Mg), calcio (Ca) e sostanze accessorie che hanno la funzione di migliorare la qualità e rimuovono eventuali bolle. SABBIA ;SODA.
Alle volte all'interno dei forni invece della "Partia" si trova il "Cotisso" ovvero vetro già formato che deve semplicemente rifondersi ("' Na volta preevà el se mete sue conche che ghe permette al vero de rafredarse..el se ributa in forno") le fornaci che usano il cotisso non hanno bisogno che il forno sia in temperatura e controllato anche di notte.