5 buoni motivi

Perché scegliere il liceo scientifico o classico? Ecco 5 buoni motivi su cui riflettere.

Per rimanere giovani

La vera differenza fra un giovane e un non-più-giovane non sta né nell’efficienza fisica né nell’assenza di rughe sul volto. La vera differenza è che il giovane ha ancora aperte tutte le strade, mentre il non-più-giovane ha imboccato una strada e quella deve seguire: è diventato una cosa e quella cosa rimarrà probabilmente per sempre.

Se questo è vero, il liceo vi fa rimanere giovani, autenticamente giovani, per ancora cinque anni, mentre le altre scuole, quale più quale meno, cominciano a farvi invecchiare precocemente. Il liceo, infatti, con la sua proposta culturale varia e ad ampio spettro, non vi incanala verso alcuna specializzazione. Vi prepara anzi nel modo migliore ad affrontare qualsiasi facoltà universitaria: iscrivendovi al liceo, restate dei giovani che hanno davanti a sé ancora qualsiasi opzione. Potrete diventare poi medici o letterati, ingegneri o biologi, e nei cinque anni riceverete una cultura di base che non vi precluderà alcun percorso successivo. Nelle altre scuole, inizierete a specializzarvi, ad incamminarvi verso una meta già decisa, e questo anticipo vi farà un po’ più vecchi un po’ prima. Il liceo vi regala un lustro in più, prezioso per conoscervi e per capirvi, magari per appurare che un'inclinazione dei quattordici anni a diciotto sarà un pallido ricordo, perché, studiando una disciplina o un'altra, preciserete meglio la natura delle vostre aspirazioni.

Per essere duttili

Un ragazzo o una ragazza che frequentano il liceo applicano la loro intelligenza agli ambiti più diversi del sapere: basta scorrere l’orario delle loro mattine per vedere con quanta duttilità debbono passare dal greco alla matematica, dal latino alla chimica, dalla filosofia all’italiano, dall’inglese alla fisica. Discipline tutte trattate al livello massimo consentito a quell’età. E basta assistere a un loro esame di Stato per constatare come, se hanno lavorato bene, la loro mente sappia spaziare con agilità e brillantezza dalle scienze alle letterature, dalle lingue ai numeri. Questo rende gli allievi del liceo davvero pronti a tutto, rapidi e flessibili nell’analizzare un problema e cercare di risolverlo, sia che esso abbia natura linguistica sia che abbia natura scientifica. Sono dunque i meglio attrezzati non solo a qualsiasi studio successivo, ma anche alla complessità della vita, che, oggi più che mai, esige capacità molto diverse e connesse fra loro.

Per saper leggere il mondo

In greco antico, il verbo che indica l’azione di “leggere” è lo stesso che significa “riconoscere”: legge, infatti, chi riconosce dei segni a lui già noti.

Questo vale anche per il mondo che ci circonda: lo leggiamo tanto meglio quanti più sono i segni che sappiamo riconoscerne perché rimandano a un patrimonio di nozioni che già possediamo. Immaginiamoci in viaggio in una città d’arte italiana o straniera: se privi di cultura storico-artistico-letteraria, non ne sapremo comprendere i monumenti, le statue, i luoghi storici, le chiese. Guarderemo senza capire. Non ci diranno nulla. Riconosceremo soltanto il Mc Donald’s, le grandi catene di negozi, le automobili, ma non comprenderemo quasi niente del luogo in cui ci troveremo. Sentirci spiegare che una chiesa è gotica, che una statua ritrae Wagner o che in una certa via passeggiavano i protagonisti del decadentismo francese, in assenza di un sapere di riferimento, sarà semplicemente inutile.

Lo stesso può valere per la natura: un conto è guardarla conoscendo gli alberi, le pietre, la storia e la conformazione di un territorio. Altro è percorrerla ignari di tutto.

Significa, in un caso come nell'altro, aprire il libro più bello e - appunto - non saperlo leggere, non comprenderne che pochissimo. Rischio da cui il liceo ci pone al riparo meglio di qualsiasi altra scuola.

Per camminare sulle spalle dei grandi

Al liceo si leggono i grandi del passato: si studiano i filosofi, i poeti, gli scrittori. Si spazia dai Greci ai Latini, dalla letteratura italiana a quella inglese, dalla filosofia antica a quella moderna. Ed è un po’ come camminare stando sulle spalle dei grandi, ed affrontare la vita più attrezzati. Le domande e i problemi fondamentali che accompagnano l’uomo non sono cambiati nel corso del tempo. Risposte e soluzioni, sì. Frequentare i giganti del pensiero vuol dire conoscere quelle risposte e quelle soluzioni. E in certi momenti dell’esistenza, di fronte ad alcuni suoi snodi cruciali, stare sulle spalle dei grandi, cioè avere confidenza con il loro pensiero, ci fa sentire ed essere meno soli.

Sapere che già altri hanno attraversato le stesse nostre difficoltà e studiare ciò che gli spiriti più alti in quelle difficoltà hanno pensato e scritto, significa essere più attrezzati anche per la nostra vita personale, per il nostro individuale tragitto di uomini.

Potrà essere un verso di Sofocle, una frase di Seneca, una pensiero di Pascal, un’intuizione di Leopardi a fornirci l’aiuto più prezioso in un momento complicato. Ma bisognerà averle lette e imparate, quelle parole, averle fissate nel cuore. Per essere meno sprovveduti e in balia degli eventi, non sempre teneri, della vita.

Per investire sul futuro

L’obiezione di molti è che, con gli studi liceali, non ci si prepara a una professione. Bisogna frequentare poi l’università. Questo è vero. E questo comporta un investimento, cioè un sacrificio, per le famiglie, perché un conto è mantenere agli studi un figlio per cinque anni, un conto per dieci. Tuttavia, spero sia risultato evidente anche da quanto sostenuto fin qui che si tratta di uno sforzo che vale davvero la pena.

Si tratta di decidere se dare o no al proprio figlio la visone e la competenza più ampia possibile delle cose del mondo. Se fornirlo della preparazione migliore prima che si specializzi. Se offrirgli una preparazione culturale che ne affini lo sguardo sulla realtà, che lo renda meno affascinabile dalle mode del momento e circuibile dai discorsi del demagogo di turno. Se volerlo cittadino il più possibile consapevole e vigile. La scelta ha un costo. Quel costo verrà ripagato dal tipo stesso di esistenza cui quel figlio si avvierà.