Luciano: la città
πόλιν γὰρ ἡμεῖς οὐ τὰ οἰκοδομήματα ἡγούμεθα εἶναι, οἷον τείχη καὶ ἱερὰ καὶ νεωσοίκους, ἀλλὰ ταῦτα μὲν ὥσπερ σῶμά τι ἑδραῖον καὶ ἀκίνητον ὑπάρχειν εἰς ὑποδοχὴν καὶ ἀσφάλειαν τῶν πολιτευομένων, τὸ δὲ πᾶν κῦρος ἐν τοῖς πολίταις τιθέμεθα· τούτους γὰρ εἶναι τοὺς ἀναπληροῦντας καὶ διατάττοντας καὶ ἐπιτελοῦντας ἕκαστα καὶ φυλάττοντας, οἷόν τι ἐν ἡμῖν ἑκάστῳ ἐστὶν ἡ ψυχή. τοῦτο δὴ τοίνυν κατανοήσαντες ἐπιμελούμεθα μέν, ὡς ὁρᾷς, καὶ τοῦ σώματος τῆς πόλεως, κατακοσμοῦντες αὐτὸ ὡς κάλλιστον ἡμῖν εἴη, ἔνδοθέν τε οἰκοδομήμασιν κατεσκευασμένον καὶ ταῖς ἔκτοσθεν ταύταις περιβολαῖς εἰς τὸ ἀσφαλέστατον πεφραγμένον. μάλιστα δὲ καὶ ἐξ ἅπαντος τοῦτο προνοοῦμεν, ὅπως οἱ πολῖται ἀγαθοὶ μὲν τὰς ψυχάς, ἰσχυροὶ δὲ τὰ σώματα γίγνοιντο· τοὺς γὰρ τοιούτους σφίσι τε αὐτοῖς καλῶς χρήσεσθαι ἐν εἰρήνῃ συμπολιτευομένους καὶ ἐκ πολέμου σώσειν τὴν πόλιν καὶ ἐλευθέραν καὶ εὐδαίμονα διαφυλάξειν
Traduzione
Noi riteniamo che la città non consista nelle costruzioni, come mura, templi e cantieri, ma che queste cose siano come un corpo solido ed immobile per l'accoglienza e la sicurezza dei cittadini.
Crediamo invece che i cittadini abbiano ogni forza; questi, infatti, sono quelli che danno pienezza, dispongono e portano a compimento ogni cosa e le salvaguardano, come in ciascuno di noi è l'anima.
Avendo dunque compreso questo, ci prendiamo cura, come vedi, anche del corpo della città, dandogli ornamento affinché sia per noi il più bello possibile, costituito all'interno da edifici e all'esterno fortificato da mura per la maggiore sicurezza possibile. Ma, provvediamo soprattutto al fatto che i cittadini siano buoni nell'animo e forti nel corpo; riteniamo che uomini di questo genere, prendendo parte alla vita pubblica, si comporteranno bene in pace e salveranno la città dalla guerra e la custodiranno libera e felice.
La città dei nostri desideri
Il punto di vista di alcuni studenti
La mia città: come la vedo e come vorrei che fosse
Avellino, la città in cui sono nata e in cui sono nati i miei genitori. La città in cui vivo. Eppure non ci sono poi così affezionata. La mia città nonostante non sia molto grande è una delle più inquinate d’Italia, la mia città ha tanti spazi verdi attorno ma davvero pochi parchi, la mia città purtroppo non si affaccia sul mare. Passeggiando si intravedono una serie di palazzi trasandati, scritte sui muri ed edifici a metà mai finiti, racchiusi da segnali di cantieri interminabili. Quando cammino per strada non ci sono negozi o locali carini (o come mi piace dire sfiziosi) che mi esortano a fermarmi per dare un’occhiata. Detto così sembra che abbia soltanto lati negativi, invece credo che di per sé non sarebbe tanto male. Ha una posizione centrale nel sud-Italia, è circondata da montagne e abbiamo anche un castello. Si dovrebbe incrementare il turismo organizzando eventi interessanti e divertenti. La mia città ideale dovrebbe essere, come Avellino, ricca di verde ma avere anche molte piste ciclabili. Tutti i cittadini dovrebbero collaborare per rendere la città più pulita. Non dovrebbero avvenire atti vandalici, sarebbe auspicabile la presenza di un'università in modo da non costringere i ragazzi ad allontanarsi e di maggiori possibilità lavorative. Tutti questi numerosi condizionali credo possano trasformarsi in indicativi, in certezze e speranze. A proposito mi torna alla mente un frammento di Alceo in cui lo stesso autore se la prende con Pittaco, definendolo discendente da ignobile famiglia, ma l’accusa della crisi della città è rivolta non solo a lui, bensì a tutti i singoli cittadini che lo hanno acclamato tiranno e quindi sono corresponsabili della propria rovina. I suoi versi celano un significato enorme: il benessere della città, della società, dello Stato stesso dipende direttamente dagli abitanti e, dietro questi abitanti, c’è ognuno di noi. Per poter concretizzare la nostra città ideale forse dovremmo porre fine alle critiche verso la città in cui viviamo ed impegnarci, interessarci, ognuno nel suo piccolo, ognuno facendo la propria parte, perché sono gli uomini, siamo noi cause del benessere della società e, di conseguenza, artefici della nostra felicità.
Chiara Tropeano
La mia città ideale
Amo la mia città, ma purtroppo devo constatare che andrebbero migliorate molte cose per migliore la qualità di vita di tutti. Naturalmente per renderla maggiormente vivibile bisognerebbe che tutti i cittadini e il comune si impegnassero in un progetto. Mi piacerebbe vedere le strade pulite, mi piacerebbe che i cittadini decidessero di limitare l’utilizzo di mezzi per rendere l’aria meno inquinata, mi piacerebbe soprattutto che tutti provassero un sentimento di appartenenza. Bisognerebbe valorizzare e recuperare le infrastrutture già esistenti e gli edifici non utilizzati per destinarli al bene comune. In questi luoghi si potrebbero organizzare manifestazioni di interesse sociale e culturale, che coinvolgano tutte le fasce di età. Bisognerebbe aumentare e valorizzare gli spazi all’aperto, le zone verdi. Spesso mi piace sognare e provare ad immaginare la mia città ideale, ma mi accorgo che è un’utopia. Il posto che immagino dovrebbe rispondere ai bisogni di ogni uomo ed essere incontaminato, privo di smog e traffico: un luogo in cui i mezzi di trasporto pubblici sono puntuali e si usano esclusivamente biciclette ed autobus elettrici. Le strade sono pulite, adatte a passeggiare e ad incontrare gli altri, insomma un luogo dove respirare aria pura e socializzare senza alcuna difficoltà. Nella mia città ideale tutto funziona bene: gli ospedali, le scuole, i servizi al cittadino; tutti sono educati, gentili, affabili e rispettano le leggi. Tutti hanno un lavoro e la correttezza, la serenità sono alla base della vita quotidiana. Dalla finestra di casa mia, si vede il mare, punteggiato da qualche barca e decorato da scogli che separano bianche spiagge, il posto dove maggiormente ritrovo la pace. I ragazzi spesso si ritrovano in riva al mare, per parlare, ridere, piangere, raccontarsi senza essere giudicati. Nella mia città nessuno è solo e le persone sono valutate per quello che sono e non per quello che possiedono. Non esistono discriminazioni di nessun genere, le persone si rispettano e si aiutano. E’ una città con enormi spazi verdi, con parchi pieni di fiori, vaste piste ciclabili dove i tutti possono stare a contatto con la natura per imparare ad amarla e a rispettarla. Le industrie, per limitare il rischio di inquinamento, sono collocate lontane dalle abitazioni e utilizzano i materiali in modo che le risorse del pianeta non si esauriscano mai; usano l’energia ricavata dal sole e dalla forza del vento per limitarne il consumo.
Sarebbe bello, ma vive sono nella mia immaginazione.
Michele Guerreschi
Un sogno realizzabile
La mia città ideale è una vera e propria utopia che molto probabilmente non si realizzerà mai, ma poiché sognare non costa nulla perché non immaginare un mondo migliore?
Mettendo da parte libri di fantascienza, macchine volanti e miniere piene d'oro, la città ideale dovrà rispondere semplicemente alle esigenze di ogni singolo cittadino e solo così sarà perfetta. Ritengo che nel mondo non ci sia ancora nessuna città ideale, ma, probabilmente, prendendo un aspetto positivo da ogni città esistente si potrebbe realizzare questo progetto. Ad esempio: i mezzi di trasporto di Londra, le scuole della Svezia, l'integrazione degli Stati Uniti, la sicurezza della Svizzera, i paesaggi dell'Italia. Per realizzare questa città ideale sarà necessario un progetto valido, in cui i territori siano rispettati e sfruttati in modo consapevole. Andranno dunque puniti coloro che remeranno contro questo progetto, costruendo dove non si può o realizzando edifici pubblici, quali ad esempio le scuole, con materiali di bassa qualità. Tutti dovranno sentirsi accolti: stranieri, disabili, bambini, donne, anziani, lavoratori. Ogni cittadino dovrà trovarsi a suo agio e disporre di tutti i servizi, senza alcuna discriminazione. Ad esempio allo straniero sarà garantito l'insegnamento della lingua, a un disabile rampe sui marciapiedi, a un bambino parchi giochi e a un lavoratore mezzi di trasporto veloci ed efficienti, a un'anziana compagnia e assistenza. Tutto questo andrà realizzato sotto la supervisione di persone competenti e affidabili, che non pensino solamente ai propri interessi. Per migliorare tutti i servizi, bisognerà essere aperti alle innovazioni, ampliando i propri orizzonti. Per realizzarla sarà necessario inoltre godere di un benessere economico tale da permettere il finanziamento di opere e progetti e la loro successiva salvaguardia. Una città ideale dovrebbe poi stimolare la creatività dei suoi abitanti e invogliarle a coltivare nuovi interessi. Promuoverei dunque corsi di lingua, di informatica e diverse discipline sportive. Per agevolare gli spostamenti sarà importante realizzare una fitta rete di trasporti pubblici gratuiti e veloci che tocchino tutte le aree della città. Inoltre il possedere tutti un lavoro eviterà furti o atti criminali. Per mantenere la città fiorente si investirà sui giovani, che rappresentano il futuro, costruendo scuole moderne, con laboratori nuovi ed efficienti, in cui ognuno potrà seguire le lezioni che più lo appassionano oltre che conseguire un'apprezzabile cultura di base. Mi piacerebbe una città con grande spazi verdi e molteplici luoghi d'incontro in cui i cittadini possano confrontarsi per contribuire al suo costante miglioramento.
Se poi potessi avere una bacchetta magica mi piacerebbe vivere in una città ottimista perché solo così sarà più facile essere felici.
Antonio Cucciniello