Commento iconografico dei passi analizzati
Per quanto riguarda l’iconografia, dello scudo dettagliato le immagini sono pressoché assenti, per cui non possiamo cogliere il particolare del mare con i delfini. Dobbiamo però riconoscere che questa scena di fatto vuole essere una sorta di cesura, funzionale a distinguere la storia passata e quella presente (per Virgilio) ed è quindi immagine centrale ma di passaggio. I delfini comunque, nelle rappresentazioni classiche (vasi greci…) trovano una certa fortuna, come del resto in miti e leggende come rispettivamente quello del rapimento di Dioniso e quella di Arione. Troviamo invece diverse rappresentazioni della consegna delle armi a Enea da parte di Venere, per la maggior parte databili tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, come evinciamo dagli onnipresenti putti che fungono da elemento decorativo dei quadri. Possiamo notare in questi dipinti un paio di tratti interessanti: tutti sono accomunati dalla distinzione che si nota chiaramente tra Venere, proveniente dal cielo, bianca come il latte, dipinta in un’aura luminosa, e il mondo terreno; sono distinti invece dallo sguardo di Enea, talvolta riconoscente, altre volte sorpreso, altre ammirato etc.
Commento di Benedetta Mussoletto