Virgilio, Eneide, VIII, 652 segg.
In summo custos Tarpeiae Manlius arcis
stabat pro templo et Capitolia celsa tenebat,
In cima Manlio, custode della rocca Tarpea,
stava davanti al tempio e teneva l’alto Campidoglio
Ovidio, Metamorfosi, XIV, 776 segg.
[…] arcisque via Tarpeia reclusa
dignam animam poena congestis exuit armis.
Tarpeia, che tradì la cittadella,
morì giustamente sotto il peso delle armi.
Properzio, Elegie, IV, 4
hinc Tarpeia deae fontem libavit: at illi
urgebat medium fictilis urna caput
et satis una malae potuit mors esse puellae,
quae voluit flammas fallere, Vesta, tuas
Da qui Tarpea attinse acqua per la dea: ma a quella
pesava al centro del capo un'anfore d'argilla
e poté essere sufficiente una morte per la malvagia fanciulla,
che volle, o Vesta, tradire le tue fiamme
Lucano, Pharsalia, III, 154 segg.
Tunc rupes Tarpeia sonat, magnoque reclusas
Testatur stridore fores; […]
Allora riecheggiò la rupe Tarpea, e con grande stridore
i battenti si dischiusero
Dante, Purgatorio, IX, 136 segg. (in riferimento all’episodio di Cesare e Metello narrato in Lucano, Pharsalia, III, 114 segg., vedi in particolare vv. 154-155)
Non rugghiò sì né si mostrò sì acra
Tarpea, come tolto le fu il buono
Metello, per che poi rimase macra
Petrarca, Canzoniere, canzone XI, 99 segg.
Sopra 'I monte Tarpèo, Canzon, vedrai
un cavalier ch' Italia tutta onora,
pensoso più d’altrui che di se stesso.