Testo latino
[663] hic in eodem scuto. et congrue sacerdotes statim post templa commemorat. salios qui sunt in tutela Iovis, Martis, Quirini. dicti Salii ideo quod circa aras saliunt et tripudiant. alii a Salio, Aeneae comite, dictos volunt. nudosque lupercos cum in honorem Panos Lupercaliorum sollemnitas celebraretur, pecora Romanorum subito a latronibus rapta sunt. illi proiectis vestibus persecuti sunt latrones: quibus oppressis et receptis animalibus, propter rem a nudis prospere gestam consuetudo permansit ut nudi Lupercalia celebrarent.
[664] lanigerosque apices flamines in capite habebant pilleum, in quo erat brevis virga desuper habens lanae aliquid. quod cum per aestus ferre non possent, filo tantum capita religare coeperunt; nam nudis penitus eos capitibus incedere nefas fuerat: unde a filo quo utebantur, flamines dicti sunt, quasi filamines. verum festis diebus filo deposito pillea necesse erat accipere, quae secundum alios ad ostendendam sacerdotii eminentiam sunt reperta, sicut columnae mortuis nobilibus superponuntur ad ostendendum eorum columen. alii dicunt non propter eminentiam dignitatis hoc factum, sed quia cum sacrificarent apud Laurolavinium et eis exta frequenter aves de vicinis venientes lucis abriperent, eminentia virgarum eas terrere voluerunt. exinde etiam consuetudo permansit, ut apud Laurolavinium ingentes haberentur virgae, non breves ut in urbe. lapsa ancilia caelo regnante Numa Pompilio scutum breve et rotundum caelo lapsum est. et cum aruspices respondissent illic fore orbis imperium, ubi illud fuisset, diligentia Numae, ne quandoque ab hostibus posset auferri, adhibito Mamurio fabro multa similia facta sunt et in templo Martis locata. quod autem dicit ancilia, plurali utitur numero pro singulari: nam unum lapsum est. ancile autem dicitur aut quasi undique circumcisum, aut quasi ἀμφίχειλον, id est undique labrum habens.
[665] extuderat studiose fecerat. ducebant deducebant: haec enim fuerat consuetudo.
[666] pilentis matres in mollibus pilenta sunt vehicula, sicut nunc basternas videmus. erant autem tunc veneti coloris, non ut nunc sunt, russati, quibus nisi castae non utebantur. 'mollibus' autem pensilibus, ut “molle feretrum” et “oscilla mollia” : ut contra 'plumas pensiles' dicimus et molles significamus. aut 'mollibus' molliter stratis: quidam pilenta †laeta occisia sed vulgo dicta tradunt. hinc procul bene longe a templis inferos facit. et bene Tartareas sedes, ut nihil praetermissum videretur
Traduzione
663 HIC nello stesso scudo. E subito dopo i sacerdoti ricordano i templi convenientemente. SALIOS questi sono sotto la tutela di Giove, Marte, Quirino (Romolo). Vengono detti Salii per la ragione che saltano e danzano intorno all'altare. Altri vogliono essere chiamati così da Salio, compagno di Enea. NUDOSQUE LUPERCI quando la festa solenne dei Lupercali veniva celebrata in onore di Pan, le pecore dei Romani vennero velocemente rapiti dai briganti. Quelli, tolte le vesti,inseguirono i briganti: dalle quali vesti, colte e ricavate da animali, per quest’impresa da nudi si conservò felicemente l’usanza di celebrare nudi i Lupercali.
664 LAGINEROSQUE APICES i flamini avevano in testa un pileo, nel quale c’era un piccolo bastoncino avendo sopra qualche filo di lana. Quando non si poteva portare ciò per il caldo, cominciarono a legare solo le estremità delle teste con un filo; infatti non era lecito che quelli andassero con le teste interamente nude: dal quale filo che usavano, vennero chiamati flamini, per così dire flamini. In verità era necessario indossare i pilei durante i giorni festivi con un nastro messo sopra, i quali secondo altri vengono inventati per mostrare la superiorità del sacerdozio, così come le colonne vengono poste in onore dei nobili morti per mostrare la loro superiorità. Altri dicono che questo venne creato non per la superiorità di prestigio, ma poiché quando sacrificavano presso Laurolavinio e spesso cacciavano gli uccelli che provenivano dal bosco vicino, vollero spaventarli con l’altezza dei bastoni. Quindi si conservò anche l'usanza che presso Laurolavinio si tenevano dei lunghi bastoni, non corti come in città. LAPSA ANCILIA CAELO durante il regno di Numa Pompilio uno scudo piatto e rotondo cadde. E quando gli aruspici diedero il responso che in quel luogo ci sarebbe stato il dominio del mondo, dove avvenne quel fatto, con l’attenzione di Numa, affinché prima o poi non potesse essere sottratto dai nemici, impiegato il fabbro Mamurio molti scudi simili vennero forgiati e collocati nel tempio di Marte. Ciò allora si dice dei scudi sacri, si usava un numero molteplice a difesa di un unico: infatti ne cadde uno. Così viene chiamato lo scudo sacro o reciso da ogni parte, o ἀμφίχειλον, cioè avendo dappertutto un angolo.
665 EXTUDERAT aveva fatto con diligenza. DUCEBANT conducevano: infatti questa era stata un’usanza.
666 PILENTIS MATRES IN MOLLIBUS i pilenta sono delle carrozze, così come ora vediamo le lettighe. Erano poi a quel tempo di colore azzurro, non come sono ora, di colore rosso, a meno che le caste matrone usassero queste. ‘comodi’ però leggeri, come ‘le lettighe leggere’ e le ‘oscilla mollia’: come invece diciamo ‘piuma sospesa’ e intendiamo leggera. O ‘comodi’ morbidamente per il letto:alcuni tramandano che le carrozze sono gradite agli uccisi ma facezia per il popolo. HINC PROCUL giustamente lontano dai templi fa gli inferi. E giustamente le sedi tartaree, affinché sembri di non tralasciare nulla.